Roma e Parigi sono unite da un gemellaggio esclusivo sottoscritto il 30 gennaio 1956 dall’allora sindaco di Roma Salvatore Rebecchini e dal presidente del Consiglio comunale di Parigi Jacques Féron. Il patto è accompagnato da una frase diventata celebre: «Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi». Da gennaio di quest’anno, 2026, le due Capitali stanno celebrando i settant’anni di questo rapporto con un calendario che proseguirà fino alla fine dell’anno e che ha avuto uno dei momenti istituzionali più importanti il 29 e 30 gennaio, con gli incontri dei sindaci Roberto Gualtieri e Anne Hidalgo a Roma e Parigi.
A settembre il racconto dei 70 anni del gemellaggio Roma-Parigi riparte con particolare intensità dalla capitale francese. Per i romani, i laziali e gli italiani che in queste settimane saranno nella Ville Lumière, uno degli indirizzi culturali da mettere in agenda è l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, nello storico Hôtel de Galliffet al 50 di rue de Varenne, edificio della fine del Settecento divenuto uno dei punti di riferimento della presenza culturale italiana a Parigi.
Con la guida del brillante direttore Antonio Calbi, l’Istituto ha costruito per il 2026 un programma molto ricco, capace di mettere insieme arti figurative, cinema, musica, teatro e letteratura e di dare al settantesimo anniversario una continuità che va ben oltre le celebrazioni istituzionali.
Romait ha seguito questo lungo anno Roma-Parigi sin dai primi appuntamenti e lo ha raccontato anche durante il reportage realizzato ad agosto nella capitale francese. Proprio l’Istituto di Cultura è stato uno dei luoghi centrali di quel percorso, con iniziative come “Paolo Conte. Original”, prima mostra parigina interamente dedicata all’attività pittorica del cantautore, chiusa il 4 settembre, e la proiezione estiva di “Sacro GRA” di Gianfranco Rosi, inserita espressamente nel programma per i 70 anni del gemellaggio.

Antonio Calbi
Settembre all’Istituto Italiano di Cultura: si parte con i pupi siciliani
Il primo appuntamento da segnare è mercoledì 9 settembre alle 19, quando l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio porterà all’Istituto “Rapsodia Fantastica”, cine-concerto del Giacomo Cuticchio Ensemble. Musica, teatro e immagini incontrano il patrimonio dell’Opera dei Pupi siciliani, con composizioni originali di Giacomo Cuticchio e una videoproiezione di Chiara Andrich. Un modo contemporaneo di presentare al pubblico francese una forma d’arte fortemente radicata nella tradizione italiana. L’ingresso è gratuito con prenotazione.
Il giorno successivo, giovedì 10 settembre alle 19, il gemellaggio Roma-Parigi torna direttamente al centro della programmazione con il vernissage di “Ceccotti-Passeretti. Métaphysiques du temps”, mostra dedicata a Sergio Ceccotti e Umberto Passeretti, curata da Antonio Calbi e Andrea Iezzi. Due artisti nati a Roma, legati da una lunga amicizia e da un rapporto personale e artistico con Parigi, diventano così interpreti ideali di un dialogo culturale che unisce le due città da settant’anni. L’esposizione resterà aperta fino al 6 novembre.
Letteratura, Scola e Moravia: tre giornate da segnare
Venerdì 11 settembre alle 19 sarà la volta della letteratura con Denise Pardo, autrice de La casa sul Nilo e Tornare al Cairo, protagonista di una conversazione con André Aciman. L’incontro mette al centro memoria, identità, appartenenza e il rapporto con una città, il Cairo, che continua a vivere nella scrittura anche dopo la partenza e il trascorrere degli anni.
Lunedì 14 settembre alle 18.30 torna invece il cinema con “La famiglia” di Ettore Scola, film del 1987 con Vittorio Gassman, Fanny Ardant e Stefania Sandrelli. La proiezione, realizzata in collaborazione con la Rappresentanza permanente italiana presso l’UNESCO nell’ambito del ciclo Le goût du cinéma, riporta a Parigi uno dei grandi racconti cinematografici della società italiana del Novecento: ottant’anni di storia osservati quasi interamente dall’interno di un appartamento romano.
Roma torna esplicitamente protagonista anche martedì 15 settembre alle 19 con “Voltati, parlami” di Alberto Moravia, diretto e interpretato da Lucia Lavia, in italiano con sovratitoli francesi. Moravia, uno degli autori che più profondamente hanno raccontato Roma e le trasformazioni della società italiana, diventa così un altro ponte naturale con Parigi nell’anno del settantesimo anniversario.
Dal trio dell’Accademia dei Cameristi a Maria Antonietta e Colombre
La musica occupa due serate consecutive. Mercoledì 16 settembre arriva il trio dell’Accademia dei Cameristi di Bari, formato da Edoardo Zosi al violino, Margherita Succio al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte. Il programma attraversa tre secoli di musica e comprende una prima esecuzione assoluta di Federico Perotti.
Il giorno seguente, giovedì 17 settembre alle 19, l’atmosfera cambia con l’anteprima di Sonido Bomba, proposta da Les Nuits de la Bomba: protagonisti Maria Antonietta & Colombre, duo della nuova scena cantautorale italiana, con uno showcase pensato in una dimensione più raccolta e diretta. I due artisti erano già stati ospiti dell’Istituto durante una residenza nel 2025 e tornano ora a Parigi con un progetto comune che unisce canzone d’autore, pop indipendente e folk contemporaneo.
Tintoretto a Parigi, un incontro con i curatori della grande mostra
Per chi sarà a Parigi lunedì 21 settembre, l’appuntamento delle 19 merita particolare attenzione. All’Istituto arriveranno Neville Rowley, Giovanni C.F. Villa e Pierre Curie, curatori della mostra “Éternel Tintoret” del Musée Jacquemart-André.
L’esposizione, aperta dall’11 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, presenta in Francia un ampio percorso sulla carriera di Jacopo Robusti, il Tintoretto. La conferenza all’Hôtel de Galliffet offre quindi ai visitatori italiani la possibilità di ascoltare direttamente i curatori e poi eventualmente completare l’esperienza con la visita alla mostra parigina.
Elsa Morante e Pinuccio Sciola chiudono un mese di cultura italiana
Il calendario riprende martedì 29 settembre alle 18.30 con La Storia di Elsa Morante, affidata alla voce e all’interpretazione di Arianna Scommegna. Il reading teatrale, prodotto da ATIR e proposto in italiano con sovratitoli francesi, riporta al centro uno dei romanzi italiani più letti e discussi del secondo Novecento, pubblicato nel 1974 e capace di raccontare la guerra attraverso le vite di chi ne subisce le conseguenze.
Il mese si chiude mercoledì 30 settembre con l’omaggio a Pinuccio Sciola, a dieci anni dalla morte dello scultore sardo. Nel giardino dell’Hôtel de Galliffet saranno presentate alcune opere rappresentative del suo lavoro, compresa una monumentale Pietra Sonora in basalto, insieme alle Foglie morte e ai Semi della Pace. È una presenza particolarmente significativa anche per il pubblico romano: una pietra sonora di Sciola si trova infatti nel giardino dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Settembre conferma dunque il ruolo assunto dall’Istituto Italiano di Cultura nella costruzione culturale dell’anniversario Roma-Parigi. Non una successione di celebrazioni formali, ma un programma che mette in relazione artisti, autori e opere di generazioni differenti, facendo dell’Hôtel de Galliffet un luogo nel quale il rapporto fra Italia e Francia continua concretamente a produrre occasioni di incontro.
La Maison de Balzac, una visita da non perdere per chi ama Roma e l’Italia
C’è un altro luogo che consigliamo senza esitazioni ai nostri lettori in visita a Parigi: la Maison de Balzac, al 47 di rue Raynouard, nel quartiere di Passy. È l’unica abitazione parigina dello scrittore ancora esistente e conserva il suo studio, dove Honoré de Balzac visse e lavorò dal 1840 al 1847, correggendo e sviluppando una parte fondamentale della monumentale Comédie humaine. La casa, raccolta e immersa nel verde, permette di entrare nella dimensione quotidiana del romanziere attraverso manoscritti, edizioni, ritratti, incisioni e testimonianze della sua attività.
Nel corso del nostro reportage parigino abbiamo avuto modo di visitarla grazie anche alla disponibilità di Joëlle Roubine, nostra preziosa referente per questo appuntamento. Ed è una tappa particolarmente interessante per un giornale romano, perché il rapporto di Balzac con l’Italia fu molto più intenso di quanto generalmente si ricordi. Lo scrittore viaggiò ripetutamente nella penisola, passando da Torino, Milano, Venezia, Genova e Firenze e arrivando infine anche a Roma nel 1846. L’arte italiana, le città, la musica, l’aristocrazia e i personaggi incontrati durante questi soggiorni alimentarono profondamente il suo immaginario e riaffiorano in numerose opere, da Massimilla Doni a Gambara, da Albert Savarus a Honorine e La Vendetta.
Roma, in particolare, gli lasciò un’impressione fortissima. Durante il soggiorno del 1846 Balzac visitò San Pietro, il Vaticano, le rovine e i grandi luoghi d’arte della città, descrivendo alla sorella Laure l’illuminazione della cupola di San Pietro nel giorno di Pasqua come uno spettacolo che, da solo, valeva il viaggio. La Maison de Balzac diventa così anche una piccola tappa ideale del lungo dialogo culturale fra Roma e Parigi: entrare nelle stanze dove prese forma una parte della Comédie humaine significa incontrare uno scrittore profondamente francese, ma anche un intellettuale europeo che guardò all’Italia con curiosità, ammirazione e una sensibilità destinata a lasciare numerose tracce nella sua opera.
Dove soggiornare e mangiare a Parigi: due indirizzi provati da mettere in agenda
Per i lettori di Romait diretti a Parigi torniamo a indicare due soluzioni che uniscono posizione, qualità dell’ospitalità e ristorazione.
La prima è Splendide Royal Paris, al 18 di rue du Cirque, piccolo cinque stelle con appena dodici suite, nel cuore dell’VIII arrondissement, a pochi passi dal Faubourg Saint-Honoré, dagli Champs-Élysées, da Place de la Concorde e dal Grand Palais. Le dimensioni contenute gli consentono di conservare l’atmosfera di una residenza privata, con un’evidente impronta italiana.
All’interno si trova Ristorante la Tosca – Relais & Chateaux – Paris 8, guidato dallo chef Paolo Ambrogio, indirizzo italiano di livello che lavora sulla tradizione mediterranea con una lettura contemporanea. È una scelta particolarmente adatta a chi, pur trovandosi a Parigi, vuole concedersi una cena italiana curata senza rinunciare all’atmosfera parigina.
La seconda proposta è Maison Astor Paris, in rue d’Astorg, ancora nell’VIII arrondissement. La Maison nasce nel 1907 per iniziativa di John Jacob Astor IV e oggi fa parte della Curio Collection by Hilton. La posizione è molto comoda per Madeleine, boulevard Haussmann, Opéra, Faubourg Saint-Honoré e Champs-Élysées.
Il suo ristorante, La Salle Dining By Maison Astor Paris, si trova sotto una luminosa verrière e propone una cucina bistronomica affidata allo chef Bruno Felici, con base francese e influenze internazionali. Una precisazione utile per chi organizza il viaggio: al momento il ristorante indica il servizio ordinario del pranzo dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 14; per eventuali aperture serali è quindi opportuno verificare direttamente al momento della prenotazione.