Roma torna a parlare di tram, ma lo fa muovendosi su un doppio binario: da un lato l’avanzamento di nuovi progetti strategici, dall’altro le difficoltà nella gestione dei cantieri esistenti. È in questo contesto che si inseriscono le recenti novità sulla tramvia Termini–Vaticano–Aurelio (TVA) e sulla futura metrotramvia Termini–Tor Vergata, mentre continuano a pesare le criticità legate ai lavori nell’area del Celio.
Un primo segnale arriva proprio dalla TVA, uno degli interventi più attesi per il quadrante occidentale della città. Con un’ordinanza della commissaria straordinaria alle tramvie, Maria Lucia Conti, è stata infatti convocata la conferenza dei servizi decisoria relativa alla cosiddetta “fase 2A”, che riguarda la tratta Porta Cavalleggeri–largo Argentina e il deposito previsto a largo Cardinal Micara. Si tratta di un passaggio fondamentale nell’iter autorizzativo, che coinvolgerà oltre trenta enti e che dovrà concludersi entro il prossimo 14 maggio.
La convocazione segna una ripresa concreta del progetto, rimasto senza aggiornamenti negli ultimi mesi. Rispetto alle ipotesi iniziali, la prima fase funzionale della linea collegherà l’area di Cornelia con largo di Torre Argentina, dove sarà realizzato un capolinea in una zona già storicamente servita dal tram. Non si esclude, tuttavia, che il servizio possa essere esteso operativamente fino a Trastevere o Porta San Paolo, ampliando così le possibilità di interscambio con la linea 3 e con le ferrovie regionali. In prospettiva, la TVA rappresenta un’infrastruttura strategica per collegare il centro con il Vaticano e il quadrante Aurelio, offrendo un’alternativa su ferro al trasporto su gomma.
Parallelamente, procede anche l’iter per un’altra opera considerata centrale nel ridisegno della mobilità capitolina: la tramvia Termini–Tor Vergata, nota anche come metrotramvia G. Roma Capitale ha infatti avviato la gara per l’affidamento dell’appalto integrato, che comprende sia la progettazione esecutiva sia la realizzazione dell’infrastruttura. Si tratta di un cambio di approccio rispetto al passato, con una gestione diretta della procedura che punta a semplificare e velocizzare le fasi amministrative.
La gara resterà aperta fino al 18 maggio, dopodiché si entrerà nella fase di valutazione delle offerte. I tempi tecnici prevedono alcuni mesi per l’aggiudicazione e le verifiche amministrative, inclusa la possibilità di ricorsi. Considerando questi passaggi, l’avvio dei cantieri è atteso nel corso del 2027, con una durata dei lavori stimata in circa tre anni. L’obiettivo è arrivare alla conclusione entro l’inizio del 2029, con apertura al pubblico prevista nello stesso anno.
Il progetto prevede la trasformazione della ferrovia Termini–Centocelle–Giardinetti in una moderna linea tranviaria, con il prolungamento fino all’università e al policlinico di Tor Vergata e l’estensione fino alla stazione Termini. Complessivamente, la nuova infrastruttura raggiungerà i 12,8 chilometri di lunghezza e sarà servita da 22 tram bidirezionali di ultima generazione, con frequenze fino a 4 minuti nella tratta più centrale. L’intervento mira a migliorare i collegamenti tra i quartieri e a rafforzare l’accessibilità di uno dei principali poli universitari e sanitari della città.
Se sul fronte della pianificazione emergono segnali di progresso, non mancano però le criticità legate alla gestione dei cantieri già avviati. Il caso più emblematico è quello dei lavori al Parco del Celio, dove si registrano ritardi significativi nella realizzazione del prato armato lungo la sede tramviaria. Le proroghe si sono susseguite negli ultimi mesi, superando ormai i sei mesi complessivi per un intervento di estensione limitata.
Le conseguenze si riflettono direttamente sul servizio: le linee 3 e 8 continuano a subire limitazioni e sospensioni, con tratte sostituite da autobus. Una situazione che incide sull’affidabilità del trasporto pubblico e sulla qualità del servizio percepita dagli utenti. A ciò si aggiungono difficoltà operative, come l’impossibilità di movimentare alcuni convogli rimasti fermi ai capolinea, a causa delle caratteristiche del tracciato.
Il quadro che emerge è dunque quello di una rete tramviaria in evoluzione, ma ancora alle prese con problemi strutturali nella realizzazione degli interventi.
Andrea Castano – Odissea Quotidiana