Il derby Roma-Lazio cambia giorno e orario: non domenica alle 12.30, ma lunedì 18 maggio alle 20.45. Il prefetto Lamberto Giannini ha deciso il posticipo per evitare che la partita dell’Olimpico si sovrapponesse alle finali degli Internazionali di tennis al Foro Italico. Domani scatterà il primo vertice sicurezza, con la Capitale chiamata a preparare una serata ad altissima attenzione.
Roma-Lazio di lunedì: perché il derby ha cambiato programma
La decisione è arrivata dopo giorni di polemiche sulla collocazione della stracittadina. Domenica, nello stesso quadrante della città, sarebbero dovuti andare in scena due eventi capaci di attirare una folla enorme: il derby all’Olimpico e le finali del tennis al Foro Italico. Un incrocio complicato per viabilità, trasporto pubblico, controlli, parcheggi, accessi e uscita del pubblico dagli impianti.
La Prefettura ha scelto di separare i due appuntamenti, spostando Roma-Lazio a lunedì sera. Una soluzione sostenuta dal sindaco Roberto Gualtieri e dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che aveva già criticato la Lega Serie A per la gestione del calendario. Il governatore ha usato parole molto dure, parlando di incapacità di programmazione e chiedendo alla Lega di non sovrapporsi a chi ha il compito di occuparsi della sicurezza.
Il nodo, per Roma, non è solo sportivo. La Capitale si è trovata davanti a una questione molto pratica: gestire nella stessa area migliaia di tifosi di calcio, pubblico del tennis, turisti, ospiti, lavoratori e residenti. Il rinvio evita la concentrazione massima dei flussi nella domenica del Foro Italico, ma sposta l’attenzione su un derby serale, con tutte le cautele che una partita simile richiede.
Olimpico e Foro Italico sotto controllo: cosa prevede il piano
Il primo vertice servirà a costruire il dispositivo di sicurezza per lunedì. Dopo la finale di Coppa Italia di questa sera, sempre allo stadio Olimpico, Prefettura, Questura e forze dell’ordine lavoreranno sul piano per presidiare l’intera area: viale dei Gladiatori, piazzale dello Stadio Olimpico, lungotevere, Ponte Milvio, parcheggi, vie di accesso e punti di raccolta delle tifoserie.
Le fasi più delicate saranno due: l’arrivo dei tifosi e l’uscita a fine partita. Il derby si giocherà in orario serale e il deflusso avverrà a tarda ora, quando sarà necessario mantenere separati i gruppi, evitare contatti nei percorsi di rientro e garantire il controllo delle zone vicine allo stadio. Le tifoserie avranno aree distinte e percorsi dedicati, come già avviene per gli appuntamenti considerati più sensibili.
Le bonifiche inizieranno dalla serata di domenica e proseguiranno lunedì mattina, fino alle ore precedenti l’apertura dei cancelli. L’ingresso allo stadio potrebbe partire intorno alle 18, per distribuire meglio l’arrivo del pubblico ed evitare accumuli nelle ore immediatamente precedenti al fischio d’inizio. Saranno mobilitati migliaia di uomini in divisa, con presidi anche nelle aree esterne e nei nodi di maggiore passaggio.
Tifosi costretti a cambiare piani, Sarri approva lo spostamento
Il rinvio ha messo d’accordo molte istituzioni, ma ha creato disagi a chi aveva già organizzato la domenica intorno al derby. Paolo Cento, presidente del Roma Club Montecitorio, ha appoggiato la decisione della Prefettura, puntando però l’attenzione sui tifosi, costretti a rivedere programmi, lavoro, viaggi e impegni personali a pochi giorni dalla partita.
Dal mondo biancoceleste è arrivata anche la posizione di Maurizio Sarri. Il tecnico della Lazio ha accolto positivamente lo spostamento, definendolo migliore per tutti. Per l’allenatore, il derby non doveva essere giocato alle 12.30 in un giorno di maggio, anche perché coinvolge squadre impegnate in una corsa sportiva ed economica pesantissima, legata alla qualificazione in Champions League.
Roma si prepara quindi a una serata di calcio, ordine pubblico e grande attenzione cittadina. Il derby resta una partita diversa da tutte le altre: accende passioni, divide famiglie, quartieri e gruppi di amici. Questa volta, però, prima ancora del fischio d’inizio, la vera prova sarà fuori dal campo: far arrivare e uscire decine di migliaia di persone dall’Olimpico senza mandare in tilt una zona già segnata da giorni di eventi e presenze record.