Roma, la Bandiera storica della Polizia lascia il Vittoriano e arriva al Viminale

La più antica bandiera del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza è stata trasferita dal Sacrario delle Bandiere del Vittoriano agli uffici del Capo della Polizia, nel Palazzo del Viminale
Di Fabio Vergovich
Bandiera Corpo Guardie Pubblica Sicurezza
Bandiera Polizia di Stato

Roma ha accompagnato un nuovo passaggio della storia della pubblica sicurezza italiana. Nella mattinata dell’11 luglio, la più antica bandiera del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza è stata trasferita dal Sacrario delle Bandiere del Vittoriano agli uffici del Capo della Polizia, nel Palazzo del Viminale. Un percorso breve nel centro della Capitale, carico di significati istituzionali e compiuto nel giorno in cui ricorre il 174° anniversario della nascita del Corpo.

Dal Vittoriano al Viminale, il viaggio nel cuore istituzionale di Roma

Prima di lasciare il Vittoriano, la bandiera ha ricevuto gli onori di un picchetto in armi della Polizia di Stato. La cerimonia ha avuto come scenario uno dei luoghi più riconoscibili di Roma, affacciato su Piazza Venezia e legato alla memoria nazionale, civile e militare del Paese.

Il vessillo ha quindi raggiunto il Viminale, sede del Ministero dell’Interno e centro di coordinamento della sicurezza pubblica italiana. Ad accoglierlo è stato il Capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani.

Il trasferimento inserisce la bandiera negli uffici dove ogni giorno vengono assunte decisioni riguardanti l’ordine pubblico, la prevenzione dei reati e la protezione dei cittadini. Il simbolo lascia dunque il luogo della conservazione storica per entrare in uno spazio direttamente collegato alle funzioni operative e amministrative della Polizia di Stato.

Il prefetto Pisani ha sottolineato il valore della continuità, dello spirito di servizio e del sacrificio di un’istituzione chiamata ad adeguarsi ai cambiamenti della società. Parole che, nel contesto romano, assumono un significato particolare: la Capitale ospita le principali sedi nazionali della sicurezza e rappresenta quotidianamente un banco di prova complesso per la gestione di manifestazioni, eventi internazionali, visite istituzionali e grandi flussi di persone.

La bandiera custodita dal 2019 nel Sacrario del Vittoriano

Dopo lo scioglimento del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, la bandiera era stata inizialmente trasferita all’Armeria Reale di Torino. Nel dicembre del 2019 aveva raggiunto Roma per essere collocata nel Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.

All’interno del monumento, il vessillo era entrato a far parte del patrimonio storico legato alle forze armate e alle istituzioni dello Stato. La sua presenza al Vittoriano permetteva di ricostruire una fase decisiva dell’organizzazione della sicurezza italiana, nata molto prima della moderna Polizia di Stato.

La nuova collocazione al Viminale modifica il rapporto quotidiano con questo oggetto storico. La bandiera sarà ora custodita vicino al vertice dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, diventando una presenza visibile nel luogo dove si definiscono indirizzi e strategie nazionali.

Le Guardie di Pubblica Sicurezza nacquero l’11 luglio 1852

Il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza venne istituito l’11 luglio 1852. Aveva un ordinamento militare e il compito di garantire la sicurezza pubblica, oltre a eseguire le disposizioni dell’Amministrazione di Sicurezza Pubblica, creata il 30 settembre 1848 e dipendente dal Segretario di Stato per gli Affari Interni.

Nel corso dei decenni, compiti, strutture e modalità operative cambiarono insieme al Paese. La crescita delle città, le trasformazioni politiche e lo sviluppo di nuove esigenze sociali richiesero un’organizzazione sempre più articolata.

Roma divenne il centro di questo processo dopo l’Unità d’Italia e l’insediamento nella Capitale delle principali istituzioni nazionali. Ministeri, prefettura, questura e comandi centrali contribuirono alla costruzione di un sistema di pubblica sicurezza capace di operare sul territorio e di rispondere a un’unica direzione nazionale.

La riforma del 1981 e la nascita della Polizia di Stato

Il cambiamento più profondo arrivò con la legge numero 121 del 1° aprile 1981. Il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza venne sciolto e i suoi ruoli furono unificati con quelli del Corpo di Polizia Femminile all’interno dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Nacque così la Polizia di Stato con ordinamento civile.

La riforma ridisegnò l’intera organizzazione. Il Ministro dell’Interno assunse il ruolo di Autorità nazionale di Pubblica Sicurezza, mentre il Dipartimento della Pubblica Sicurezza venne posto alle dipendenze del Capo della Polizia, anche Direttore generale della Pubblica Sicurezza.

A livello territoriale, le responsabilità vennero affidate ai prefetti e ai questori, figure centrali anche nella gestione quotidiana della Capitale. Roma, per dimensioni, funzioni istituzionali e numero di eventi, richiede infatti un lavoro continuo di coordinamento capace di coinvolgere uffici nazionali e strutture locali.

La legge del 1981 introdusse una pubblica sicurezza più moderna, con competenze definite e una struttura adatta alle trasformazioni sociali. La bandiera trasferita al Viminale ricorda proprio questo lungo percorso, iniziato nell’Ottocento e proseguito attraverso riforme che hanno modificato l’identità e il funzionamento della Polizia.

Un simbolo della storia italiana torna nel centro operativo della Capitale

Il viaggio dal Vittoriano al Viminale attraversa due luoghi che raccontano aspetti diversi della vita dello Stato. Il primo custodisce la memoria nazionale; il secondo ospita una parte essenziale dell’attività di governo e della sicurezza pubblica.

Per Roma, il trasferimento aggiunge un nuovo capitolo alla storia istituzionale della città. La Capitale conserva monumenti, archivi, palazzi e simboli che permettono di leggere l’evoluzione delle amministrazioni italiane. La bandiera delle Guardie di Pubblica Sicurezza entra ora a pieno titolo in questa geografia.

Nel giorno dell’anniversario della nascita del Corpo, il vessillo raggiunge il luogo da cui vengono coordinate le attività della Polizia di Stato. Un’immagine capace di unire Roma, la memoria dell’istituzione e il lavoro quotidiano degli agenti impegnati nella tutela della sicurezza e delle libertà dei cittadini.

 
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