Verona-Roma rappresenta abbastanza bene la stagione della Roma: negli approcci, nelle difficoltà e nel modo di venirne fuori, ma Gasperini si qualifica alla Champions League 2026/2027.
Non l’approccio giusto
Vuoi per la posta in palio, per la pressione che ne poteva conseguire, anche forse per l’occasione a freddo concessa a Suslov, la Roma ha avuto un approccio alla partita ben lontano da quello che ha garantito a Gasperini 16 punti nelle ultime 6 partite, quando aveva sempre segnato nel primo tempo. Gravi gli spazi concessi in ripartenza, soprattutto quello che Bowie aveva sfruttato bene per arrivare a tu per tu con Svilar, monumentale nell’uscire in maniera tempestiva. Nella prima metà di gara si conta solo l’occasione totalmente creata da Dybala, che si guadagna e incrocia benissimo su punizione trovando un altrettanto reattivo Montipò. Si è concesso troppo, si è creato troppo poco, come spesso capitato in alcune sconfitte dolorose di inizio stagione.
Cambi, calci piazzati e la qualità di Dybala
Il modo per uscirne fuori è stato un film spesso visto in quest’ultimo scorcio di stagione. Va detto, anche grazie ai cambi di Gasperini a inizio ripresa, togliendo i negativi Pisilli e Ghilardi, in difficoltà contro Bowie. Con un atteggiamento complessivamente diverso, ma con un vero trascinatore nel corso dei 90 minuti: Paulo Dybala. Il più attivo in un complicato primo tempo, a tratti imprendibile che ha causato tre punizioni pericolose dal limite, in cui in due battute è servito un gran Montipò per evitare il vantaggio. Inoltre il terzo episodio di tre ha causato il rosso a Valentini.
In una complessiva difficoltà a creare occasioni, la partita si è sbloccata con un’altra arma importante: i calci piazzati con la spizzata da corner di Ziolkowski e il tocco di mano di Bowie. Malen si fa parare il rigore da Montipò, ma è ancora la qualità di Dybala a rimettere il pallone in mezzo dopo la respinta. Poi il finale più bello possibile è stato scritto in contropiede da Stephan El Shaarawy, agli sgoccioli in giallorosso, che sigilla (anche qui assistito da Dybala) la vittoria che vale una stagione, la prossima Champions League, la prima nell’era Friedkin dopo 8 anni di assenza (la semifinale persa contro il Liverpool).