Roma dice addio al BIT di carta: dal 2027 per metro, bus e tram basteranno chip e carta di credito

Atac prepara l'addio ai biglietti cartacei nel 2027. A Roma viaggi con chip e carte contactless e arriva il family tap
Di Luigi Sette
Bus Atac Termini
Bus Atac Termini

Cercare una tabaccheria aperta, accertarsi di avere un biglietto in tasca prima di salire sull’autobus, fermarsi davanti all’emettitrice della metropolitana: dal 2027 queste scene potrebbero diventare molto meno frequenti a Roma. Atac prepara infatti l’uscita dei tradizionali titoli cartacei dalla rete di bus, tram e metro, puntando sui supporti elettronici dotati di chip e sul pagamento diretto con carte contactless. In arrivo anche il family tap, che permetterà di utilizzare la stessa carta per pagare il viaggio di più passeggeri.

Biglietti Atac, dal 2027 cambia il modo di viaggiare a Roma

La novità riguarda uno dei gesti più comuni per chi utilizza il trasporto pubblico romano. Il BIT cartaceo da 1,50 euro, valido 100 minuti, ha ancora oggi una presenza capillare nelle tabaccherie, nelle edicole, nelle biglietterie e nei distributori automatici. La sua progressiva eliminazione porterà verso un sistema in cui il titolo di viaggio non coinciderà più necessariamente con un oggetto da acquistare e conservare fino alla fine del percorso.

Per molti romani questa modalità è già una consuetudine. Tap&Go permette infatti di avvicinare una carta contactless ai lettori dei mezzi di superficie e ai tornelli della metropolitana. È possibile utilizzare anche smartphone e smartwatch abilitati ai pagamenti NFC.

Parallelamente si sta diffondendo +Roma, la tessera elettronica ricaricabile sulla quale possono essere caricati BIT, formule multiple e diversi titoli turistici. Il passaggio previsto nel 2027 punta ad allargare questo modello fino a far diventare residuale, e infine eliminare, il vecchio supporto cartaceo.

Family tap, una sola carta per genitori, figli e piccoli gruppi

Il cambiamento probabilmente più interessante nella vita quotidiana riguarda il family tap. L’attuale sistema contactless è costruito principalmente sull’associazione di una carta a un passeggero. Chi viaggia in famiglia o con altre persone deve quindi organizzarsi con titoli distinti.

Il nuovo meccanismo consentirà invece di effettuare più pagamenti utilizzando la stessa carta bancaria. Per una famiglia che arriva in metropolitana con due o tre persone paganti significa poter entrare senza distribuire carte differenti, senza comprare preventivamente diversi biglietti e senza costringere ogni componente del gruppo a possedere un proprio strumento di pagamento.

L’utilità è evidente anche sul versante turistico. Roma registra ogni giorno una presenza enorme di visitatori che utilizzano metropolitana e autobus per raggiungere monumenti, musei, alberghi e quartieri centrali. Rendere l’accesso immediato permette di ridurre uno dei primi problemi incontrati da chi arriva in città: capire dove acquistare il titolo e quale sistema utilizzare.

Meno carta e meno costi per la produzione dei ticket

La scomparsa del biglietto tradizionale riguarda anche l’organizzazione interna del sistema. Stampare milioni di titoli comporta acquisto di materiali, produzione, trasporto, rifornimento delle rivendite e gestione delle scorte. Un supporto elettronico può essere ricaricato molte volte, mentre il pagamento bancario elimina materialmente la necessità del biglietto.

La riduzione della carta utilizzata produce inoltre un beneficio ambientale immediatamente comprensibile. Il singolo BIT pesa pochissimo, ma moltiplicato per il numero di viaggi effettuati in una metropoli come Roma genera quantità rilevanti di materiale destinato a essere utilizzato per un periodo brevissimo.

La tracciabilità elettronica delle transazioni permette inoltre una gestione più precisa degli incassi e può offrire dati più accurati sulle modalità di utilizzo del trasporto pubblico.

Il vecchio biglietto romano diventa un pezzo da conservare

La storia dei trasporti della Capitale può essere raccontata anche attraverso i suoi biglietti. I ticket Stefer da poche lire oggi finiscono nelle raccolte di appassionati, nei mercatini e nelle collezioni dedicate alla storia di Roma. Lo stesso destino attende probabilmente i BIT attualmente utilizzati ogni giorno.

I loro colori, le grafiche, le tariffe stampate e persino i segni delle obliterazioni raccontano diverse epoche della città. Negli anni il prezzo è cambiato, sono cambiate le aziende, le linee, i tornelli e le tecnologie. Ora sta cambiando anche l’idea stessa di biglietto.

Il nodo resta la semplicità per anziani e utenti senza carta bancaria

La completa digitalizzazione dovrà però tenere conto di chi utilizza meno facilmente smartphone e pagamenti elettronici. Roma possiede una popolazione anziana numerosa e il trasporto pubblico deve rimanere accessibile anche a chi non possiede una carta contactless o preferisce effettuare acquisti in contanti.

Da questo punto di vista i supporti con chip ricaricabili assumono un ruolo importante: rappresentano il collegamento necessario fra il vecchio biglietto e il nuovo sistema. Dovranno essere facili da acquistare, semplici da ricaricare e disponibili in un numero sufficiente di punti vendita.

Perché l’addio alla carta funzioni davvero, la tecnologia dovrà eliminare complicazioni anziché crearne di nuove. Se il passeggero potrà entrare in metropolitana con un gesto, salire sul bus senza preoccuparsi di cercare un rivenditore e pagare contemporaneamente anche per chi viaggia con lui, la rivoluzione sarà percepita immediatamente.

Il 2027 si prepara dunque a segnare una data particolare nella vita quotidiana di Roma. Sparirà progressivamente quel piccolo rettangolo di carta che per generazioni ha accompagnato studenti, lavoratori, turisti e pendolari. Resteranno i lettori elettronici, le carte e i chip. E probabilmente qualche vecchio BIT dimenticato in un cassetto, destinato a diventare, molto prima di quanto immaginiamo, un ricordo della Roma che viaggiava con il biglietto in tasca.

 
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