Roma, dal 1° luglio anche le auto elettriche pagano la Ztl: permessi fino a 1.000 euro l’anno

Dal 1° luglio le auto elettriche pagano per entrare nelle Ztl di Roma: permessi annuali fino a 1.000 euro, esenzioni per residenti e servizi
Di Luigi Sette
Auto elettrica in ricarica

A Roma sta per finire una delle agevolazioni più riconoscibili per chi guida un’auto elettrica. Dal 1° luglio l’ingresso gratuito nelle Ztl non basterà più: anche i veicoli elettrici e a idrogeno dovranno avere un permesso annuale, con importi che potranno arrivare a 1.000 euro.

Ztl Roma, la nuova regola per elettriche e idrogeno

Il cambiamento riguarda l’accesso alle Zone a traffico limitato della Capitale, a partire dal Centro storico. Fino a oggi l’auto elettrica ha goduto di un vantaggio immediato: accesso gratuito nelle aree interdette alla maggior parte dei veicoli privati. Dal 1° luglio 2026 non sarà più così. Il solo fatto di guidare un veicolo a zero emissioni non garantirà più l’ingresso libero.

La decisione nasce da un dato molto concreto: le auto elettriche sono aumentate in modo rilevante. In quattro anni le nuove vetture di questo tipo sono cresciute del 350% e il numero complessivo degli autorizzati alla circolazione nelle Ztl romane è arrivato intorno a 75mila. La conseguenza è visibile nelle strade centrali: più transiti, più domanda di sosta, più veicoli in aree pensate per essere protette dalla pressione del traffico.

Roma non elimina il vantaggio per elettriche e idrogeno. Lo riduce e lo trasforma. Il nuovo permesso costerà circa la metà rispetto a quello previsto per un veicolo equivalente a benzina o diesel. La gratuità generalizzata lascia spazio a un sistema nel quale chi entra nella Ztl paga, salvo le categorie esentate.

Quanto si paga per entrare nelle Ztl della Capitale

Gli importi annuali previsti saranno diversi in base alla tipologia di utente. Per alcune categorie il permesso costerà 1.000 euro, mentre il corrispondente titolo per veicoli tradizionali arriverebbe a 2.016 euro. In altri casi l’abbonamento sarà pari a 500 euro, a fronte dei 1.016 euro richiesti ai veicoli a motore termico e dei 781 euro previsti per le ibride.

Il nodo non è soltanto ambientale. Un’auto elettrica non emette gas di scarico mentre circola, ma resta un’automobile: occupa carreggiata, entra nei vicoli, richiede parcheggio, incide sui flussi in zone già delicate. Per questo la Ztl viene riportata alla sua funzione principale: limitare il numero dei mezzi nelle aree centrali, non soltanto selezionare i veicoli in base al tipo di alimentazione.

Per migliaia di automobilisti romani si apre una fase operativa. Chi possiede già un’autorizzazione riceverà comunicazioni con modalità e scadenze per richiedere il nuovo titolo e non perdere la possibilità di accesso. Chi immatricola un veicolo elettrico o a idrogeno dovrà invece fare i conti fin da subito con il nuovo regime in vigore dal 1° luglio.

Residenti e categorie esenti: chi continuerà a entrare gratis

Il pagamento non riguarderà tutti. I residenti manterranno l’accesso gratuito. Lo stesso vale per alcune categorie con esigenze specifiche: artigiani con laboratorio nella Ztl, genitori che accompagnano i figli nelle scuole del Centro storico, medici convenzionati, aziende ed enti impegnati in servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi riconoscibili, servizi di car sharing.

La distinzione è destinata a pesare nel dibattito cittadino. Da una parte ci sono residenti e operatori che vivono o lavorano stabilmente nelle zone più vincolate. Dall’altra c’è una platea crescente di utenti che ha scelto l’elettrico anche per muoversi con maggiore libertà dentro Roma. Per questi ultimi il costo annuale cambia i calcoli: 500 o 1.000 euro non sono una semplice formalità.

Restano confermati altri benefici per chi guida elettrico: sosta gratuita sulle strisce blu, agevolazioni durante le domeniche ecologiche, permesso ridotto per l’accesso al Centro. La Capitale, quindi, non chiude la porta alla mobilità a zero emissioni. Chiede però un contributo a chi usa la Ztl come spazio di circolazione abituale.

L’effetto più immediato potrebbe vedersi proprio nel Centro storico, dove le auto elettriche risultano ormai una delle categorie con il maggior numero di passaggi dopo i mezzi del trasporto pubblico. Se il costo del permesso ridurrà una parte degli accessi non essenziali, le strade centrali potrebbero respirare meglio. Se invece la maggioranza degli utenti deciderà di pagare, il provvedimento produrrà soprattutto nuove entrate e una regolazione più selettiva.

Il tema resta fortemente romano: diritto alla mobilità, tutela del centro, spazi ridotti, parcheggi contesi, residenti che chiedono meno traffico e automobilisti che rivendicano di aver investito in veicoli meno inquinanti. Dal 1° luglio la discussione uscirà dai comunicati e arriverà sulle targhe, sui portafogli e sulle abitudini quotidiane di chi entra a Roma in auto.

 
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