Roma mette nero su bianco la sua risposta al caldo estremo. La Capitale presenta il primo Piano Caldo, una strategia che parte da 660 rifugi climatici già censiti, prevede 50 milioni di euro in cinque anni e punta a rendere più vivibili strade, piazze, scuole, fermate degli autobus e luoghi di assistenza durante le ondate di calore.
Caldo estremo a Roma, cosa cambia per chi vive la città ogni giorno
Il Piano nasce da una realtà ormai evidente: l’estate romana è cambiata. Non si tratta soltanto di giornate molto calde, ma di periodi lunghi, notti con temperature minime mai sotto i 20 gradi, superfici urbane che accumulano calore e quartieri dove l’ombra, l’acqua e gli spazi freschi non sono distribuiti in modo uniforme. La città più grande d’Italia prova quindi a organizzare una risposta stabile, non affidata solo agli interventi durante l’emergenza.
La strategia riguarda la vita quotidiana: il tempo passato alla fermata di un bus, l’uscita di un anziano nelle ore più difficili, la permanenza dei bambini negli asili aperti a giugno e luglio, la possibilità per una persona senza dimora di raggiungere un luogo riparato, il diritto di abitare un quartiere con alberi, fontanelle e spazi pubblici meno roventi.
Il Piano Caldo punta su dieci linee di azione e trenta misure. Le priorità sono tre: ridurre l’impatto del caldo sulla salute, garantire spazi urbani più utilizzabili anche durante le ondate di calore, rafforzare reti energetiche, idriche e di mobilità per evitare disservizi collegati a sovraccarichi, consumi elevati e fragilità delle infrastrutture.
Rifugi climatici Roma, la mappa dei luoghi dove trovare sollievo
La misura più immediata è la rete dei rifugi climatici. Sono 178 al chiuso e 482 all’aperto: biblioteche, centri culturali, centri anziani, musei gratuiti, aule studio, chiese, case di quartiere, parchi urbani ombreggiati, strutture di accoglienza, fontanelle, case dell’acqua e piscine comunali per gli over 70.
La mappa online servirà a individuare il luogo più vicino, verificare gli orari, conoscere i servizi disponibili e capire come arrivare. È un passaggio importante perché il caldo non colpisce tutti allo stesso modo. Una persona anziana che vive sola in un appartamento esposto al sole ha bisogni diversi da un turista in giro nel centro storico, da un lavoratore all’aperto o da una famiglia con bambini piccoli in un quartiere povero di verde.
La rete dovrà allargarsi soprattutto nelle zone più vulnerabili. Roma parte da un primo censimento, ma l’obiettivo è coinvolgere anche strutture del terzo settore, spazi pubblici e luoghi aperti alla cittadinanza. Un rifugio climatico non è solo una stanza con aria fresca: può essere una biblioteca, un parco ben ombreggiato, un centro anziani, una casa di quartiere, un punto d’acqua ben segnalato.
Nasoni, case dell’acqua e piscine: la rete anti-afa della Capitale
Nel Piano entrano anche i 3.294 nasoni e fontanelle e le 59 case dell’acqua presenti sul territorio romano, con strumenti digitali per localizzarle. L’acqua potabile gratuita, in una città che affronta estati sempre più dure, diventa una vera infrastruttura pubblica. Non serve solo ai residenti: serve ai pendolari, ai turisti, a chi lavora in strada, a chi non può permettersi soste in locali privati.
La rete anti-afa comprende anche i 5mila ingressi gratuiti in 18 piscine comunali, i soggiorni gratuiti in spiaggia, i centri estivi per minori e gli screening nel circuito Farmacap. A questi servizi si sommano consegne di pasti a domicilio, pranzi di Ferragosto, supporto tramite numero verde e unità di strada.
Per le persone senza dimora il Piano prevede l’uso dei centri servizi diurni, delle stazioni di posta, delle strutture comunali gestite con enti del Terzo Settore e delle quattro tensostrutture lasciate dal Giubileo. In estate, per chi vive all’aperto, il rischio non arriva solo dalla temperatura: contano disidratazione, assenza di riparo, solitudine e difficoltà a raggiungere servizi sanitari o punti di assistenza.
Alberi, meno asfalto e nuove pensiline: il caldo si combatte nello spazio pubblico
La trasformazione più ambiziosa riguarda le strade. Roma ha aumentato il bilancio arboreo di 38mila alberi dal 2022 e prevede centinaia di migliaia di nuove piantumazioni, con interventi dei dipartimenti capitolini, dei Municipi e fondi Pnrr. Dal 2021 le aree verdi sono cresciute di 187 ettari, con nuovi parchi, aree attrezzate nei quartieri e cinque parchi d’affaccio lungo il Tevere.
Il tema non è solo estetico. Gli alberi riducono la temperatura percepita, creano ombra, migliorano la qualità dell’aria e rendono più utilizzabili gli spazi pubblici. La stessa funzione è affidata alla depavimentazione: 44.501 metri quadrati di superfici sono stati liberati dall’asfalto e riqualificati dal 2024 a oggi, con 40 interventi su strade, piazze e marciapiedi.
Il Piano interviene anche sulle attese del trasporto pubblico. Sono 475 le nuove pensiline previste alle fermate degli autobus; 413 sono già state installate nel centro e nelle periferie. In una città dove milioni di spostamenti dipendono da bus e tram, la qualità dell’attesa diventa parte della risposta climatica. Ombra, sedute, protezione e accessibilità incidono direttamente sulla vivibilità quotidiana.
Asili, scuole dell’infanzia e centri anziani: edifici pubblici più freschi entro il 2027
Un capitolo importante riguarda gli edifici frequentati da bambini e anziani. Nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido, che restano aperti anche nei mesi di giugno e luglio, sono già stati installati sistemi di raffrescamento in 150 edifici. Con il Piano Scuole Verdi sono previsti altri 6 milioni di euro per completare gli interventi entro il 2027 in tutte le strutture comunali della fascia 0-6 anni.
Nei centri anziani, 127 sedi hanno già impianti di raffrescamento e in altre 12 è prevista l’installazione di pompe di calore nel 2027. Il messaggio è chiaro: i luoghi pubblici frequentati dalle persone più esposte devono diventare più sicuri durante i picchi di calore, senza dipendere da soluzioni improvvisate.
La strategia coinvolge anche Ama, chiamata a rafforzare il lavaggio delle strade con nuovi mezzi. Nel periodo gennaio-maggio 2026 sono stati svolti servizi per oltre 13.260 chilometri mensili. Anche la pulizia urbana, in un’estate molto calda, entra nel quadro della vivibilità: strade più curate, meno polveri e interventi più regolari aiutano a migliorare la percezione degli spazi pubblici.
Dati climatici, consultazione e verifica: il Piano dovrà reggere alla prova dei quartieri
Il quadro climatico spiega perché Roma abbia scelto di muoversi ora. Il 2025 è stato il terzo anno più caldo dal 1991 e il quinto per numero di ondate di calore. Il 2024 è stato l’anno più caldo della serie, il 2022 il secondo. Le notti tropicali sono arrivate a 101 e nel 2025 non si è registrato alcun giorno di gelo. Anche il Tirreno mostra segnali netti, con una temperatura media superiore di 0,85 gradi rispetto al periodo 1991-2020.
La Capitale ha costruito anche una piattaforma climatica per leggere dati storici, eventi estremi e scenari futuri. È un passaggio essenziale perché il Piano dovrà essere misurabile: non basterà annunciare interventi, servirà capire dove funzionano, quali quartieri restano più esposti e quali servizi vanno potenziati.
Ora si apre la fase di consultazione pubblica con cittadini, Municipi, università, enti di ricerca, associazioni, imprese e gestori dei servizi. Dopo l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina, il Piano sarà sottoposto a monitoraggi e revisione ogni cinque anni. La promessa è forte: cambiare il modo in cui Roma affronta il caldo. La verifica arriverà nelle giornate più difficili, quando un albero, una fontanella, una scuola raffrescata o un rifugio aperto potranno fare davvero la differenza.