Roma cambia i semafori: la nuova rete che gestirà il traffico in tempo reale

Il progetto riguarda oltre 1.500 impianti e introduce una trasformazione destinata a incidere sulla gestione quotidiana del traffico
Di Fabio Vergovich
Semaforo
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Roma prepara una nuova fase per la gestione della rete semaforica. Il 6 agosto è stata approvata la gara da 49,9 milioni di euro destinata al servizio quinquennale di gestione e manutenzione degli impianti della Capitale, con avvio previsto a ottobre e durata fino al 2031. Il progetto riguarda oltre 1.500 impianti e introduce una trasformazione destinata a incidere sulla gestione quotidiana del traffico: circa 100 nuovi assi viari saranno collegati progressivamente alla centrale di controllo.

Nuovo appalto per la rete semaforica di Roma

L’affidamento è articolato in due lotti e nasce con l’obiettivo di accompagnare la rete verso un sistema maggiormente connesso, capace di fornire informazioni continue sullo stato degli impianti. La manutenzione resterà una componente essenziale del servizio, ma il nuovo modello punta a intervenire anche sulla capacità di individuare rapidamente anomalie e malfunzionamenti.

La novità riguarda soprattutto il controllo tecnologico. I sistemi previsti permetteranno di raccogliere dati sul funzionamento dei semafori e di individuare più velocemente eventuali problemi. In questo processo entreranno anche strumenti basati sull’intelligenza artificiale, destinati ad aiutare la diagnosi dei guasti e a rendere più rapida l’individuazione delle situazioni che richiedono un intervento.

Per una città delle dimensioni di Roma, la rapidità di risposta può avere effetti diretti sulla circolazione. Un impianto non funzionante può alterare la regolazione di un incrocio, provocare rallentamenti e aumentare i rischi per chi attraversa o percorre quel tratto di strada. Avere un sistema capace di segnalare con maggiore tempestività una criticità consente quindi di ridurre i tempi necessari per la verifica e il ripristino.

Cento nuovi assi collegati alla centrale

La parte più ampia del programma riguarda la centralizzazione semaforica. Circa 100 assi viari oggi privi di questo collegamento saranno progressivamente inseriti nella rete controllata dalla centrale. Il cambiamento consentirà di verificare a distanza il funzionamento degli impianti e di coordinare i semafori lungo direttrici considerate strategiche per la mobilità cittadina.

L’elenco comprende alcune delle principali arterie di Roma. Il progetto interessa, infatti, aree e direttrici come Circo Massimo, via di Bravetta, via delle Tre Fontane, viale dell’Oceano Atlantico, viale Egeo, viale dell’Oceano Indiano, viale dell’Oceano Pacifico, via Portuense, via Tuscolana, via Casilina, via Nomentana, via Tiburtina, via Prenestina, viale Tirreno e viale Somalia.

L’estensione della centralizzazione può avere un ruolo significativo nella regolazione dei flussi. La possibilità di disporre di un quadro aggiornato sul funzionamento degli impianti permette infatti di intervenire sulla gestione della circolazione con una visione più ampia rispetto al singolo incrocio. Il semaforo diventa così parte di una rete coordinata, con la centrale chiamata a monitorare il comportamento degli impianti lungo le direttrici interessate.

Coinvolti anche due importanti percorsi tramviari

Il piano comprende anche una componente dedicata alla rete tramviaria. La centralizzazione riguarderà la tratta Mancini-Flaminia, composta da 26 impianti, e la tratta Verano-Thorwaldsen, con altri 28 impianti.

L’inserimento di questi impianti nel sistema centralizzato amplia il controllo sulle intersezioni interessate dal passaggio dei tram. La regolazione semaforica assume infatti un peso particolare nei punti in cui il trasporto pubblico su rotaia interagisce con il traffico privato, con attraversamenti pedonali e con gli altri flussi della mobilità urbana.

Il progetto porta quindi la gestione dei semafori dentro una logica più ampia, nella quale manutenzione, monitoraggio e regolazione dei flussi vengono gestiti attraverso strumenti collegati. Per Roma significa intervenire su una rete estesa e distribuita, con l’obiettivo di avere informazioni più rapide sullo stato degli impianti e maggiore capacità operativa quando emerge un problema.

Da ottobre parte un servizio destinato a durare fino al 2031

L’avvio del nuovo servizio è previsto dal prossimo ottobre. La durata quinquennale porterà l’affidamento fino al 2031 e consentirà di sviluppare progressivamente le attività previste dal progetto, compreso il collegamento dei nuovi assi alla centrale.

La dimensione economica dell’operazione, pari a quasi 50 milioni di euro, riflette l’ampiezza del sistema interessato. Non si tratta infatti della semplice sostituzione o riparazione di singoli apparati: il contratto comprende la gestione e la manutenzione di oltre 1.500 impianti e accompagna l’introduzione di tecnologie per il monitoraggio e la diagnosi.

L’obiettivo operativo è rendere la rete più controllabile e prevedibile. Un’anomalia potrà essere intercettata attraverso gli strumenti di monitoraggio, analizzata con sistemi di diagnosi e indirizzata verso un intervento più tempestivo. La tecnologia basata sull’intelligenza artificiale si inserisce proprio in questo passaggio, con la funzione di supportare l’analisi dei dati prodotti dagli impianti.

Un intervento che riguarda la mobilità quotidiana

La rete semaforica è una delle infrastrutture che incidono ogni giorno sulla mobilità urbana, anche quando il suo funzionamento passa inosservato. Ogni impianto regola movimenti di auto, autobus, biciclette e pedoni e contribuisce alla gestione degli incroci lungo le principali direttrici cittadine.

L’estensione della centralizzazione a circa 100 nuovi assi modifica soprattutto la capacità di gestione della rete. La centrale potrà disporre di un numero maggiore di impianti collegati e potrà verificare il loro stato operativo con strumenti digitali. Per gli automobilisti e per gli altri utenti della strada, l’effetto atteso riguarda una gestione più tempestiva delle anomalie e una regolazione più coordinata lungo i percorsi interessati.

Il calendario prevede dunque un primo passaggio a ottobre, con l’avvio del nuovo servizio, e una fase successiva dedicata all’estensione della centralizzazione. Nel giro di cinque anni il programma punta a trasformare una parte significativa della rete semaforica romana in un sistema maggiormente monitorato, con nuove capacità di diagnosi e controllo.

La cifra di 49,9 milioni di euro rende evidente la dimensione dell’intervento, mentre i numeri della rete ne definiscono la portata concreta: oltre 1.500 impianti già presenti, circa 100 nuovi assi destinati alla centralizzazione e 54 impianti collegati lungo le due tratte tramviarie interessate. Il risultato atteso è una rete semaforica più connessa e dotata di strumenti capaci di fornire dati utili per intervenire sui guasti e governare con maggiore precisione la circolazione.

 
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