Roma, buio e velocità: di notte il triplo degli incidenti. I giovani i più esposti

Roma, di notte gli incidenti aumentano fino a tre volte e colpiscono soprattutto i 18-25 anni. Cnr e Octo: peso decisivo di movida e velocità
Di Alessandra Monti
Polizia Roma Capitale notte

Roma di notte cambia volto anche sulle strade. A traffico ridotto e carreggiate più libere non corrisponde infatti una guida più sicura: secondo l’analisi del Cnr e della società Octo, nella Capitale gli incidenti nelle ore notturne arrivano a essere fino a tre volte più frequenti e a pagare il conto più alto sono soprattutto i ragazzi di età compresa fra i 18 e i 25 anni. È un dato che colpisce, ma che aiuta anche a capire perché il tema della sicurezza stradale a Roma resti così attuale.

Nella Capitale la notte pesa più del giorno sulla sicurezza stradale

Il punto è che Roma, più di altre grandi città, concentra fattori che nelle ore serali e notturne si sommano e peggiorano il rischio. Secondo quanto emerge dall’analisi attribuita al Cnr e a Octo, il mix formato da vita notturna intensa, presenza universitaria diffusa, lunghi spostamenti in auto o scooter e velocità più elevate nelle strade meno congestionate produce un effetto evidente: quando cala il buio, gli incidenti aumentano e diventano più insidiosi.

Non è soltanto una questione di quantità. Di notte, spesso, cambia anche la qualità dell’incidente. Meno traffico induce molti conducenti a spingere di più sull’acceleratore, a sottovalutare incroci, curve, attraversamenti e tempi di reazione. In aggiunta ci sono stanchezza, distrazione, talvolta consumo di alcol o sostanze, uso del telefono e una percezione alterata del pericolo. Così Roma, che di giorno convive con un flusso costante e spesso lento, nelle ore piccole mostra una fragilità diversa, meno visibile ma molto più severa.

I 18-25 anni sono la fascia che rischia di più

Il dato sull’età è forse quello che più interroga. I 18-25 anni risultano la fascia più esposta, e non solo perché è quella che vive più intensamente la notte urbana. A quell’età coincidono diversi elementi delicati: minore esperienza di guida rispetto agli adulti, maggiore propensione a spostarsi tardi per studio, lavoro o svago, uso frequente di scooter e auto condivise, abitudine a muoversi in gruppo e, in molti casi, tendenza a sottovalutare la pericolosità della strada.

Roma, da questo punto di vista, ha caratteristiche precise. La presenza di poli universitari molto frequentati, aree della movida distribuite in più quadranti della città, collegamenti notturni non sempre percepiti come sufficienti e distanze ampie da coprire per rientrare a casa spingono molti giovani a mettersi al volante anche in orari delicati. Secondo la lettura proposta dal Cnr e da Octo, proprio la combinazione fra concentrazione universitaria e vita notturna “penalizza i numeri della Capitale”, rendendo più vulnerabile una fascia che già di per sé richiederebbe maggiore protezione.

Velocità, strade vuote e falsa sensazione di controllo

La velocità resta uno dei nodi centrali. Nelle arterie larghe, nei lunghi rettilinei, lungo consolari e tangenziali oppure nelle strade dei quartieri semiperiferici, la notte produce spesso una pericolosa illusione: quella di avere tutto sotto controllo. In realtà basta poco perché un margine di errore minimo diventi un impatto grave. Un semaforo saltato, una frenata in ritardo, un attraversamento non visto in tempo, un ostacolo improvviso. E i secondi disponibili per correggere si riducono drasticamente.

Questo spiega perché il tema non riguardi soltanto chi guida in modo imprudente. Riguarda anche passeggeri, pedoni, rider, motociclisti, utenti di monopattini e chiunque usi la strada mentre la città appare più vuota ma non per questo più sicura. A Roma il problema si inserisce in un quadro già delicato: nel 2024, secondo i dati richiamati dall’Automobile Club d’Italia e dall’ISTAT, sulle strade della Capitale si sono registrati 13.924 incidenti, 17.196 feriti e 134 vittime, con un aumento dei sinistri e dei feriti rispetto all’anno precedente. Roma continua inoltre a mostrare indici di mortalità e gravità superiori alla media nazionale, come segnala anche l’Annuario statistico di Roma Capitale.

Perché questi numeri contano per tutta la città

Ridurre il tema a un problema “dei giovani” sarebbe un errore. Quei numeri raccontano infatti un modello di mobilità urbana che, nelle ore notturne, lascia scoperti molti punti. Contano l’illuminazione, i controlli, la manutenzione stradale, la leggibilità della segnaletica, la disponibilità di trasporto pubblico serale e notturno, la prevenzione nelle scuole e nelle università, la capacità di far passare il messaggio che guidare bene non è una formalità ma una responsabilità diretta verso sé stessi e verso gli altri.

Nel frattempo, i dati ufficiali ricordano che Roma resta una città ad alta incidentalità, con livelli elevati sia in valore assoluto sia negli indicatori di gravità. L’Ufficio di Statistica di Roma Capitale segnala che nel 2024 gli incidenti con lesioni rilevati dalla Polizia Locale sono stati 13.016, in aumento sul 2023, mentre i feriti sono cresciuti dell’8%. È un quadro che conferma come il problema non sia episodico, ma strutturale.

Cosa può cambiare davvero da qui in avanti

Le ricette semplici non bastano. Servono più controlli mirati nelle ore notturne, soprattutto nei quadranti dove si concentrano locali, università e grandi flussi in uscita. Serve rafforzare le campagne rivolte ai neopatentati e ai giovanissimi, con linguaggio diretto e non burocratico. Serve anche migliorare le alternative all’auto privata, perché una città che di notte offre poche opzioni finisce per spingere molti ragazzi a guidare comunque.

Poi c’è un aspetto culturale che pesa almeno quanto le sanzioni. La velocità viene ancora percepita da alcuni come un dettaglio o, peggio, come un segno di sicurezza personale. In realtà è il contrario: più aumenta la velocità, più si restringe lo spazio utile per evitare il peggio. Roma lo mostra ogni notte, in silenzio, molto prima che i numeri arrivino nei report.

La notizia, dunque, non è soltanto che al buio gli incidenti crescono fino a triplicare. La vera notizia è che la città continua a pagare un prezzo alto proprio dove si concentrano energia, studio, socialità e libertà di movimento. Ed è qui che il tema diventa politico, urbano e sociale insieme: proteggere i più giovani non significa limitarli, significa rendere meno pericolosa la città che abitano.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista