Per quasi novanta minuti Roma-Atalanta sembrava destinata a diventare la classica partita da raccontare partendo dai rimpianti: tante occasioni, un portiere avversario quasi insuperabile, un palo, una traversa e l’Atalanta avanti con Éderson dopo essere stata a lungo costretta sulla difensiva. Poi l’Olimpico ha assistito a tre minuti capaci di rovesciare risultato e prospettiva. Hermoso ha segnato l’1-1 al 90’, Soulé il 2-1 al 93’. La Roma di Gasperini ha così conquistato la terza vittoria consecutiva e raggiunto l’Inter in testa alla classifica a punteggio pieno.
Una Roma che prova a prendersi subito la partita
La parte forse più significativa della serata arriva prima dei gol. La Roma non aspetta l’Atalanta, non concede all’avversario la possibilità di imporre ritmo e posizioni, ma occupa immediatamente la metà campo nerazzurra. All’intervallo saranno già 18 le conclusioni tentate dai giallorossi, un dato che descrive meglio dello 0-0 quanto sia stato sbilanciato il primo tempo.
Mancini va vicino al gol di testa, Cristante costringe Carnesecchi a un altro intervento importante e Malen, da posizione favorevole, trova ancora il portiere dell’Atalanta. Il numero uno nerazzurro diventa presto il principale ostacolo per una Roma che muove rapidamente il pallone e riesce soprattutto a recuperarlo in posizione avanzata.
Il problema è quello che nel calcio può trasformare una buona prestazione in una sconfitta: manca il gol.
Al primo vero colpo l’Atalanta passa con Éderson
Il secondo tempo comincia nel modo peggiore. Al 47’ De Ketelaere riesce a creare la situazione pericolosa sulla sinistra, la difesa giallorossa non pulisce il pallone ed Éderson arriva con forza sulla seconda giocata, fulminando Svilar. Atalanta avanti 1-0.
Per qualche minuto l’Olimpico si trova davanti a una partita completamente diversa. La Roma deve inseguire e si espone inevitabilmente alle ripartenze. Samardžić ha una buona possibilità, mentre Krstović manca per poco il raddoppio. Sarebbe probabilmente il colpo capace di chiudere la gara.
Gasperini sceglie invece di forzare ulteriormente la partita. Dentro Soulé, Molina e successivamente Castro, insieme alle modifiche nel reparto difensivo. La Roma aumenta il numero di giocatori che partecipano all’azione offensiva e comincia un assedio che continuerà praticamente fino all’ultimo pallone.
Castro entra e prende due volte il legno
La fotografia del secondo tempo porta soprattutto il nome di Santiago Castro. Appena entrato, al 64’, l’attaccante salta l’avversario e colpisce il palo con una conclusione violenta sul primo angolo. La Roma non rallenta. Soulé cerca il gol, Dybala continua a muoversi alle spalle della linea atalantina, Wesley accompagna l’azione e Cristante arriva più volte nell’area avversaria.
All’88’ Castro ci riprova di testa e questa volta è la traversa a negargli il pareggio. Poco dopo Carnesecchi compie altri due interventi, su Dybala e Wesley. Il tabellone continua a indicare 0-1 e il rischio concreto è che a fine partita resti soltanto un interminabile elenco di occasioni fallite.
Succede invece l’opposto.
Il minuto 90 cambia tutto: Hermoso pareggia
Sul corner giallorosso arriva Mario Hermoso. Colpo di testa, Carnesecchi superato e 1-1. Il gol sarebbe già sufficiente per evitare una sconfitta difficile da accettare, ma il comportamento della Roma nei secondi successivi dice molto di più: nessuno sembra intenzionato a gestire il pareggio.
La squadra torna subito in avanti. L’Olimpico capisce che la partita non è finita e la spinta dagli spalti accompagna l’ultimo tentativo.
Al 93’ Matías Soulé riceve nella zona nella quale può utilizzare il sinistro, trova il tempo della conclusione e batte Carnesecchi. Il pallone entra e lo stadio esplode. La Roma ha ribaltato l’Atalanta quando ormai sembrava non esserci più tempo per farlo.
Soulé, da cambio a uomo della notte
Il protagonista della serata diventa così proprio uno degli uomini partiti dalla panchina. Soulé entra nella ripresa, partecipa all’azione che porta al pareggio e firma personalmente il gol del 2-1. È una risposta importante anche per Gasperini, perché racconta una Roma nella quale le alternative non servono semplicemente a far rifiatare i titolari ma possono cambiare il livello della squadra durante una partita.
Lo stesso vale per Castro, sfortunato nei due legni ma determinante nell’aumentare la pericolosità dell’attacco. E vale per Molina, per Balerdi, per Ghilardi. La partita contro l’Atalanta suggerisce che la Roma abbia oggi più possibilità di cambiare struttura e interpreti senza perdere intensità.
Tre vittorie e nove punti: adesso cambia anche lo sguardo sulla Roma
Dopo appena tre giornate nessuna classifica può dare risposte definitive, ma alcune partite modificano inevitabilmente la percezione di una squadra. Battere l’Atalanta dopo essere andati sotto, farlo dopo avere creato 39 conclusioni e continuare ad attaccare fino al 93’ significa aggiungere qualcosa ai semplici tre punti.
La Roma è prima insieme all’Inter e ha cominciato il campionato con tre vittorie su tre. È ancora settembre e parlare di obiettivi definitivi sarebbe prematuro. Ma dopo una notte come quella vissuta all’Olimpico, la domanda sui limiti di questa squadra non può più essere evitata.
Perché la vittoria contro l’Atalanta non racconta soltanto una Roma che sa segnare al 93’. Racconta una squadra che, nonostante lo svantaggio, i legni e le parate di Carnesecchi, ha continuato a produrre gioco senza rinunciare alla propria partita. Ed è probabilmente questo, ancora più della vetta della classifica, il dato che Gasperini può portarsi via dall’Olimpico.