Roma affondata a San Siro, l’Inter ne fa 5 e l’Europa si complica

Brutta serata per la Roma a Milano: Inter vincente 5-2, difesa in affanno e classifica che torna a fare paura nella corsa europea
Di Simone Fabi
Gianpiero Gasperini accigliato
Gianpiero Gasperini, foto Claudio Pasquazi

È durata pochissimo l’illusione di poter restare aggrappati alla partita. La Roma è andata sotto quasi subito, ha provato a rimettersi in piedi con orgoglio, ma a San Siro ha finito per lasciare campo, ritmo e fiducia all’Inter, che ha chiuso sul 5-2 e si è presa una vittoria pesantissima per il vertice del campionato. Per i giallorossi, invece, resta una notte amara, di quelle che non fanno male solo per il risultato: fanno male perché mostrano quanto sia sottile, in questo momento, il confine fra ambizione e caduta.

Inter-Roma, una partita sfuggita subito di mano

Quando prendi gol dopo meno di un minuto, tutto cambia. Cambiano le distanze, cambia il modo di stare in campo, cambia persino il coraggio con cui scegli una giocata. La Roma ha cercato di reagire, ma l’Inter ha dato sempre l’idea di poter accelerare appena necessario. I giallorossi hanno trovato due reti con Mancini e Pellegrini, ma non sono mai riusciti a far sembrare davvero riaperta la gara. Ogni volta che il match poteva girare, la squadra di Chivu ha rimesso subito le cose in chiaro. È qui che si vede la differenza del momento: una formazione piena di convinzione da una parte, una che ancora fatica a reggere gli urti quando la pressione sale dall’altra.

La classifica della Roma torna a preoccupare

A rendere il tutto ancora più pesante c’è il quadro del campionato. La Roma è ferma a 54 punti e il sesto posto, che già non bastava a rassicurare nessuno, ora diventa una posizione fragile. Davanti restano Como e Juventus, con i bianconeri che hanno anche una partita in meno. Dietro, poi, il rischio di essere riagganciati o messi sotto pressione è concreto. In una zona così corta basta poco per cambiare prospettiva: una domenica negativa, un pareggio sbagliato, un passaggio a vuoto in casa. Ed è proprio questo che rende la sconfitta di Milano così indigesta. Non è solo una battuta d’arresto contro una grande. È un risultato che può spostare umore, calcoli e gerarchie del finale.

I segnali visti a Milano e quello che manca ancora

La Roma non esce da San Siro senza nulla. Sarebbe ingiusto dirlo. Dentro una serata storta ci sono stati anche segnali di reazione, momenti in cui la squadra ha provato a restare viva, a non consegnarsi del tutto. Però nel calcio di alto livello non basta restare vivi: serve restare solidi, ordinati, pronti a leggere il momento. È questo che è mancato. La fase difensiva ha concesso troppo, il centrocampo non ha retto con continuità e la squadra, una volta colpita, si è allungata. Gasperini dovrà ripartire proprio da qui. Non da un generico richiamo al carattere, ma da una revisione concreta degli equilibri, perché le prossime partite non permetteranno distrazioni né pause di concentrazione.

Finale di stagione: ora servono risposte vere

Adesso la Roma è chiamata a una prova di maturità. Nel calendario che resta non conterà soltanto quanti punti farà, ma come li farà. Servono prestazioni con più controllo, più lucidità, più peso specifico. Servono partite in cui la squadra dimostri di aver capito la lezione di San Siro. Perché il pubblico romanista può accettare una sconfitta contro una corazzata, ma fatica ad accettare una resa. Il punto, allora, non è soltanto rialzarsi. È rialzarsi bene. Ridare alla corsa europea una direzione precisa e togliere alla classifica quel senso di precarietà che oggi accompagna ogni valutazione. La rincorsa non è chiusa, ma da questo momento ogni turno vale doppio. E chi sbaglia ancora rischia di pagare un prezzo molto alto.

 
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