Gli incassi degli autovelox romani si sono più che dimezzati in un anno, passando da 4,8 milioni di euro nel 2024 a 2,3 milioni nel 2025. Roma è soltanto dodicesima nella graduatoria dei capoluoghi italiani, una posizione singolare per una città con oltre 1,8 milioni di automobili e quasi 400mila moto e scooter. Dal dicembre scorso, però, quattro nuovi occhi elettronici hanno cambiato la situazione sulle strade: circa 125mila sanzioni sono già state elevate su via del Foro Italico e viale Isacco Newton.
Dove si trovano i nuovi autovelox di Roma
I dispositivi sono entrati ufficialmente in funzione il 15 dicembre 2025, dopo un periodo di prova durante il quale erano stati conteggiati i passaggi potenzialmente irregolari senza procedere con le sanzioni. Le postazioni controllano due arterie percorse ogni giorno da decine di migliaia di automobilisti.
Su via del Foro Italico un apparecchio è collocato in direzione San Giovanni, dopo l’immissione proveniente da viale della Moschea. L’altro controlla i veicoli diretti verso lo Stadio Olimpico, in prossimità dell’area di via della Foce dell’Aniene. Su viale Isacco Newton i rilevatori sono installati nei due sensi di marcia, all’altezza di vicolo di Papa Leone.
Il limite previsto su entrambi gli assi è di 70 chilometri orari. Si tratta di rilevatori della velocità puntuale: fotografano il veicolo nel punto di passaggio e accertano il superamento del limite in quel momento. Il funzionamento è quindi differente dal sistema presente nella galleria Giovanni XXIII, che misura la velocità media lungo il percorso.
Per chi utilizza l’Olimpica, la Tangenziale o il collegamento del Portuense verso l’Eur e l’autostrada Roma-Fiumicino, la presenza dei dispositivi richiede un’attenzione costante. Le caratteristiche delle carreggiate, ampie e separate, possono favorire accelerazioni superiori al consentito, specialmente nelle ore con minore traffico.
Centoventicinquemila sanzioni in poco più di sei mesi
L’avvio dei nuovi controlli ha prodotto immediatamente un numero consistente di verbali. Nei primi tre giorni di funzionamento la media aveva raggiunto circa 1.500 multe quotidiane. A distanza di poco più di sei mesi, le contravvenzioni riconducibili alle quattro postazioni sono arrivate a circa 125mila.
Nello stesso arco temporale, i velox mobili e gli altri apparecchi fissi utilizzati dalla Polizia Locale hanno accertato più di 30mila ulteriori violazioni. La somma indica un possibile aumento degli introiti comunali nel bilancio del 2026, dopo la forte riduzione registrata l’anno precedente.
Il conteggio dei verbali non si traduce subito in denaro disponibile. Le sanzioni devono essere notificate, pagate e contabilizzate. Alcuni automobilisti scelgono il versamento ridotto entro cinque giorni, altri presentano ricorso o chiedono una rateizzazione. Il dato definitivo potrà quindi essere valutato soltanto alla chiusura dell’esercizio finanziario.
La prospettiva resta quella di un ritorno sopra i 2,3 milioni del 2025. L’entità della crescita dipenderà anche dal comportamento degli utenti abituali: quando la posizione dei rilevatori diventa conosciuta, le infrazioni tendono progressivamente a diminuire.
Perché Roma incassa meno di Fiumicino e Milano
La Capitale è dodicesima pur avendo 677 automobili ogni mille abitanti e il più grande parco di veicoli a motore del Paese. Firenze guida la classifica con 19,7 milioni di euro, Bologna supera i nove milioni e Milano sfiora i sette. Fiumicino raggiunge 6,98 milioni, quasi tre volte l’importo incassato da Roma.
Il confronto con il comune dell’aeroporto offre una lettura utile. Le sanzioni dipendono dal numero delle vetture circolanti, dalla tipologia delle strade controllate e dalle velocità effettivamente raggiunte. Il traffico romano costringe spesso a procedere lentamente, in particolare nelle ore di punta e nei quartieri centrali. I collegamenti extraurbani e aeroportuali di Fiumicino presentano flussi differenti, con maggiori possibilità di superare i limiti.
Anche la familiarità con le postazioni incide sul risultato. Un automobilista che percorre ogni giorno la stessa strada impara presto a riconoscere il tratto controllato e riduce la velocità. La contravvenzione ricevuta una prima volta modifica spesso il comportamento nei passaggi successivi.
Per questo una diminuzione degli incassi non equivale necessariamente a una minore efficacia. Può indicare che il dispositivo ha raggiunto l’obiettivo di rendere più rispettato il limite. La valutazione più completa deve considerare insieme sanzioni, velocità medie e numero degli incidenti.
Il precedente della galleria Giovanni XXIII
Il caso più evidente si trova nella galleria Giovanni XXIII, dove il tutor è entrato in funzione nel 2023. Nel primo anno furono superate le 200mila multe, con centinaia di violazioni rilevate ogni giorno. Il limite di 70 chilometri orari veniva oltrepassato da una quota rilevante di automobilisti.
A tre anni dall’attivazione, il numero dei verbali è sceso a circa 19mila. La riduzione mostra quanto rapidamente possa cambiare il modo di guidare su un percorso sottoposto a controllo permanente. Nella stessa galleria gli incidenti sono diminuiti in misura considerevole, rafforzando il valore del sistema come strumento di prevenzione.
Via del Foro Italico e viale Isacco Newton potrebbero seguire lo stesso andamento. Le 125mila sanzioni iniziali fotografano una fase nella quale molti conducenti non avevano ancora modificato le proprie abitudini. Con il consolidarsi dei controlli è prevedibile una progressiva flessione delle infrazioni.
Resta centrale la chiarezza della segnaletica. Gli automobilisti devono poter riconoscere con sufficiente anticipo il limite vigente e la presenza del rilevatore. Allo stesso tempo, il rispetto dei 70 chilometri orari non può essere limitato ai metri vicini alla postazione: la sicurezza dipende dalla velocità mantenuta sull’intera arteria.
Per Roma il 2026 sarà quindi un anno utile a misurare l’effetto reale dei nuovi impianti. Gli incassi probabilmente cresceranno, almeno nella fase iniziale. Il risultato più importante riguarderà l’eventuale calo delle velocità e degli incidenti su due assi urbani percorsi ogni giorno da residenti, pendolari, motociclisti e lavoratori.