Vedete, io vivo e vi scrivo dal Marocco. Il Marocco è una monarchia costituzionale con un Parlamento, dei partiti politici e un sovrano.
La fortuna del Marocco è quella di avere una famiglia reale illuminata, capace, lungimirante, colta. Sono arrivato in Marocco nel 1979 sotto il Regno di Re Hassan II. Oggi, da 1999, regna suo figlio Mohammed VI. Il Marocco ha avuto tre re: Mohamed V, Hassan II e il sovrano attuale. Il Marocco è un paese arabo musulmano occidentalizzato, moderato, aperto, che col tempo ha saputo offrire ai propri cittadini tutta una serie di diritti e privilegi che la maggior parte dei paesi arabi musulmani si sognano. Non a caso il Marocco é amico e alleato di Israele.
Ogni qualvolta il Marocco riesce ad introdurre a favore dei propri cittadini un nuovo diritto, questi lo accolgono come il deserto accoglie la pioggia. lo festeggiano, lo conservano, lo proteggono.
Viverci oggi non é diverso da quanto si possa immaginare di vivere in un paese europeo. Certo, parlare apertamente in maniera offensiva di sua maestà non è cosa accolta bene, ma non bisogna dimenticare che da noi in Italia per esempio è vietato bestemmiare. Chi lo fa in televisione viene allontanato dagli schermi per sempre.
Il Marocco è un paese un po’ come il nostro: trovi qualsiasi cosa, qualsiasi tipo di negozio, qualsiasi tipo di agio, è un paese per tutte le tasche. Internet libero e aperto, si vendono gli alcolici, ci sono vizi e virtù come da noi.
La differenza è che noi abbiamo ottenuto tutti questi privilegi molto prima rispetto ai cittadini marocchini.
Io sono nato nel 1970, 25 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, della Repubblica e della costituzione sulla quale il mio paese, l’Italia, affonda le proprie radici.
Vivendo in Marocco da molti anni ed essendoci venuto per la prima volta nel 1979, ho imparato che i diritti di cui beneficiamo in Italia non si dovrebbero dare per scontati. I diritti non possono mai essere dati per scontati perché sono il frutto del sacrificio di chi ci ha preceduto, di chi ha combattuto, di chi ha lottato e che di chi è morto per garantirceli. La costituzione italiana non è come il Corano per i musulmani. Il Corano nell’islam non è un libro ma é materia stessa di Dio. É Dio incarnato nella parola. Non può essere messo in discussione, tantomeno modificato. La nostra Costituzione italiana invece, sebbene straordinaria, può e deve, qualora c’è ne fosse bisogno, essere migliorata. I nostri padri fondatori hanno compiuto un miracolo quando l’hanno redatta ma questo non significa che debba essere intoccabile e non migliorabile.
Da bambino vivevo con i miei nonni paterni e tre miei cugini. Non ci perdevamo, negli anni 70, nemmeno una puntata di Portobello. Era un appuntamento televisivo da noi atteso con entusiasmo ed impazienza e quando Enzo Tortora, che ai nostri occhi incarnava l’eleganza, la compostezza, la professionalità, fu accusato di reati orribili ed incarcerato, ci sembrò di vivere un incubo. Non poteva essere vero. Non ci credevamo. Mio nonno aveva combattuto la guerra d’africa. Era un uomo fortissimo fisicamente e psicologicamente. Eppure durante la rubrica “dove sei” in seno al programma televisivo Portobello in cui si riusciva a far incontrare ex commilitoni che non si vedevano da anni, lui si commuoveva e sebbene non piangesse mai, i suoi occhi erano lucidi come i vetri delle finestre che mia nonna lavava con amore ogni giorno.
Tortora subì un’ingiustizia giudiziaria mostruosa che forse fu anche la causa della sua malattia e dalla sua morte. Ma quanti Enzo Tortora sconosciuti ci sono stati e ci sono oggi nelle carceri italiane? Questo referendum sarebbe servito anche ad evitare questi drammatici errori giudiziari e quantomeno a sanzionare i giudici maldestri e a volte magari forse anche disonesti responsabili. Una cosa è certa: la vittoria del no ha tolto la possibilità di migliorare il sistema della giustizia che nella peggiore delle ipotesi sarebbe rimasto comunque, anche con la vittoria del sì, come era fino a ieri e come è ancora oggi. La maggior parte dei cittadini italiani danno per scontato il fatto di vivere in un paese libero, democratico, in cui vige uno stato di diritto. Ma questi privilegi non sono caduti dal cielo, non sono stati estratti dalla terra come il petrolio o l’oro. Sono stati conquistati e vanno conservati, protetti e migliorati se possibile.
Quel che lascia l’amaro in bocca è che si ha l’impressione che la vittoria del no sia stata più il frutto di una scelta politica tesa ad avversare il governo attuale piuttosto che una scelta ponderata basata su un ragionamento teso a sconfessare la validità dei contenuti della proposta. Si ha l’impressione che l’opposizione abbia esultato non tanto per la vittoria del no, piuttosto per la sconfitta del sì. Un voto contro il governo e non, eventualmente, per proteggere la giustizia e la Costituzione, come dichiarato dall’opposizione.
Se così fosse sarebbe triste, drammatico, tragico. Il marito che per far dispetto alla moglie si evira.