Parma-Roma stava per compromettere definitivamente la corsa Champions dei giallorossi, in particolare al minuto 87 col gol di Mandela Keita. Il ribaltone fimrato da Rensch e Malen nei minuti di recupero come si spiega?
Ancora un ottimo inizio…
Come spesso accaduto nell’ultimo mese (post-batosta di San Siro) la Roma ha approcciato bene la partita. Col Pisa gol dopo 3 minuti, col Bologna dopo 7, con la Fiorentina 2 in un quarto d’ora: stavolta il gol arriva a metà tempo dopo uno annullato. Uno step soprattutto mentale fatto dalla squadra di Gasperini che ha messo in discesa alcune partite.
… ma è mancato il controllo
Non è questo il caso: dopo 30/35 minuti ottimi (col palo di Soulé al 29’ viene sfiorato il raddoppio) la squadra cala d’intensità permettendo al Parma di avvicinarsi dalle parti di Svilar. Delittuoso il gol concesso dopo due minuti scarsi della ripresa, nato da un fraintendimento tra Kone ed Hermoso, ma più in generale la difficoltà nei primi 20 minuti, in cui la squadra si è disunita e non ha più controllato la partita.
L’inversione di tendenza: i gol nel finale, ma anche la qualità di Malen e Dybala
Due occasioni per Malen con riconquista e transizione sventate da Suzuki e preso il gol di Keita all’87, la situazione sembrava compromessa. In stagione la Roma ha segnato pochissimo nell’ultimo quarto d’ora e di rado ha recuperato da situazione di svantaggio, invece con la forza della disperazione ha trovato due gol in pieno recupero.
Una dimostrazione di testa e carattere sì, ma anche della qualità. Di Malen, al suo massimo in ogni aspetto: dal controllo a seguire per fare l’1-0, alle occasioni create per se stesso e per i compagni, dal ghiaccio nelle vene per trasformare il rigore al minuto 100, al lottare vicino alla bandierina al minuto 103. Ma anche la migliore versione di Dybala da tanto tempo a questa parte: prima di tutto fisica e quasi di conseguenza tecnica, fino alla fine. Il cross su cui viene fischiato il rigore di Rensch è suo.