Policlinico Umberto I, Carabinieri in bici e scooter: controlli rapidi anche nelle aree più isolate

Un'iniziativa per raggiungere rapidamente anche le zone più isolate del grande ospedale romano, comprese quelle dove degrado e scarsa frequentazione possono alimentare problemi di sicurezza
Di Alessandra Monti
Carabinieri in bicicletta al Policlinico Umberto I
Carabinieri in bicicletta al Policlinico Umberto I

All’Umberto I i Carabinieri entreranno ancora più a fondo nella vita quotidiana del Policlinico, percorrendone viali e spazi interni con biciclette e motorini elettrici. Una modalità di pattugliamento pensata per raggiungere rapidamente anche le zone più isolate del grande ospedale romano, comprese quelle dove degrado e scarsa frequentazione possono alimentare problemi di sicurezza.

Carabinieri all’Umberto I, il controllo arriva nei punti più nascosti

Chi conosce il Policlinico sa che definirlo semplicemente “ospedale” racconta soltanto una parte della realtà. L’Umberto I è un vasto sistema di padiglioni, strade, ingressi, cortili e collegamenti interni inserito nel cuore di Roma.

Dentro questa estensione si muove quotidianamente una popolazione enorme e molto diversa: chi arriva per una visita, chi accompagna un parente, chi lavora nei reparti, chi studia, chi effettua consegne o attraversa una parte della struttura.

Proprio questa conformazione rende il controllo del territorio complesso. Alcuni punti sono costantemente attraversati, altri risultano più defilati e possono diventare zone dove la percezione di insicurezza aumenta.

La nuova organizzazione punta a ridurre queste distanze.

Bici e scooter elettrici per muoversi velocemente nei viali

Le pattuglie della Caserma Macao potranno utilizzare mezzi piccoli, silenziosi e facilmente manovrabili.

Una bicicletta o uno scooter elettrico consentono di percorrere rapidamente i viali interni evitando le difficoltà che può incontrare un’automobile in spazi stretti, affollati o poco accessibili.

La scelta ha quindi una ricaduta immediata sui tempi di intervento. Se arriva una segnalazione da un settore lontano, un militare potrà raggiungerlo senza dover compiere lunghi tragitti a piedi o utilizzare mezzi più ingombranti.

È un modello di presidio particolarmente adatto a un ospedale costruito come una cittadella, dove poche centinaia di metri possono fare la differenza quando occorre intervenire con rapidità.

Degrado e aree poco frequentate, aumenta la presenza delle pattuglie

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda proprio i punti maggiormente esposti a degrado e abbandono.

In un complesso di grandi dimensioni, la manutenzione degli spazi e il controllo costante sono strettamente legati alla sicurezza percepita. Un’area poco illuminata, scarsamente frequentata o distante dai principali percorsi può diventare più facilmente problematica.

Il passaggio frequente delle pattuglie serve quindi anche a impedire che alcune zone vengano considerate prive di controllo.

La presenza visibile dei Carabinieri assume in questo senso una funzione preventiva. Non occorre attendere che avvenga un episodio per intervenire: il pattugliamento continuo può scoraggiare comportamenti irregolari e rendere più semplice intercettare situazioni anomale.

Sicurezza negli ospedali, un problema che riguarda anche chi lavora

Il tema non riguarda soltanto i pazienti.

Medici, infermieri e personale sanitario trascorrono molte ore all’interno delle strutture ospedaliere, spesso lavorando anche in orari serali e notturni. Gli spostamenti da un edificio all’altro, verso parcheggi o uscite secondarie, fanno parte della quotidianità professionale.

Sapere che il controllo può raggiungere rapidamente anche queste aree modifica concretamente la qualità del lavoro e la percezione degli spazi.

Lo stesso vale per i familiari dei ricoverati, che possono entrare e uscire dall’ospedale in momenti delicati della giornata e vivere con particolare sensibilità qualsiasi condizione di insicurezza.

Mezzi elettrici, meno rumore dentro il Policlinico

L’aspetto ambientale non è secondario.

Bici e motorini elettrici permettono di effettuare controlli senza aggiungere emissioni e con un impatto acustico limitato. Dentro una struttura sanitaria anche questi elementi assumono valore.

La presenza delle pattuglie diventa così compatibile con un luogo che richiede movimento continuo ma anche attenzione verso pazienti, reparti e spazi di cura.

La scelta consente inoltre di evitare che il rafforzamento dei controlli comporti un aumento significativo del traffico dei veicoli tradizionali nei viali interni.

L’Umberto I rafforza il presidio e punta sulla presenza continua

La collaborazione con le Forze dell’ordine viene quindi tradotta in un sistema di controllo più mobile e adattabile alle caratteristiche del Policlinico.

La differenza potrà misurarsi soprattutto nella quotidianità: frequenza dei passaggi, rapidità degli interventi, presidio dei settori meno centrali e capacità di rispondere alle segnalazioni.

In una struttura vasta come l’Umberto I, la sicurezza dipende anche dalla possibilità di arrivare rapidamente nel posto giusto.

Le nuove pattuglie su due ruote nascono esattamente per questo. Una presenza più vicina, visibile e mobile dentro una delle aree ospedaliere più complesse di Roma.

 
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