Percile e Rocca Canterano, due piccoli Comuni della Città Metropolitana di Roma, entrano nella classifica nazionale dei territori più ricchi di boschi. Percile è terzo in Italia con il 96,99% del territorio coperto da foreste, mentre Rocca Canterano figura nella top ten con oltre il 95%.
I borghi romani dei boschi e la nuova mappa verde del territorio
La Roma metropolitana non è fatta solo di traffico, quartieri, litorale e grandi arterie di collegamento. Dentro i suoi confini amministrativi vive anche un paesaggio fitto di boschi, rilievi, piccoli borghi e aree naturali che oggi assumono un ruolo sempre più rilevante nella lettura del territorio.
Percile e Rocca Canterano lo dimostrano con numeri netti: due paesi di dimensioni ridotte, immersi in una presenza forestale quasi totale, capaci di portare l’area romana nella parte alta della geografia forestale italiana.
Il dato di Percile, 96,99% di superficie coperta da boschi, lo colloca al terzo posto nazionale. Rocca Canterano supera il 95% ed entra nel gruppo dei primi dieci Comuni italiani per densità forestale. Non sono località lontane dall’orbita della Capitale in senso amministrativo, eppure raccontano un mondo diverso da quello che spesso viene associato a Roma: un sistema di paesi dove il bosco non è cornice, ma struttura portante del territorio.
La tappa laziale di Voler Bene all’Italia ha riportato attenzione sui piccoli Comuni e sul loro legame con le foreste. Il caso più forte arriva da Marcetelli, in provincia di Rieti, Comune più piccolo del Lazio per popolazione e primo in Italia per percentuale di territorio boscoso, con il 98,49%. Percile e Rocca Canterano completano però un quadro che riguarda da vicino anche Roma e la sua area metropolitana.
Roma prima nel Lazio per ettari forestali: un dato che cambia la percezione della Capitale
C’è un numero che sorprende più di altri: Roma è il primo Comune del Lazio per estensione assoluta di foreste, con 16.152 ettari. La Capitale, spesso raccontata attraverso densità urbana, turismo, cantieri, mobilità e servizi, possiede anche una componente verde di enorme rilievo. Non si tratta solo di parchi urbani, ville storiche o riserve conosciute. La dimensione forestale entra nella struttura stessa del territorio comunale.
Nel Lazio i boschi coprono il 35,6% della superficie regionale, oltre 614.256 ettari. Dopo Roma, i Comuni con più ettari forestali sono Leonessa, con 12.491 ettari, e Tolfa, con 11.366. Anche Tolfa appartiene al territorio metropolitano romano, confermando quanto la provincia della Capitale sia un mosaico ambientale più ampio e vario di quanto appaia nella percezione quotidiana.
Questo scenario apre una riflessione concreta sulla gestione del verde, sulla sicurezza dei versanti, sulla prevenzione degli incendi, sulla qualità dell’aria e sulla capacità dei borghi di generare economie sostenibili. Dove il bosco occupa quasi tutto il territorio comunale, la sua cura non può essere considerata un tema secondario. Diventa pianificazione, lavoro, manutenzione, identità locale.
Foreste, piccoli Comuni e qualità della vita nell’area romana
Percile e Rocca Canterano sono esempi di un patrimonio che può trasformarsi in opportunità, se accompagnato da politiche adeguate. I boschi assorbono CO₂, proteggono il suolo, custodiscono biodiversità, regolano le acque e rendono più attrattivi territori spesso segnati dal calo demografico. Questi benefici hanno un valore ambientale e anche economico.
Il caso di Marcetelli chiarisce la dimensione del fenomeno: il patrimonio boschivo del piccolo Comune reatino genera servizi ecosistemici stimati in quasi 8 milioni di euro l’anno. Il dato aiuta a leggere anche la situazione dei borghi romani. Un territorio coperto da foreste non produce solo bellezza paesaggistica. Offre funzioni utili a un’area vasta, comprese le zone urbane che beneficiano indirettamente di suolo protetto, aria migliore e risorse naturali più stabili.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha richiamato il ruolo dei piccoli Comuni nella tutela della biodiversità, nel contrasto alla crisi climatica e nella produzione di servizi ecosistemici essenziali. Il messaggio riguarda pienamente anche la Città Metropolitana di Roma: la qualità ambientale dei borghi interni non è separata dalla vita della Capitale.
Per valorizzare questa ricchezza serve una gestione forestale seria, con investimenti, competenze tecniche e strumenti capaci di riconoscere il valore socio-economico dei boschi. La sola presenza degli alberi non basta. Occorrono manutenzione, prevenzione, accessibilità sostenibile, filiere locali e capacità di rendere i paesi più vivibili per residenti, visitatori, giovani famiglie e attività economiche.
La nuova geografia forestale restituisce quindi un’immagine diversa dell’area romana. Roma non è solo la grande città al centro del Lazio. È anche un territorio che comprende borghi ad altissima densità boschiva, aree interne fragili e luoghi capaci di offrire qualità ambientale rara. Percile e Rocca Canterano entrano nella classifica nazionale perché il bosco li definisce quasi interamente. La vera notizia è che quella ricchezza riguarda l’intero sistema metropolitano.