Pasqua nei Musei 2026, Roma si riempie di arte, famiglie e passeggiate speciali da Porta Capena al Campidoglio

Scegliere il Campidoglio invece del centro commerciale, approfittare di Pasquetta per entrare in un museo magari rimandato da anni
Di Fabio Vergovich
Testa marmorea di Dioniso, rinvenuta nel 2019, negli scavi di via Alessandrina, nell'area del Foro di Traiano esposta ai Mercati di Traiano
Testa marmorea raffigurante il dio Dioniso, rinvenuta durante gli scavi in via Alessandrina, nell'area del Foro di Traiano (Mercati di Traiano a Roma)

A Roma la Pasqua 2026 non resta chiusa nelle chiese, nei pranzi di famiglia o nelle gite fuori porta. Per sei giorni, dal 1° al 6 aprile, entra anche nei musei, nelle aree archeologiche, nelle sale storiche del Campidoglio e perfino nei percorsi pensati per ibambini.

“Pasqua nei Musei” rimette in circolo un’idea semplice ma fortissima: la città, nei giorni festivi, può diventare più accogliente se sa offrire occasioni vere a chi resta, a chi arriva e a chi cerca qualcosa di bello da fare senza sentirsi fuori posto. Il programma è promosso da Roma Capitale con l’Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Roma a Pasqua, una città che invita a uscire di casa

La notizia, per chi vive a Roma, è di quelle che pesano più di quanto sembri. I Musei Civici resteranno aperti anche lunedì 6 aprile, giorno di Pasquetta, e domenica 5 aprile, che quest’anno coincide con la prima domenica del mese, ci sarà l’ingresso gratuito in molti siti del sistema museale capitolino e in alcune aree archeologiche.

Significa che una famiglia può organizzare una giornata diversa senza mettere in conto una spesa pesante; significa pure che chi ha parenti in visita può mostrare una Roma meno stereotipata, non solo quella delle code e delle cartoline, ma quella dei luoghi che raccontano la città da vicino.

Ed è proprio questo il bello del cartellone: non si limita a tenere le porte aperte, ma prova ad accompagnare il pubblico. Non c’è il museo pensato come stanza muta dove si passa in punta di piedi. Ci sono percorsi, racconti, laboratori, itinerari urbani e attività che invitano a fermarsi, guardare meglio, fare domande. In una città dove il tempo corre e spesso il patrimonio viene dato per scontato, questa formula riesce a riportare l’arte a una misura più umana.

Pasqua nei musei di Roma, le attività che parlano anche ai più piccoli

Il calendario delle attività didattiche ha un ritmo molto romano, nel senso migliore del termine: passa dall’archeologia alla pittura, dal mito alle passeggiate all’aperto, senza irrigidirsi. Mercoledì 1° aprile si comincia alle 15 con “La Valle delle Camene”, appuntamento a Porta Capena per ripercorrere le tracce del bosco sacro collegato alle Camene e alla ninfa Egeria, lungo un tratto di città che molti attraversano senza immaginare quanta memoria conservi.

Giovedì 2 aprile, alle 10, tocca al Museo di Casal de’ Pazzi con “Caccia al tesoro di Pleisto-Pasqua!”, attività per famiglie con bambini dai 6 ai 10 anni che trasforma il giacimento preistorico in una piccola avventura. Nel pomeriggio la Galleria d’Arte Moderna celebra il suo centenario con “Pasqua con i capolavori della GAM”, mentre alla Centrale Montemartini arriva “Orfeo, il mago malinconico”, con storytelling e laboratorio creativo per bambini dai 7 agli 11 anni.

Venerdì 3 aprile si cambia ancora atmosfera. Alle 11 c’è il percorso “Dalla Casina Boccapaduli all’Aventino”, una camminata culturale che parte da una sede riaperta da poco al pubblico e accompagna sino al Parco Savello passando per il Circo Massimo. Più tardi, alle 16, il Museo Napoleonico propone “Occhio al dettaglio”, un viaggio che usa opere, arredi e oggetti quotidiani per raccontare la storia con un passo meno scolastico e più diretto.

Sabato 4 aprile, poi, è una giornata piena: la Casina delle Civette si sofferma sulle sue vetrate e sul legame con il naturalismo del Liberty; il Museo Carlo Bilotti riporta il pubblico dentro la propria collezione in uno degli angoli più amati di Villa Borghese; a Palazzo Braschi si va a caccia di“Easter eggs” nascosti nei dipinti, con laboratorio finale. Tutti gli incontri sono gratuiti, ma serve la prenotazione allo 060608 e resta il biglietto del museo dove previsto.

Campidoglio aperto a Pasqua, perché Palazzo Senatorio fa notizia

Uno dei passaggi più affascinanti del programma è senza dubbio la visita a Palazzo Senatorio, confermata per domenica 5 aprile. Qui Roma cambia pelle: non è soltanto la città dei musei, ma quella dei luoghi dove la sua storia amministrativa continua a vivere. Palazzo Senatorio è sede del Comune sin dal 1143, e poter entrare nelle sue sale con guide esperte, nel giorno di Pasqua, ha qualcosa di raro anche per molti romani che da anni passano per il Campidoglio senza averne mai visto l’interno.

Le visite sono gratuite, ma con prenotazione obbligatoria al numero 060608. Le prenotazioni aprono giovedì 2 aprile alle 16, i turni sono quattro, da massimo 30 partecipanti, con partenze alle 10, 11.30, 15 e 16.30.

È facile immaginare che i posti finiranno in fretta, proprio perché questa tappa mette insieme il fascino del monumento, il peso della storia e quella sensazione tipicamente romana di scoprire che un luogo visto mille volte da fuori custodisce ancora qualcosa di inatteso.

Musei aperti a Pasqua e Pasquetta, le occasioni da non perdere a Roma

Domenica 5 aprile, con la gratuità della prima domenica del mese, il pubblico potrà entrare senza biglietto in diversi siti del Sistema Musei di Roma Capitale e in alcune aree archeologiche della città. L’ingresso libero riguarderà anche il Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio, l’Area Sacra di Largo Argentina, il Circo Massimo e i Fori Imperiali, compatibilmente con la capienza.

È una buona notizia per chi ha voglia di costruirsi una Pasqua cittadina fatta di tappe leggere, magari alternando una visita a un pranzo in famiglia o a una passeggiata.

Attenzione però alle eccezioni, perché non tutto rientra nella gratuità. Restano a tariffazione ordinaria, con riduzioni per i possessori della MIC Card, alcune proposte molto richieste come “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” all’Ara Pacis, “Ville e giardini di Roma”, il percorso del Bunker e dei rifugi antiaerei di Villa Torlonia e il Circo Maximo Experience. Anche questo dettaglio è utile per evitare sorprese e organizzarsi bene.

Lunedì 6 aprile, invece, Roma evita il classico effetto città spenta di Pasquetta. Saranno aperti con orario consueto molti musei e siti civici: Musei Capitolini, Mercati di Traiano, Museo dell’Ara Pacis, Centrale Montemartini, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Napoleonico, Museo Carlo Bilotti, Museo delle Mura, Museo di Casal de’ Pazzi, Villa di Massenzio, oltre al Mausoleo di Augusto e alla Casina Vignola Boccapaduli. Per chi resta in città o vuole evitare il caos delle gite affollate, è un’agenda già pronta.

Mostre di Pasqua a Roma, dai Capitolini a Villa Torlonia

Il programma si regge anche sulla qualità delle mostre aperte in quei giorni. Ai Musei Capitolini spiccano “La Grecia a Roma”, “Vasari e Roma”, “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” e “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli”. Ai Mercati di Traiano arriva “Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito”, legata all’Anno Culturale Italia-Romania 2026 e ai 150 anni dalla nascita dello scultore.

Alla Galleria d’Arte Moderna c’è l’evento del centenario, “GAM 100”, mentre ai Musei di Villa Torlonia si possono visitare anche “Antonio Scordia. La realtà che diventa visione” e la mostra dedicata all’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto.

Alla fine il senso di “Pasqua nei Musei” è tutto qui: offrire un pretesto bello e concreto per riabitare Roma. Non una città da consumare in fretta, ma una città da ascoltare. Con i bambini che giocano a Casal de’ Pazzi, con chi sceglie il Campidoglio invece del centro commerciale, con chi approfitta di Pasquetta per entrare in un museo magari rimandato da anni. Ed è forse questo il risultato migliore: rimettere la cultura nel ritmo normale della vita romana, senza solennità e senza distanza.

 
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Cultura

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