Ostia senza sigarette in spiaggia? Roma accelera sul divieto per il litorale

Ostia, Capocotta e Castel Porziano verso il divieto di fumo in spiaggia: la Commissione Ambiente dice sì, ora la parola passa al Campidoglio
Di Luigi Sette
Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)
Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)

Sulle spiagge di Ostia si prepara una novità destinata a far discutere residenti, bagnanti e gestori. La Commissione Ambiente di Roma Capitale ha approvato una proposta di deliberazione, firmata in prima battuta dal consigliere M5S Paolo Ferrara, che punta a portare il divieto di fumo sugli arenili del litorale romano, da Ostia a Castel Porziano fino a Capocotta. Non è ancora una misura operativa, perché manca il voto dell’Assemblea Capitolina, ma il segnale politico è già molto chiaro: il Campidoglio vuole un’estate con regole più rigide su sabbia e battigia.

Il mare di Roma cambia passo sugli arenili

Per chi vive il litorale ogni settimana, il tema non riguarda soltanto il fumo passivo. C’è il problema dei mozziconi lasciati sulla sabbia, che finiscono spesso vicino all’acqua o direttamente in mare, e c’è la questione dell’immagine stessa delle spiagge romane, già alle prese con bandi, servizi, concessioni e decoro. In questo quadro la proposta assume un valore simbolico forte: dire che il mare di Roma ha bisogno di regole più nette e di una gestione meno permissiva.

Ostia, Capocotta e Castel Porziano nel perimetro del provvedimento

Il testo, per come è stato raccontato pubblicamente, riguarda i principali arenili del litorale romano e dovrebbe aprire la strada all’inserimento del divieto nell’ordinanza balneare stagionale. Non si parla dunque di un gesto isolato di qualche consigliere, ma di una scelta che potrebbe incidere in modo diretto sulla stagione estiva 2026. È proprio qui che la vicenda diventa interessante: la volontà è arrivare prima dell’avvio pieno della stagione, così da accompagnare il cambiamento con cartelli, informazione ai turisti e indicazioni facilmente leggibili.

Perché Pd e 5 Stelle si ritrovano sullo stesso fronte

Il punto politico conta almeno quanto quello sanitario. La misura mette insieme sensibilità diverse: da una parte la tutela dell’ambiente, dall’altra l’attenzione per la salute, soprattutto di bambini e persone più esposte al fumo passivo. È per questo che il provvedimento è riuscito a raccogliere consensi trasversali. Bonessio, intervenendo dopo il sì in Commissione, ha parlato apertamente di cambio culturale, chiedendo che la futura applicazione sia sostenuta da cartellonistica multilingue e campagne nelle scuole del Municipio X.

Le città modello e il precedente già visto all’estero

Roma non si muove nel vuoto. New York vieta il fumo e il vaping su spiagge e parchi pubblici, mentre nello Stato australiano di Victoria il divieto vale nelle spiagge sorvegliate nelle aree dei bagnini. Anche Barcellona viene richiamata spesso come città apripista nel rendere smoke free il proprio litorale. Il Campidoglio, quindi, prova a portare sul mare di Roma una linea già adottata altrove, con l’idea di far coincidere qualità dello spazio pubblico e responsabilità individuale.

La vera partita sarà far rispettare il divieto

Il nodo decisivo, come spesso accade a Roma, non sarà soltanto approvare la regola ma farla vivere davvero. Senza controlli minimi, senza segnaletica e senza una comunicazione semplice, il rischio è produrre l’ennesimo annuncio buono per qualche giorno di discussione e poco più. Se invece il Campidoglio accompagnerà il provvedimento con strumenti concreti, Ostia potrebbe diventare il laboratorio di un nuovo rapporto con il litorale: meno cicche sulla sabbia, meno fumo accanto ai bambini, più ordine in spazi che d’estate diventano il volto più visibile del mare romano.

Il prossimo passaggio in Campidoglio dirà se l’estate 2026 sarà davvero diversa

Per ora il messaggio è partito e ha già acceso il dibattito. C’è chi vede nel divieto una scelta di civiltà e chi teme un eccesso di norme. Ma il punto, in fondo, è semplice: Roma vuole capire se sulle sue spiagge si possa alzare il livello delle regole senza perdere vivibilità. La risposta arriverà dall’Assemblea Capitolina. Ed è lì che si capirà se Ostia andrà davvero verso un’estate senza sigarette sulla sabbia.

 
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