Ostia, Salvini sull’ex colonia: sgombero e progetto immediato. Andrà a finire così?

Salvini a Ostia chiede sgombero e progetto immediato per l’ex colonia Vittorio Emanuele III. Il Mit offre supporto tecnico al Campidoglio
Di Lina Gelsi
Matteo Salvini, Davide Bordoni a Ostia
Matteo Salvini, Davide Bordoni a Ostia

Matteo Salvini è arrivato a Ostia nel pomeriggio di venerdì 10 luglio per un sopralluogo all’ex colonia Vittorio Emanuele III, in largo delle Sirene. Davanti alla struttura, segnata da occupazioni abusive, ambienti degradati e interventi rimasti incompiuti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto un percorso rapido che unisca liberazione degli spazi, messa in sicurezza e destinazione pubblica definitiva.

Ex colonia Vittorio Emanuele III, lo sgombero legato ai lavori

La linea indicata durante la visita parte da una condizione precisa: l’intervento delle forze dell’ordine dovrà essere accompagnato dall’apertura del cantiere e da un programma già definito. Un edificio liberato e lasciato vuoto esporrebbe il complesso al rischio di nuove intrusioni, vanificando lo sforzo operativo e riportando Ostia nella stessa situazione nel giro di pochi mesi.

Per questo Salvini ha sollecitato Roma Capitale e il Municipio X a scegliere in tempi brevi la funzione da assegnare all’immobile. Il passaggio amministrativo viene considerato indispensabile per calcolare i costi, predisporre i progetti, stabilire le priorità di intervento e individuare le risorse. La riqualificazione dell’ex colonia richiede verifiche strutturali, opere sugli impianti, bonifica degli ambienti compromessi, controllo degli accessi e una gestione continuativa dopo la riapertura.

Il sopralluogo ha avuto anche un rilievo politico. Ad accogliere il ministro erano presenti sostenitori ed esponenti della Lega, compresi il consigliere del Municipio Roma X Alessandro Aguzzetti e il coordinatore regionale Davide Bordoni. Sul posto è arrivato l’assessore al Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Tobia Zevi. Il confronto diretto ha portato al centro la necessità di coordinare Campidoglio, amministrazione municipale e Governo attorno a un progetto capace di superare anni di rinvii.

Biblioteca, università e sport: le ipotesi per il recupero

Le destinazioni richiamate nel corso dell’incontro comprendono una biblioteca, spazi universitari, impianti sportivi e servizi pubblici accessibili ai residenti. Sono ipotesi diverse, accomunate dalla volontà di restituire continuità d’uso a un patrimonio che occupa una posizione rilevante sul lungomare di Ostia e che, proprio per dimensioni e caratteristiche, necessita di una funzione sostenibile nel tempo.

La scelta dovrà tenere conto delle condizioni reali degli edifici e dei bisogni del territorio. Un polo universitario richiederebbe aule, collegamenti, servizi e standard specifici. Una struttura sportiva imporrebbe interventi tecnici adeguati e un modello gestionale certo. Una biblioteca o un centro civico potrebbero inserirsi nella vocazione culturale del complesso, con spazi destinati allo studio, alle attività formative e ai servizi di prossimità. La decisione dovrà arrivare prima dell’avvio delle operazioni, così da evitare una fase prolungata di vuoto.

La mobilitazione politica sulla Vittorio Emanuele III ha già prodotto una raccolta di circa 1.200 firme. La richiesta presentata dai cittadini punta allo sgombero della parte occupata e al recupero effettivo dell’immobile. Quel numero offre una misura dell’attenzione maturata sul litorale, dove la vicenda viene percepita come un problema di sicurezza, decoro, spesa pubblica e tutela di un bene appartenente alla città.

Il Mit offre competenze tecniche per la riqualificazione

Salvini ha indicato una possibile forma di sostegno da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche potrebbe mettere a disposizione competenze tecniche per la progettazione, la valutazione degli interventi e l’organizzazione delle opere necessarie. La disponibilità resta collegata alla presentazione di un piano operativo da parte del Campidoglio, con una destinazione chiara, tempi verificabili e responsabilità definite.

Questo passaggio può ridurre la distanza fra la decisione politica e l’avvio dei lavori. Un supporto tecnico statale consentirebbe di affrontare con maggiore precisione gli aspetti strutturali e procedurali. Roma Capitale manterrebbe il compito di stabilire l’uso futuro dell’immobile e di programmare la gestione. Il Municipio X avrebbe un ruolo diretto nel raccordo con il territorio e nella definizione dei servizi più utili per Ostia.

Il confronto avviato a largo delle Sirene apre una fase che dovrà essere misurata attraverso atti concreti: censimento completo, progetto, copertura economica, cronoprogramma, sgombero e avvio del cantiere. La sequenza degli interventi sarà decisiva per impedire che la struttura torni a essere occupata dopo la liberazione.

Le 17 persone residenti e il percorso di ricollocazione

Un capitolo specifico riguarda le 17 persone che risultano residenti all’interno dell’ex colonia. La loro posizione dovrà essere verificata separatamente da quella degli occupanti privi di titolo, attraverso un censimento accurato e l’esame delle condizioni familiari, lavorative e sociali. La residenza anagrafica non attribuisce automaticamente un diritto di permanenza nell’edificio. Le eventuali situazioni di fragilità richiedono assistenza e soluzioni abitative compatibili con le regole.

Salvini ha indicato la ricollocazione come parte del percorso necessario. L’operazione dovrà distinguere le singole posizioni, evitare valutazioni generiche e permettere ai servizi competenti di predisporre risposte adeguate. Anche questo passaggio incide sui tempi dello sgombero, perché l’intervento dovrà garantire sicurezza, tutela del patrimonio e presa in carico dei nuclei aventi requisiti.

L’ex colonia Vittorio Emanuele III torna così al centro dell’agenda politica di Ostia con una richiesta precisa: scegliere subito il futuro dell’immobile e trasformare il sopralluogo in un programma amministrativo. La disponibilità del Governo offre uno strumento in più. Ora servono una destinazione approvata, risorse certe e un calendario capace di portare il complesso fuori dall’abbandono in modo stabile.

 
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Cronaca

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