Ostia, nei fortini dello spaccio anche una penna-pistola: Beretta con silenziatore, 5 arresti e 14 denunce

L’operazione è stata condotta tra via Forni, piazza Gasparri e via Fasan dai Carabinieri di Ostia, affiancati dai militari del Nucleo Cinofili e da personale della Compagnia Aeroporti di Fiumicino
Di Simone Fabi
Ostia, attività antidroga dei Carabinieri
Ostia, attività antidroga dei Carabinieri

Una Beretta risultata rubata, oltre cento proiettili, un silenziatore artigianale, un mirino e persino una penna-pistola. Poi la cocaina, il crack, i bilancini e gli appunti che secondo gli investigatori sarebbero serviti a tenere la contabilità dello spaccio. È il materiale sequestrato dai Carabinieri durante l’ultimo blitz nelle aree di Ostia sulle quali da mesi si concentra una parte consistente dell’attività di contrasto al mercato della droga.

L’operazione è stata condotta tra via Forni, piazza Gasparri e via Fasan dai Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia, affiancati dai militari del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria e da personale della Compagnia Aeroporti di Fiumicino.

Cinque persone sono state arrestate: tre in esecuzione di provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e due nell’ambito di accertamenti per detenzione illegale di armi, spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. Altre quattordici sono state denunciate.

La perquisizione a piazza Gasparri e l’arsenale scoperto dai Carabinieri

La parte più significativa dell’intervento si concentra ancora una volta su piazza Gasparri. Durante una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato una Beretta con caricatore che dagli accertamenti è risultata rubata nel 2021 a Montefiascone.

Accanto alla pistola c’erano un silenziatore artigianale, un mirino, una penna-pistola e più di cento cartucce di vario calibro.

Un corredo che rende particolarmente rilevante il sequestro anche rispetto alla lunga attività condotta nelle piazze dello spaccio del litorale romano.

Nell’abitazione i militari hanno trovato anche circa 154 grammi di cocaina, parte della quale già trasformata in crack e suddivisa in dosi. Sono stati sequestrati bilancini di precisione, materiale per il confezionamento, tre telefoni cellulari e alcuni appunti considerati dagli investigatori collegati all’organizzazione dell’attività di vendita.

Droga, arnesi da scasso e conducenti senza patente

Il controllo non si è limitato alle abitazioni. Nel corso del servizio sono state denunciate quattordici persone per differenti ipotesi di reato, dal porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere alla ricettazione, dal possesso di arnesi da scasso alla guida senza patente, fino alla detenzione di droga ai fini di spaccio e alla guida sotto l’effetto dell’alcol.

Altre diciannove persone sono state segnalate alla Prefettura perché trovate con sostanze destinate, secondo gli accertamenti, al consumo personale. Sono stati sequestrati ulteriori 24 grammi di hashish e tre grammi di cocaina.

I controlli sulle strade hanno inoltre portato a 38 sanzioni per violazioni del Codice della Strada, con verbali per complessivi 17.820 euro.

I fortini vengono sgomberati, lo spaccio cambia sistema

L’elemento forse più interessante dell’attività condotta nell’ultimo anno riguarda però il progressivo cambiamento delle piazze della droga di Ostia.

Tra settembre 2025 e settembre 2026 i Carabinieri hanno svolto 41 servizi straordinari nelle aree considerate maggiormente esposte al fenomeno: piazza Gasparri, via Forni, via Fasan e Idroscalo.

In dodici mesi sono state arrestate 213 persone, delle quali 199 per reati connessi alle sostanze stupefacenti. I sequestri hanno raggiunto 6,2 chili di hashish, 7,3 chili di cocaina, 500 grammi di crack e 1,36 chili di marijuana, per un totale superiore ai 15 chili.

Ma la pressione investigativa ha prodotto anche un altro risultato: tredici immobili che, secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, erano occupati abusivamente e utilizzati come punti di riferimento per le attività illecite sono stati sottratti a quel circuito e restituiti agli enti gestori.

Una sottrazione sistematica delle basi dello spaccio che avrebbe obbligato chi vende droga a modificare abitudini e logistica.

Dalle case occupate agli alberi e ai vani ascensore

Non potendo più contare in diversi casi sugli appartamenti utilizzati come fortini, una parte dello spaccio si sarebbe trasferita all’esterno. Le dosi vengono nascoste sulle strade, negli spazi condominiali, all’interno di vani ascensore, sulle scale e persino vicino agli alberi.

Nascondigli rudimentali ma funzionali a evitare che il pusher venga trovato direttamente con grandi quantità di sostanza addosso.

È una trasformazione che racconta anche la capacità delle piazze di droga di adattarsi all’aumento dei controlli. Le attività investigative, di conseguenza, si sono progressivamente concentrate non soltanto sugli appartamenti ma sugli spazi comuni, sugli spostamenti delle persone e sui punti utilizzati per occultare le singole dosi.

L’ombra della violenza sulle piazze della droga

Via Forni e piazza Gasparri non compaiono soltanto nelle operazioni antidroga. Sono zone interessate negli ultimi mesi anche da episodi di particolare violenza.

Tra questi figura l’omicidio di Simone Schiavello e il sequestro di persona con l’aggressione di un trentenne. Le indagini condotte dalla Compagnia di Roma Ostia hanno consentito di individuare i presunti responsabili dei fatti e di procedere nei loro confronti.

Proprio l’inchiesta sull’aggressione avvenuta in piazza Lorenzo Gasparri ha fatto emergere un altro elemento: secondo quanto ricostruito dagli investigatori sarebbero stati individuati collegamenti tra soggetti operanti nella piazza di Ostia e persone appartenenti a un gruppo criminale attivo a Tor Bella Monaca.

Un asse tra due zone molto distanti della Capitale che, secondo gli accertamenti investigativi, avrebbe riguardato interessi collegati allo spaccio al dettaglio.

L’ultima operazione dimostra così come il lavoro dei Carabinieri a Ostia sia ormai articolato su più livelli: gli arresti dei pusher, il sequestro delle sostanze, la ricerca delle armi, la riconquista degli immobili occupati e l’analisi delle relazioni che possono collegare le singole piazze di vendita ad altri gruppi presenti a Roma.

Le attività proseguiranno con controlli mirati nelle zone considerate maggiormente esposte.

Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza: il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità potranno essere definitivamente accertate soltanto con sentenza irrevocabile.

 
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