Ostia, dopo il botto in via Fasan spunta il crack sull’albero: due arresti

L’esplosione registrata l’altra notte a Ostia non è stata considerata soltanto come il gesto isolato di qualcuno intenzionato a creare rumore o paura
Di Fabio Vergovich
Carabinieri. Ostia, la droga nascosta su un albero
Carabinieri. Ostia, la droga nascosta su un albero

Prima il boato nella notte in via Fasan. Poi i controlli, gli appostamenti e due uomini individuati nella zona di piazza Lorenzo Gasparri mentre avrebbero ceduto crack. Infine la scoperta che rende ancora più particolare l’intera vicenda: 30 dosi erano state nascoste nella vegetazione di un albero, pronte per essere recuperate senza tenere addosso l’intera scorta.

Il petardo di via Fasan e le tensioni che gli investigatori vogliono chiarire

L’esplosione registrata l’altra notte a Ostia non è stata considerata soltanto come il gesto isolato di qualcuno intenzionato a creare rumore o paura. La possibilità che il petardo possa essere stato piazzato come messaggio intimidatorio ha portato a guardare con attenzione agli ambienti criminali presenti nel territorio.

Una delle piste riguarda possibili controversie collegate alla gestione dello spaccio e ai rapporti di forza in alcune zone del litorale. In questa fase non esiste ancora una ricostruzione definitiva del movente dell’esplosione e sarà necessario comprendere chi dovesse ricevere quell’eventuale avvertimento e per quale ragione.

Gli accertamenti avviati subito dopo il fatto hanno comunque acceso i riflettori su due uomini di 46 e 49 anni, entrambi romani e già noti alle forze dell’ordine.

A piazza Lorenzo Gasparri la vendita di una dose fa scattare il controllo

L’intervento si è sviluppato in piazza Lorenzo Gasparri, una delle aree finite sotto osservazione. Qui i due uomini sono stati notati mentre avrebbero ceduto una dose di crack a una persona arrivata per acquistare lo stupefacente.

L’acquirente è stato identificato e segnalato alla Prefettura. Per i due sospettati sono invece iniziati controlli più approfonditi.

La perquisizione non ha chiuso l’attività. I militari hanno infatti allargato le verifiche agli spazi vicini, cercando eventuali punti utilizzati per conservare altra sostanza senza esporla direttamente durante le cessioni.

La ricerca ha dato risultato.

Il deposito della droga era nella vegetazione: 30 involucri pronti alla vendita

Il nascondiglio era stato ricavato su un albero, in mezzo alla vegetazione. All’interno erano stati sistemati 30 involucri di crack, per complessivi 19 grammi.

Un deposito insolito solo in apparenza. Conservare le dosi fuori dalle abitazioni e lontano dal corpo permette infatti a chi gestisce una vendita al dettaglio di recuperare di volta in volta la quantità necessaria, limitando ciò che può essere trovato in caso di controllo immediato.

Nel corso dell’operazione sono emersi anche altri frammenti di crack, una piccola quantità di hashish e 80 euro, somma ritenuta compatibile con i proventi delle cessioni.

Il dato dei 30 involucri indica che la sostanza era già stata suddivisa in dosi e preparata per una distribuzione veloce. Un’organizzazione pratica, pensata per sostenere più vendite mantenendo il deposito poco visibile.

Ostia, ora resta da capire se droga ed esplosione appartengano alla stessa vicenda

I due uomini sono stati arrestati perché gravemente indiziati di detenzione ai fini di spaccio e sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del rito direttissimo.

Sul piano investigativo, però, la parte più complessa della vicenda riguarda ciò che è accaduto prima degli arresti. La domanda riguarda il petardo esploso in via Fasan e il possibile rapporto con le dinamiche criminali locali.

La presenza di soggetti considerati rilevanti nell’ambiente dello spaccio può aprire nuove direzioni di approfondimento, senza consentire allo stato attuale di anticipare un collegamento che deve ancora essere dimostrato.

Occorrerà verificare eventuali rivalità, debiti, pressioni, tentativi di intimidazione o contrasti legati alla gestione delle cessioni. Un ordigno utilizzato come avvertimento avrebbe infatti un significato preciso: rendere pubblico un messaggio destinato a qualcuno e far capire che un conflitto ha superato la fase delle parole.

L’attenzione resta quindi alta sul quadrante di Ostia interessato dagli accertamenti. Il sequestro dello stupefacente ha eliminato dalla disponibilità della piazza 30 dosi già confezionate, mentre l’indagine sull’esplosione dovrà stabilire origine e destinatario del gesto.

Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e tutte le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti. I due arrestati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.

 
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