Olimpiadi invernali: esposto per vilipendio all’Inno nazionale, avviate le indagini preliminari

Contestata la controversa esecuzione dell'Inno nazionale da parte di Laura Pausini, in occasione della cerimonia inaugurale degli scorsi Giochi Olimpici invernali
Di Redazione
Laura Pausini
Laura Pausini

L’esposto giuridico proposto dal giornalista Andrea Cionci, sviluppato dall’avvocato Francesco Minutillo  e sottoscritto da un centinaio di cittadini contesta la controversa esecuzione del Canto degli Italiani da parte di Laura Pausini in occasione della cerimonia inaugurale degli scorsi Giochi olimpici invernali. Sul caso sta ora indagando la procura di Milano.

In un contesto storico così complesso come quello odierno, lo strumento giuridico si dimostra una volta ancora come il più efficace deterrente contro gli attacchi rivolti da oscuri potentati contro i nostrani simboli patri.

All’inizio dello scorso febbraio, in occasione della cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici invernali svoltisi a Milano e Cortina d’Ampezzo, la cantante Laura Pausini ha eseguito delle non trascurabili variazioni, per di più inedite ed arbitrarie durante l’esecuzione del nostro inno nazionale.

Essendosi questo abuso verificato non in un contesto privato, ma nel corso di una cerimonia ufficiale trasmessa in mondovisione ed alla presenza delle più elevate cariche delle istituzioni pubbliche e sportive, il giornalista romano Andrea Cionci ha sollecitato l’avvocato Francesco Minutillo di mettere a punto un esposto su quanto avvenuto.

L’atto giuridico, che si riferisce alla violazione dell’articolo 292 del Codice penale (il quale tratta il vilipendio o danneggiamento di emblema dello Stato), è sviluppato in oltre venti pagine e mette a fuoco il legame che intercorre tra la libertà artistica e la tutela dei simboli della Repubblica.

In particolare, richiamando la legge n.181/2017, l’esposto rammenta che il Canto degli Italiani sia a tutti gli effetti un simbolo ufficiale dello Stato: un Decreto del presidente della Repubblica datato 14 marzo 2025, anch’esso citato nell’atto, ha stabilito non solo la partitura ufficiale ma anche disciplinato le modalità di esecuzione dell’inno nazionale.

L’atto ha altresì messo in evidenza che l’esecuzione contestata sia avvenuta non in un concerto o in una manifestazione privata, bensì nel momento protocollare dell’alzabandiera dello Stato ospitante durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche istituzionali. Minutillo ha inoltre inserito nel suo esposto una perizia tecnica redatta dal Maestro Michele Chiaramida, docente di Conservatorio, nella quale vengono evidenziate rilevanti modifiche ritmiche, armoniche e melodiche rispetto alla partitura ufficiale.

L’avvocato romagnolo non ha mancato di richiamarsi ad un principio giuridico ormai consolidato e che innerva in maniera sostanziale la giurisprudenza della Corte di Cassazione: ai sensi del succitato articolo 292 del Codice Penale, infatti, gli emblemi dello Stato sono tutelati non per la loro materialità, ma piuttosto in forza del loro valore simbolico e rappresentativo.

L’esposto è stato altresì sottoscritto da quasi un centinaio di cittadini da ogni parte dello Stivale: ciascun firmatario ha dovuto scaricare il testo dell’esposto, leggerlo integralmente, sottoscriverlo personalmente, allegare il proprio documento di identità, procedere alla scansione della documentazione e trasmetterla formalmente alla Procura competente.

Un’attività lunga, che ha richiesto tempo e non meno dedizione a tutti i sottoscriventi, che hanno deliberatamente scelto di assumersi la responsabilità giuridica e civile delle proprie azioni, scegliendo dunque di essere attori protagonisti di quanto avviene nel nostro Paese e nel mondo reale. Potremmo altresì suggerire che tutti coloro i quali hanno sottoscritto l’esposto rappresentano una parte della porzione politicamente più consapevole della nostra Penisola.

Come in un curioso, ma non meno eloquente scherzo giocato dalla storia, esattamente ottant’anni dopo quel 19 giugno 1946 in cui il Tricolore privato dello stemma sabaudo divenne ufficialmente la bandiera della neonata Repubblica italiana, lo scorso 19 giugno Minutillo è stato informato che il procedimento penale relativo è stato formalmente iscritto presso la Procura della Repubblica di Milano, ove ha assunto il numero di procedimento 2026/274 ed è stato affidato al Sostituto Procuratore Dott. Leonardo Lesti.

Questo passaggio giuridico è estremamente rilevante, poichè segna l’apertura ufficiale delle indagini preliminari e l’avvio dell’attività di valutazione da parte dell’Autorità giudiziaria.

Al di là della comunque rilevante coincidenza di data, il caso mostra come una minoranza politicamente consapevole e culturalmente edotta possa costituire, con l’ausilio dell’arma rappresentata dalla legge, una forza di sbarramento ai tentativi di oltraggiare i simboli nazionali da parte di oligarchie tenebrose per mezzo di artisti più o meno conniventi.

Davide De Vincentiis

 
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Cronaca

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