Multe stradali, Roma seconda in Italia: 132,8 milioni incassati nel 2025

Roma è seconda in Italia per incassi da multe stradali con 132,8 milioni nel 2025. Cresce il tema del peso reale delle sanzioni su cittadini e mobilità urbana
Di Simone Fabi
Polizia Roma Capitale controlli

A Roma le multe non sono soltanto un fastidio lasciato sul parabrezza o notificato a casa dopo settimane. Sono anche una macchina che produce incassi enormi, e nel 2025 la Capitale si conferma al secondo posto in Italia con 132,8 milioni di euro. Davanti c’è solo Milano, mentre il totale nazionale arriva a 1,77 miliardi.

Contravvenzioni nella Capitale, perché il dato fa discutere

Il numero romano colpisce perché mette insieme tutto ciò che ogni giorno si vede sulle strade: traffico fitto, corsie congestionate, sosta irregolare, varchi, telecamere, controlli della polizia locale, accessi vietati, velocità non rispettata. In una città dove muoversi è spesso complicato, la sanzione diventa quasi una presenza fissa nel rapporto fra automobilista e spazio urbano.

Eppure il tema non si esaurisce nel classico mugugno di chi prende una contravvenzione. Il punto vero è capire perché questi importi continuino a restare così alti. Il 2025 segna solo un +1% rispetto all’anno precedente, ma il confronto con il 2022 mostra un aumento del 23%. Significa che il gettito si è ormai stabilizzato su livelli molto elevati. E quando accade questo, il dibattito cambia: non si parla più solo di infrazioni, ma del ruolo che queste entrate hanno nei bilanci dei Comuni.

Le città che fanno più cassa e il caso Roma nel confronto nazionale

La graduatoria nazionale vede Milano in testa con 178,6 milioni, Roma seconda, Firenze terza con 73,3 milioni e un balzo del 19%. Poi arrivano Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna, Padova e Verona. Le prime dieci città mettono insieme quasi 630 milioni, una fetta enorme del totale italiano.

Roma però ha una particolarità tutta sua. Qui la multa si inserisce in un contesto di mobilità fragile, dove ogni errore, ogni divieto non visto, ogni sosta improvvisata può trasformarsi in verbale. Per questo il dato economico non è mai neutro. Tocca il quotidiano di chi usa l’auto per lavoro, di chi accompagna i figli, di chi prova a entrare e uscire dal centro in una rete stradale spesso difficile da decifrare.

Non solo incassi: cosa cambia per chi vive la città

Per i cittadini il tema non è soltanto quanto incassa il Campidoglio, ma cosa succede dopo. Quando le sanzioni diventano una voce così ricca, aumenta la richiesta di trasparenza: più controlli, certo, ma anche più segnaletica chiara, regole leggibili, margini ridotti per errori evitabili. In caso contrario resta l’impressione che il sistema premi il verbale più della prevenzione.

Nel frattempo il 2025 chiude con una certezza scomoda: sulle strade italiane si continua a pagare moltissimo, e Roma resta nel cuore di questo meccanismo. Non è una novità che faccia piacere, ma spiega bene quanto la mobilità urbana sia ormai anche una questione di portafoglio.

 
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