Mi manda Rai Tre, carne riciclata, sushi e kebab: ma siamo sicuri di sapere cosa mangiamo?

Carne rietichettata, sushi, salmone, kebab e cucine sporche: le inchieste di Mi manda Rai Tre riaprono il tema della sicurezza del cibo
Di Redazione
Carabinieri Nas, controllo alimenti

Carne vecchia rietichettata e rimessa in vendita come fresca, prodotti prossimi alla scadenza trasformati per renderli nuovamente appetibili, alimenti conservati in condizioni preoccupanti, cucine e retrobottega dove le regole igieniche sembrano diventare un dettaglio. Lo speciale “Dimmi come mangi” di Mi manda Rai Tre, andato in onda nella prima serata di martedì 8 settembre, ha mostrato immagini che pongono una domanda molto seria sulla sicurezza di quello che acquistiamo e mangiamo ogni giorno. Undici inchieste dedicate al cibo, alle frodi, alle alterazioni e alle zone meno visibili della distribuzione alimentare. E dopo quasi tre ore di immagini viene spontaneo pensare, provocatoriamente: ma come facciamo a essere ancora vivi?

Carne vecchia che torna fresca cambiando un’etichetta

Uno dei passaggi più inquietanti riguarda alcuni supermercati nei quali, secondo quanto documentato dall’inchiesta di Mi manda Rai Tre, carne prossima alla scadenza veniva tolta dalla confezione, rietichettata e rimessa sul banco come prodotto fresco.

Il problema non riguarda soltanto una data stampata sulla confezione. In una precedente inchiesta della trasmissione, ripresa nel lavoro complessivo dedicato alla sicurezza alimentare, era emersa anche una pratica ancora più difficile da individuare per il consumatore: carne vecchia che sarebbe stata lavorata con spezie, panature e salse, trasformandola in preparazioni pronte da cuocere capaci di nasconderne aspetto e condizioni originarie. L’inchiesta aveva provocato controlli interni nei punti vendita coinvolti e sequestri da parte dei NAS.

È questo uno degli aspetti che dovrebbe preoccupare maggiormente chi fa la spesa. Davanti al banco frigorifero possiamo leggere provenienza, prezzo e scadenza. Ma se proprio l’informazione sulla quale fondiamo la nostra scelta viene manipolata, il consumatore perde uno dei suoi principali strumenti di difesa.

Salmone, pesce crudo e sushi: quando la conservazione diventa decisiva

Poi c’è il pesce, e soprattutto quello consumato crudo.

Salmone, sushi, tartare e preparazioni simili hanno conquistato una parte enorme della ristorazione italiana. Proprio per questo conservazione, temperature, abbattimento e igiene nella manipolazione non possono essere considerate semplici procedure burocratiche.

“Dimmi come mangi” ha portato le telecamere anche nelle cucine di ristoranti di sushi, interrogandosi in particolare sulla sostenibilità di formule “all you can eat” proposte a meno di 20 euro.

Il programma negli anni ha dedicato più di un’inchiesta al salmone e alla sicurezza del pesce. Un servizio ha documentato il caso di partite di salmone affumicato con date di scadenza falsificate e posticipate per consentirne nuovamente la commercializzazione. Altri approfondimenti hanno affrontato i rischi connessi al pesce crudo e alla corretta conservazione.

Il punto non è mettere sotto accusa il sushi o il salmone. È capire quanto sia determinante ciò che accade prima che il piatto venga servito.

Kebab, cucine e retrobottega: quello che il cliente non vede

Un altro capitolo riguarda il kebab e, più in generale, gli ambienti nei quali gli alimenti vengono preparati.

Il cliente vede il bancone, il locale aperto al pubblico, le confezioni ordinate. Molto meno facilmente può sapere in quali condizioni venga conservata la merce nel retrobottega, quanto siano pulite le superfici utilizzate per la lavorazione, come vengano separati gli alimenti o se vengano rispettate correttamente le temperature.

Mi manda Rai Tre aveva già seguito i NAS in controlli compiuti in ristoranti, chioschi, macellerie e supermercati italiani, partendo proprio da un locale di kebab trovato in condizioni definite critiche. Le verifiche avevano fatto emergere irregolarità e problemi relativi alla sicurezza degli alimenti.

Sono immagini particolarmente efficaci perché mostrano la distanza che può esistere fra ciò che appare davanti al consumatore e ciò che accade negli spazi normalmente sottratti al suo sguardo.

Dai mercati alla grande distribuzione, il vero problema è la fiducia

La puntata condotta da Federico Ruffo ha affrontato anche le condizioni nelle quali la carne viene scaricata in alcuni mercati rionali, la provenienza delle materie prime utilizzate per prodotti Igp, la Bresaola Igp prodotta utilizzando carne di bovini brasiliani, la preparazione di alcuni kebab, il cibo industriale e infine prezzi e qualità negli Autogrill e nelle stazioni di servizio.

È importante precisare un punto: quelle mostrate sono irregolarità riscontrate in specifiche attività e situazioni, e sarebbe scorretto trasformarle in un’accusa indiscriminata contro supermercati, mercati, ristoranti di sushi o kebab. Migliaia di operatori rispettano ogni giorno norme igieniche e procedure di sicurezza.

Proprio per questo i comportamenti irregolari sono ancora più gravi. Danneggiano i consumatori, ma danneggiano anche chi lavora correttamente e sostiene costi, controlli e procedure proprio per garantire la qualità.

Il consumatore non può entrare ogni volta in cucina

Il problema emerso dalle inchieste di Mi manda Rai Tre riguarda quindi qualcosa di molto semplice: noi compriamo il cibo affidandoci a qualcuno.

Quando prendiamo una confezione di carne dal frigorifero di un supermercato non possiamo sottoporla a un’analisi di laboratorio. Quando ordiniamo sushi non possiamo controllare personalmente la catena del freddo. Quando mangiamo un kebab non possiamo conoscere la storia di ogni ingrediente. Quando acquistiamo un alimento confezionato dobbiamo poter credere che la data riportata sull’etichetta sia quella reale.

La sicurezza alimentare funziona proprio perché il cittadino non dovrebbe essere costretto a trasformarsi ogni giorno in ispettore sanitario.

Per questo le immagini mostrate da “Dimmi come mangi” lasciano una sensazione così sgradevole. Non raccontano soltanto carne, salmone, sushi o kebab. Mettono in discussione il rapporto di fiducia che esiste ogni volta che consegniamo a qualcun altro una parte della responsabilità per ciò che portiamo nel nostro organismo.

Ed è forse questa la domanda più importante lasciata dalla puntata: davanti a una confezione perfettamente presentata o a un piatto invitante, quanto sappiamo davvero di quello che stiamo mangiando?

Assunta Di Marzio

 
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Cronaca

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