Roma Metropolitane ha pubblicato sul proprio portale il primo notiziario cantieri relativo alla tratta T2 Venezia–Mazzini della linea C della metropolitana. Un documento che, oltre al valore tecnico, assume una rilevanza simbolica: segna infatti la ripresa della comunicazione pubblica sulle attività di costruzione della terza metropolitana di Roma, una delle opere infrastrutturali più complesse e del Paese (qui il documento completo).
I lavori sulla tratta sono stati avviati ufficialmente il 25 febbraio 2026 e, secondo il riepilogo aggiornato al 20 marzo, interessano più fronti operativi lungo il tracciato urbano. Nelle aree di Chiesa Nuova, Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Mazzini sono state già delimitate le aree di cantiere e avviate le prime attività preliminari: ricerca di sottoservizi, bonifica bellica, espianto e ricollocazione delle alberature interferenti, oltre ai rilievi per l’individuazione di eventuali masse metalliche nel sottosuolo.
Si tratta di operazioni tipiche della fase iniziale dei cantieri metropolitani in ambito urbano consolidato, dove la complessità non è soltanto ingegneristica ma anche logistica e archeologica. Ogni intervento richiede infatti una preventiva “lettura” del sottosuolo e un continuo coordinamento con le esigenze di tutela del patrimonio storico.
Particolarmente articolata è la subtratta Colosseo–Venezia, inserita nella macrofase 2 dei lavori. In quest’area, il cantiere si sviluppa in un contesto tra i più delicati della capitale, a ridosso di Piazza Venezia, via dei Fori Imperiali e di numerosi edifici monumentali. Qui sono proseguiti i trattamenti di consolidamento del terreno tramite iniezioni cementizie, operazioni propedeutiche allo scavo dei diaframmi della futura stazione.
Parallelamente, sono andate avanti le attività per la realizzazione del cunicolo dei pubblici servizi e del collettore Fori Imperiali, con strutture in cemento armato nell’area del Vittoriano. Completata anche la fase di micropali per il collettore Madonna di Loreto, mentre nella zona nord del cantiere lo scavo è rimasto temporaneamente fermo a quota +14 metri sul livello del mare, in attesa delle successive fasi operative.
Contestualmente è ripresa la realizzazione delle corree necessarie allo scavo dei diaframmi della stazione, insieme alla costruzione dei cosiddetti “cross-wall”, elementi strutturali fondamentali per la stabilità dell’opera. Al 20 marzo risultano completati sei diaframmi. È inoltre iniziata la realizzazione dei micropali relativi al cunicolo di Traiano, ulteriore tassello di un sistema infrastrutturale che si sviluppa in profondità sotto il centro storico.
Non meno rilevanti sono le attività di monitoraggio ambientale e strutturale, con l’installazione di verticali di controllo lungo via dei Fori Imperiali per verificare gli effetti delle tecniche di consolidamento del terreno. Si tratta di strumenti essenziali per garantire la sicurezza dell’area e la tutela degli edifici sovrastanti.
Accanto al fronte principale della tratta centrale, proseguono anche interventi di consolidamento e restauro su edifici storici coinvolti indirettamente dal passaggio della linea, come la Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio e alcuni ambienti di Palazzo Venezia. Opere che confermano la natura profondamente “integrata” di questo tipo di infrastrutture, dove ingegneria e tutela del patrimonio devono procedere in parallelo.
In un quadro più ampio, resta aperto anche il tema della connessione della rete esistente. La Giunta capitolina ha infatti approvato uno stanziamento da 14 milioni di euro per la realizzazione di un collegamento stradale e ciclabile tra il quartiere di Castelverde e le stazioni di Pantano e Graniti. L’intervento punta a migliorare l’accessibilità alla linea C nel quadrante est della città, oggi penalizzato da collegamenti non sempre diretti ed efficienti.
Si tratta di un’opera di “ultimo miglio”, fondamentale per rendere realmente efficace una infrastruttura metropolitana: senza un accesso adeguato, infatti, anche una linea ferroviaria moderna rischia di non esprimere appieno il proprio potenziale.
Sul fronte dell’esercizio ordinario, la linea C continua inoltre a essere interessata da interventi di manutenzione programmata, come quello che ha interessato la tratta tra Giardinetti e Pantano di sabato scorso, con sospensioni temporanee e sostituzioni con servizi bus. Un aspetto che ricorda come l’infrastruttura, entrata progressivamente in esercizio oltre dieci anni fa, richieda oggi una gestione sempre più strutturata e continuativa.
Andrea Castano – Odissea Quotidiana