Metro A, consegnato il progetto del prolungamento fino a Torrevecchia: Roma chiede il finanziamento

Di Redazione
Metro Lepanto
Metro A, fermata Lepanto

Dopo le indagini geologiche avviate nei mesi scorsi, il Campidoglio ha ricevuto il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del prolungamento della linea A. Previsti due chilometri di nuova metropolitana, due stazioni e un parcheggio di scambio per il quadrante nord-ovest.

Un nuovo passo avanti per il prolungamento della Metro A da Battistini a Torrevecchia compie. Lo scorso 20 luglio l’associazione temporanea d’imprese composta da Systra, Italferr e Cremonesi Workshop ha consegnato a Roma Capitale il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) revisionato dell’intervento, completando così una delle principali tappe dell’iter progettuale.

Si tratta di un passaggio particolarmente importante perché consente all’amministrazione capitolina di avviare la richiesta delle risorse necessarie per finanziare l’opera, destinata a estendere la linea A nel quadrante nord-occidentale della città con due nuove stazioni e nuove infrastrutture di supporto all’esercizio.

La consegna del PFTE arriva al termine di un percorso iniziato nei primi mesi del 2026, quando nella zona di Primavalle erano stati avviati i sondaggi geologici e geotecnici propedeutici alla definizione del progetto. Le indagini preliminari hanno permesso ai progettisti di acquisire le informazioni necessarie sul sottosuolo e di perfezionare la soluzione tecnica da sottoporre a Roma Capitale.

Già allora il Campidoglio aveva manifestato l’intenzione di candidare il prolungamento tra le opere prioritarie da finanziare attraverso le future programmazioni statali dedicate al trasporto rapido di massa. Oggi, con il progetto completato, quell’obiettivo entra in una fase più concreta: il Comune dispone infatti della documentazione necessaria per richiedere formalmente il finanziamento dell’opera al Governo.

Secondo il progetto, il prolungamento si svilupperà interamente in sotterraneo per circa due chilometri oltre l’attuale capolinea di Battistini. Il nuovo tracciato comprenderà due fermate, Bembo e Torrevecchia, destinate a servire un’area densamente popolata che oggi non dispone di un collegamento diretto con la rete metropolitana.

L’intervento non si limiterà però alla realizzazione delle nuove stazioni. È infatti previsto anche un tronchino terminale che potrà ospitare fino a sei convogli, destinato a fungere da parcamento ausiliario della linea e a migliorare la gestione operativa del servizio. Il progetto comprende inoltre due parcheggi di scambio: uno da circa 450 posti in corrispondenza della stazione Bembo e uno da oltre 2.100 posti nell’area del futuro capolinea di Torrevecchia, accompagnati dalla realizzazione della viabilità necessaria per garantire l’accessibilità ai nuovi nodi di trasporto.

Dal punto di vista trasportistico, il prolungamento rappresenta una delle opere più attese per il quadrante nord-ovest della Capitale. Quartieri come Primavalle e Torrevecchia ospitano infatti decine di migliaia di residenti e sono oggi serviti esclusivamente dal trasporto di superficie, con un forte utilizzo delle linee autobus dirette verso Battistini, attuale capolinea della linea A.

L’arrivo della metro consentirebbe di intercettare una grossa quota degli spostamenti provenienti dall’area occidentale della città, riducendo il traffico privato verso il nodo di Battistini e offrendo un collegamento più rapido con il centro di Roma. I parcheggi di scambio previsti dal progetto sono stati pensati proprio per favorire l’interscambio tra automobile e metropolitana, limitando l’ingresso dei veicoli privati nelle zone più centrali.

Nonostante il completamento della progettazione, il percorso verso l’apertura dei cantieri resta tuttavia legato alla disponibilità delle risorse economiche. Il costo complessivo dell’intervento viene stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro e, allo stato attuale, non risultano ancora individuate le coperture finanziarie necessarie per avviare la realizzazione dell’opera.

Una volta ottenuti i finanziamenti, i tempi di costruzione vengono stimati tra sei e otto anni. Si tratta di un’infrastruttura destinata a produrre effetti nel medio-lungo periodo, ma considerata strategica per lo sviluppo della rete metropolitana romana e per il riequilibrio dell’offerta di trasporto tra i diversi quadranti della città.

Parallelamente, Roma Capitale guarda già oltre questo primo prolungamento. L’amministrazione ha infatti annunciato l’intenzione di avviare la progettazione del successivo tratto verso Monte Mario, che aggiungerebbe circa tre chilometri di linea e tre ulteriori stazioni, Valle dei Fontanili, Millesimo e Monte Mario, proseguendo l’espansione della linea verso uno dei principali poli urbani del quadrante nord-occidentale.

Il deposito del PFTE non segna dunque l’inizio dei lavori, ma rappresenta un passaggio importante, quasi decisivo, nel percorso amministrativo dell’opera. Dopo anni in cui il prolungamento era rimasto una previsione contenuta nei documenti di pianificazione della mobilità, Roma dispone ora di un progetto definito sul quale costruire la successiva fase istituzionale: quella della ricerca dei finanziamenti necessari per trasformare il collegamento tra Battistini e Torrevecchia da ipotesi progettuale a nuova infrastruttura della rete metropolitana capitolina.

Andrea Castano – Odissea Quotidiana

 
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Cronaca

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