Il nuovo bando del Comune di Roma per la refezione scolastica introduce criteri più rigorosi sulla qualità dei pasti, sulla provenienza degli alimenti e sulla riduzione degli sprechi. Il servizio destinato agli alunni romani dovrà privilegiare prodotti certificati, sostenere la filiera corta, escludere gli alimenti ultraprocessati e riconoscere un prezzo fisso per ogni pasto, superando la logica delle gare fondate sul massimo ribasso.

Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro
Il nuovo servizio di refezione scolastica premia qualità e sicurezza
La scelta compiuta da Roma Capitale interviene su uno dei servizi pubblici che incidono maggiormente nella vita quotidiana delle famiglie. Migliaia di bambini consumano a scuola almeno un pasto al giorno e la mensa rappresenta quindi una parte rilevante della loro alimentazione settimanale.
Per questo motivo il bando non considera più il pranzo scolastico come una semplice fornitura di cibo. L’obiettivo è costruire un servizio capace di garantire ingredienti controllati, menu equilibrati e una maggiore attenzione al valore nutrizionale delle pietanze offerte.
Confeuro ha espresso una valutazione positiva sul provvedimento, sottolineando come la qualità degli alimenti e l’educazione alimentare debbano procedere nella stessa direzione. Il presidente nazionale Andrea Tiso ha evidenziato l’importanza di insegnare ai bambini il significato di una dieta sana, varia e consapevole, trasformando il momento del pranzo in un’occasione educativa.
Le abitudini alimentari si formano infatti nei primi anni di vita. Imparare a riconoscere gli alimenti, capire la stagionalità dei prodotti e conoscere l’origine degli ingredienti può contribuire a prevenire comportamenti poco equilibrati e a sviluppare un rapporto più responsabile con il cibo.
Dop, Igp e filiera corta nelle mense delle scuole romane
Uno degli aspetti più significativi riguarda la priorità assegnata ai prodotti di qualità certificata. Le denominazioni Dop e Igp offrono garanzie legate alla provenienza, alle modalità di produzione e al rispetto di disciplinari precisi.
L’utilizzo di questi alimenti nelle mense scolastiche può migliorare la qualità complessiva dei menu e favorire una maggiore conoscenza delle produzioni italiane. Il bando apre inoltre uno spazio importante alla filiera corta, con la possibilità di creare un rapporto più diretto fra il servizio di refezione e le aziende agricole del territorio romano.
Roma dispone di un’area agricola molto estesa, con imprese attive nella produzione di ortaggi, frutta, olio, carne, latte e formaggi. Un maggiore coinvolgimento di queste realtà potrebbe ridurre i passaggi commerciali, accorciare i tempi di consegna e assicurare alimenti più freschi.
La valorizzazione delle aziende di Roma e dell’hinterland avrebbe anche un effetto economico concreto. Gli acquisti destinati alle scuole potrebbero sostenere le imprese locali, incentivare produzioni di qualità e creare una relazione stabile fra agricoltura, servizi pubblici e famiglie.
Frutta fuori calibro, il progetto contro gli sprechi alimentari
Il bando dedica attenzione anche alla cosiddetta frutta fuori calibro, composta da prodotti perfettamente commestibili che presentano dimensioni, forme o caratteristiche estetiche diverse dagli standard richiesti dal mercato.
Mele più piccole, pere irregolari o agrumi con una buccia non uniforme vengono spesso esclusi dai normali canali di vendita pur conservando intatte le loro proprietà nutrizionali. Portarli nelle mense significa recuperare alimenti sani e ridurre una parte degli sprechi generati dalla selezione commerciale.
Il valore dell’iniziativa è anche educativo. I bambini potranno comprendere che l’aspetto esteriore non determina la bontà o la sicurezza di un prodotto. Un frutto imperfetto nella forma può avere lo stesso sapore e gli stessi nutrienti di quello esposto nei reparti della grande distribuzione.
Il progetto si collega alle misure previste per favorire le aziende impegnate nel recupero e nel riutilizzo delle eccedenze alimentari. La refezione scolastica può diventare così uno strumento utile per diffondere comportamenti più responsabili e ridurre la quantità di cibo ancora buono destinata allo smaltimento.
Prezzo fisso per ogni pasto, Roma supera il massimo ribasso
Un altro passaggio rilevante riguarda la previsione di un prezzo fisso per ciascun pasto. La formula mira a evitare che la scelta degli operatori venga determinata soltanto dall’offerta economica più bassa.
Nella ristorazione scolastica una riduzione eccessiva dei costi può incidere sulla qualità delle materie prime, sull’organizzazione delle cucine, sulla preparazione dei menu e sulla gestione del personale. Stabilire in partenza il valore economico del pasto consente di concentrare la selezione sulle caratteristiche del servizio e sugli standard proposti.
Confeuro considera questa impostazione particolarmente importante quando sono coinvolte la salute e la crescita dei bambini. Il contenimento della spesa pubblica resta necessario, ma deve essere accompagnato da requisiti capaci di garantire alimenti adeguati, controlli puntuali e una preparazione corretta.
La gara potrà quindi premiare maggiormente i progetti che offrono ingredienti certificati, soluzioni contro lo spreco, percorsi educativi e un legame più solido con la produzione agricola locale.
Stop agli alimenti ultraprocessati nei menu scolastici
Il nuovo bando prevede anche l’esclusione degli alimenti ultraprocessati. Si tratta di prodotti industriali realizzati attraverso numerose lavorazioni e spesso caratterizzati dalla presenza di additivi, aromi, zuccheri, grassi o sale in quantità rilevanti.
La decisione risponde alla volontà di privilegiare preparazioni semplici e ingredienti facilmente riconoscibili. Nelle mense scolastiche questo orientamento può favorire menu basati su verdure, cereali, legumi, frutta, carne, pesce e prodotti lattiero-caseari selezionati in base a criteri nutrizionali precisi.
Confeuro ha apprezzato la cautela adottata dal Comune, richiamando la necessità di una classificazione scientifica chiara e condivisa. In attesa di indicazioni definitive, l’esclusione viene considerata una misura prudenziale coerente con l’obiettivo di offrire pasti meno elaborati e più vicini alle esigenze alimentari dei bambini.
Il risultato del bando dipenderà ora dalla sua applicazione concreta, dalla qualità dei controlli e dalla capacità di coinvolgere le aziende agricole del territorio. La direzione indicata è quella di una mensa scolastica che nutre, educa e sostiene l’economia locale, assegnando al pranzo quotidiano un ruolo più ampio nella crescita degli alunni.