Melanoma e sole, le regole per i romani prima delle vacanze: nei e pelle da controllare subito

Estate 2026 a Roma, attenzione a sole, nei e tumori cutanei: il dermatologo Mauro La Pietra indica controlli e protezioni utili
Di Redazione
Nei sul viso, pexels cottonbro
Nei sul viso, pexels cottonbro

A Roma l’estate 2026 porta giornate lunghe, caldo, terrazze, piscine, mare vicino e molte ore all’aperto. Proprio nei mesi nei quali la pelle viene più esposta, il dottor Mauro La Pietra, medico chirurgo specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili, richiama i cittadini a un gesto semplice: guardare i propri nei e proteggersi dal sole con maggiore attenzione.

Sole a Roma e pelle esposta: perché l’abbronzatura non è solo estetica

Nella vita quotidiana romana il sole accompagna spostamenti, pause pranzo, lavoro all’aperto, sport, weekend sul litorale e vacanze. L’abbronzatura viene ancora percepita come segno di energia, salute e bellezza. È un’idea radicata da circa un secolo, da quando negli anni Venti Coco Chanel contribuì a rendere la pelle dorata un simbolo elegante, rovesciando una visione più antica nella quale l’abbronzatura era collegata alle attività manuali sotto il sole.

Oggi la dermatologia invita a cambiare sguardo. La tintarella non è un semplice effetto desiderabile. È una reazione della pelle al danno prodotto dalle radiazioni ultraviolette. I raggi UV penetrano nella cute e possono colpire le cellule cutanee. La produzione di melanina, responsabile del colore più scuro della pelle, rappresenta un meccanismo di difesa. Il colore ambrato, quindi, racconta anche una risposta biologica a un’aggressione.

Il rischio aumenta quando l’esposizione diventa prolungata, ripetuta e non protetta. Non serve trovarsi in spiaggia per subire danni: basta camminare per ore sotto il sole, lavorare all’aperto, guidare a lungo, fare sport nelle ore calde o trascorrere intere giornate in piscina senza protezione adeguata. La pelle conserva memoria delle esposizioni e delle scottature, soprattutto di quelle avvenute durante l’infanzia.

Nei da controllare: i cambiamenti che richiedono attenzione

I nei melanocitici sono accumuli localizzati di melanociti, cellule che producono melanina. Alcuni sono presenti dalla nascita, molti compaiono durante infanzia e adolescenza, altri aumentano in numero e dimensioni con l’età adulta. Possono essere bruni, neri, rosati o marrone chiaro, con aspetto variabile in base a carnagione, colore di capelli e occhi.

Un errore frequente è considerarli immutabili. I nei possono modificarsi nel tempo, ma alcune variazioni devono essere prese sul serio. La comparsa di una nuova lesione, un cambiamento rapido di forma, colore o dimensione, margini irregolari, sanguinamento, prurito persistente o crescita improvvisa meritano una valutazione dermatologica.

Il melanoma può nascere da un neo preesistente oppure comparire come macchia nuova. Può avere colore non uniforme, margini frastagliati, forma asimmetrica. In alcuni casi appare come nodulo in crescita rapida e non sempre è scuro. La sua aggressività dipende dalla capacità di svilupparsi in profondità e raggiungere i tessuti sottocutanei, con possibile coinvolgimento di vasi sanguigni e linfatici.

Tumori della pelle: cheratosi, carcinomi e melanoma

La pelle è spesso sottovalutata, ma è l’organo più grande del corpo umano. Ha una superficie di circa due metri quadrati, pesa dai 5 ai 10 chili e svolge funzioni fondamentali: protegge da microrganismi, sostanze esterne, radiazioni, agenti fisici e chimici; regola temperatura e bilancio idrico; partecipa alle risposte immunitarie; permette sensibilità e percezione.

Quando il sole danneggia la cute in modo ripetuto, possono comparire diverse lesioni. Le cheratosi attiniche sono piccole aree ruvide, arrossate o brunastre, spesso coperte da croste leggere. Si localizzano soprattutto nelle zone più esposte: volto, naso, orecchie, zigomi, cuoio capelluto, dorso delle mani. Sono lesioni da non trascurare perché possono evolvere verso forme più invasive.

Il carcinoma basocellulare è il tumore cutaneo più frequente. Si presenta come nodulo, chiazza arrossata o lesione ulcerata, di solito su aree fotoesposte. Cresce lentamente e raramente produce metastasi, ma può infiltrare i tessuti vicini se ignorato. Il carcinoma spinocellulare, anch’esso collegato al danno solare, compare più spesso dopo i quarant’anni e può assumere aspetto crostoso, nodulare o ulcerato. Nelle forme avanzate può interessare i linfonodi locoregionali.

Regola ABCDE: come osservare la pelle senza perdere segnali

L’autoispezione è il primo livello di prevenzione. Non richiede strumenti, ma costanza. Davanti allo specchio, con buona luce, bisogna controllare volto, collo, torace, schiena, braccia, gambe, mani, piedi e zone meno visibili. Nei punti difficili può aiutare un familiare oppure uno specchio più piccolo.

La regola ABCDE consente di individuare i segnali da non rimandare. A indica asimmetria: un neo regolare tende a essere simmetrico, una lesione sospetta può avere metà diverse. B riguarda i bordi: netti e regolari nei nei più comuni, irregolari o frastagliati nelle lesioni da controllare. C indica il colore: un colore uniforme è meno allarmante, più tonalità nella stessa lesione devono richiamare attenzione. D riguarda le dimensioni, con maggiore prudenza oltre i 6 millimetri. E indica evoluzione, cioè cambiamenti rapidi nel tempo.

Questa regola aiuta, ma non basta. La visita dal dermatologo va eseguita ogni anno, con maggiore frequenza nei soggetti a rischio: fototipo chiaro, molti nei, familiarità per melanoma, precedenti scottature importanti, lavoro all’aperto, storia personale di tumori cutanei. Lo specialista utilizza l’epiluminescenza, metodica non invasiva che attraverso dermatoscopio o videodermatoscopio consente di osservare strutture invisibili a occhio nudo e seguire nel tempo i nei sospetti.

Estate romana, mare e piscina: proteggersi bene nelle ore più calde

La prevenzione passa da comportamenti quotidiani. Evitare l’esposizione dalle 12 alle 16 resta una delle indicazioni principali. In quelle ore i raggi UV sono più intensi e il rischio di scottature aumenta, anche con cielo velato. La crema solare deve avere protezione media o alta, da SPF 30 a 50+, e va applicata prima di uscire, non quando la pelle è già calda o arrossata.

L’applicazione va rinnovata ogni due ore circa. Va ripetuta dopo il bagno, dopo sudorazione abbondante e dopo essersi asciugati. Un errore comune è pensare che l’ombrellone protegga del tutto: filtra solo una parte della radiazione. Anche l’acqua riflette i raggi, quindi bagni, giochi in mare e attività in piscina aumentano l’esposizione complessiva.

I bambini richiedono cautele ancora maggiori. Le scottature nei primi anni di vita pesano sulla salute futura della pelle. Cappelli, occhiali, magliette protettive, zone d’ombra e orari corretti devono diventare abitudini familiari. Lo stesso vale per chi lavora all’aperto o passa molto tempo su scooter, cantieri, mercati, giardini, campi sportivi.

Proteggersi non significa rinunciare al sole di Roma. Significa usare il sole senza subirlo. Un controllo dermatologico annuale, una crema applicata bene, un cappello nelle ore più esposte e l’attenzione ai nei che cambiano possono trasformare l’estate in un periodo più sicuro. La pelle parla spesso prima del dolore: saperla osservare è il primo passo per difenderla.

Dott. Mauro La Pietra
Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili
Dottore di Ricerca in Dermatologia, Anatomia e Chirurgia Plastica

 
CATEGORIA

Salute e Benessere

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista