Gli italiani continuano a seguire la politica, ma una larga parte del Paese dubita di poter incidere sulle decisioni collettive. Il 66% dichiara interesse per la vita pubblica, mentre il 63% ritiene che il proprio voto abbia una capacità limitata di orientare le scelte utili all’Italia. Numeri che accompagneranno l’incontro con Daniele Capezzone, in programma mercoledì 15 luglio alle 18.30 nella sede del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in via XX Settembre 5 a Roma.
Politica e social, l’interesse resta alto ma cala la fiducia nel voto
Il dato sull’interesse politico registra una diminuzione di sette punti rispetto a giugno 2025, senza cancellare l’attenzione degli italiani verso partiti, governo, opposizioni e temi di interesse nazionale. Due cittadini su tre continuano a seguire il dibattito pubblico, spesso attraverso una combinazione di televisioni, giornali, piattaforme digitali, video, podcast e contenuti condivisi sui telefoni.
La partecipazione informativa non sempre produce una maggiore fiducia negli strumenti democratici. Più di sei elettori su dieci considerano ridotta la propria possibilità di influire sulle decisioni attraverso il voto. Si crea così una distanza percepita fra il momento elettorale e le scelte che vengono poi assunte nelle istituzioni.
Questa sensazione può favorire disinteresse, astensione e adesioni politiche fondate sulla reazione immediata. Il cittadino segue la politica, commenta, condivide e discute, ma fatica a riconoscere il risultato concreto della propria partecipazione. Un fenomeno che riguarda la qualità del rapporto fra elettori, rappresentanti e processi decisionali.
Come gli algoritmi orientano opinioni, consenso e scelte elettorali
I social media sono diventati uno dei luoghi principali in cui si formano giudizi e preferenze. Le piattaforme selezionano i contenuti sulla base delle attività precedenti dell’utente: ricerche, reazioni, video visualizzati, profili seguiti e tempi di permanenza. Il risultato è un flusso informativo sempre più vicino alle convinzioni già maturate.
Questo meccanismo può rafforzare opinioni esistenti, accentuare la divisione politica e incidere sugli indecisi. La ripetizione di messaggi simili trasforma una posizione particolare in una percezione apparentemente condivisa da moltissime persone. Il numero dei “mi piace”, le visualizzazioni e la capacità di suscitare commenti finiscono per assumere il valore di una misura del consenso.
La velocità completa il quadro. Una dichiarazione viene isolata, rilanciata e trasformata in argomento nazionale nel giro di pochi minuti. La risposta politica deve arrivare rapidamente, spesso prima che sia possibile valutare dati, conseguenze e soluzioni. In questo ambiente, la semplificazione diventa una tecnica comunicativa permanente e il linguaggio pubblico tende a comprimersi in formule brevi, riconoscibili e facilmente condivisibili.
La Likecrazia raccontata da Daniele Capezzone
A questi cambiamenti è dedicato l’incontro “Likecrazia. L’informazione e il potere al tempo dei social”, con il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone. Il giornalista analizzerà il funzionamento del potere nell’epoca dell’informazione continua, dove televisione, carta stampata, siti, piattaforme e intrattenimento convivono nello stesso spazio comunicativo.
La parola “Likecrazia” descrive un sistema nel quale visibilità, reazioni e popolarità digitale possono condizionare il comportamento dei protagonisti politici. Il gradimento istantaneo diventa un elemento capace di influire sulla scelta dei temi, sul tono delle dichiarazioni e sui tempi delle decisioni.
Anche la selezione della classe dirigente risente di questa trasformazione. L’immagine personale, la capacità di apparire vicini al pubblico e l’abilità nel gestire una diretta possono acquisire un peso rilevante. La competenza amministrativa, la preparazione tecnica e la sostenibilità dei programmi rischiano di ricevere meno attenzione, specialmente quando una campagna elettorale viene vissuta come una competizione permanente per conquistare spazio nei flussi digitali.
Informazione e intrattenimento nella politica sempre in diretta
Il confine fra giornalismo, comunicazione e spettacolo è diventato più permeabile. I protagonisti della politica partecipano a programmi televisivi, registrano contenuti personali, rispondono in tempo reale e costruiscono una narrazione quotidiana della propria attività. Ogni gesto può essere ripreso, montato e sottoposto al giudizio del pubblico.
La ricerca della vicinanza emotiva influenza anche il comportamento degli elettori. La simpatia, la familiarità del volto e la capacità di parlare con un linguaggio immediato possono orientare la scelta. Una parte del consenso nasce dalla sensazione di conoscere il candidato, quasi fosse una presenza abituale nella vita quotidiana.
Per gli amministratori e i rappresentanti istituzionali aumenta la pressione esercitata dalle reazioni immediate. Provvedimenti necessari, ma difficili da comunicare, possono essere rinviati per timore di perdere consenso. Le piattaforme premiano contenuti capaci di generare risposte rapide, mentre le politiche pubbliche richiedono studio, continuità e risultati valutabili nel tempo.

Alberto Romagnoli
L’appuntamento di Open Space nella sede del CNI
L’incontro del 15 luglio rientra nel programma di Open Space, l’hub comunicativo promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. La rassegna porta nella sede romana dell’ente personalità del giornalismo, della cultura, dell’economia e delle istituzioni, collegando il sapere tecnico alle trasformazioni della società contemporanea.
A intervistare Capezzone sarà Alberto Romagnoli, delegato alla Comunicazione del CNI. Il dialogo partirà dai cambiamenti dell’informazione e arriverà alle modalità con cui cittadini e decisori pubblici possono riconoscere semplificazioni, manipolazioni e contenuti costruiti soltanto per ottenere attenzione.
Il riferimento alla scienza di Gustave Eiffel richiama il valore dei collegamenti solidi. Come un’opera ingegneristica ha bisogno di calcoli, materiali affidabili e manutenzione, anche il dibattito pubblico richiede informazioni verificate, capacità di analisi e responsabilità. Comprendere le regole della nuova agorà digitale significa recuperare strumenti utili per scegliere con maggiore consapevolezza, distinguendo il consenso momentaneo dalla qualità delle decisioni.