Le Train Bleu, a Parigi si cena dentro la storia: il menu racconta la Francia

Le Train Bleu alla Gare de Lyon è uno dei ristoranti simbolo di Parigi: storia, Belle Époque e un menu che attraversa la grande cucina francese
Di Francesco Vergovich
Ristorante Le Train Blue Paris
Ristorante Le Train Blue Paris

Entrare al Le Train Bleu, dentro la Gare de Lyon, significa sedersi in uno dei ristoranti più spettacolari di Parigi e lasciare che sia il menu a raccontare la Francia. Qui la cucina non vive separata dalla storia del luogo: arriva al tavolo dentro sale monumentali, dorature, boiserie, grandi lampadari, dipinti e arredi che conservano l’atmosfera della Belle Époque. Il ristorante nasce nel 1900 in occasione dell’Esposizione Universale, viene inaugurato nel 1901 dal presidente della Repubblica Émile Loubet e nel 1963 assume il nome attuale, in omaggio al leggendario treno Parigi-Ventimiglia diretto verso la Costa Azzurra e il Mediterraneo.

Le Train Bleu, il ristorante nato con la grande stagione dei viaggi

La storia del Train Bleu è legata fin dall’origine all’idea del viaggio elegante. L’architetto Marius Toudoire, lo stesso della torre dell’orologio e della facciata della Gare de Lyon, fu incaricato di realizzare quello che allora era il grande buffet della stazione. L’obiettivo era creare una sosta gastronomica capace di accompagnare il movimento dei viaggiatori con ambienti lussuosi e moderni per l’epoca.

Il successo arrivò rapidamente. Le sale diventarono punto d’incontro di alta società, artisti e viaggiatori e nel 1972 una parte degli ambienti, compresi il ristorante, il Salon Doré e i saloni tunisino e algerino, venne classificata monumento storico. Nel tempo il locale è entrato anche nell’immaginario cinematografico, facendo da scenario a film come Nikita e Place Vendôme.

Ancora oggi è difficile separare ciò che si mangia da ciò che si vede. Il Train Bleu conserva il senso di un grande salone di partenza, come se ogni tavolo precedesse un viaggio verso il Sud della Francia.

Il menu mette al centro prodotti francesi e cucina di territorio

La carta attuale conferma questa identità. Il rapporto con lo chef Michel Rostang punta su una cucina francese territoriale, stagionale e generosa, costruita attorno a salse, fondi, brodi, cotture lunghe e piatti che richiamano diverse regioni del Paese. Il servizio mantiene inoltre gesti ormai rari, come il flambé e il taglio delle carni direttamente davanti all’ospite.

Gli antipasti raccontano già bene il livello della proposta. Ci sono gli scampi arrosto con pissaladière, bavarese di crostacei, anchoïade e basilico a 38 euro; il polpo marinato al lime con crema di ceci al cumino e coriandolo fresco a 32 euro; il gravlax di trota con emulsione all’acetosa e patate fondenti a 31 euro. Si arriva poi al foie gras d’anatra cotto nel brodo, alle spugnole al vin jaune e al caviale Oscietra d’Aquitania della Maison Prunier.

Pesce e carne, la Francia arriva al tavolo con preparazioni classiche

Nella parte dedicata al pesce compare il filetto di branzino cotto sulla pelle, servito con gnocchi di patate, asparagi bianchi e verdi e coriandolo fresco, a 55 euro. La rana pescatrice alla plancha è accompagnata da giovani carote arrosto e olive di Nyons, mentre il merluzzo al vapore incontra carciofi poivrade, cipollotti e aglio orsino. Per due persone viene proposta anche una orata reale intera arrosto alla provenzale, con tian di verdure nizzarde, a 120 euro.

Sul versante delle carni emerge uno dei piatti che meglio interpreta lo spirito del Train Bleu: il cosciotto d’agnello arrosto, portato al tavolo con il carrello da taglio e accompagnato dal gratin dauphinois secondo Michel Rostang, a 47 euro. Ci sono inoltre tartare di manzo, supreme di pollame allevato in fattoria, filetto di manzo con patate alla boulangère e stinco di vitello alla santoreggia da condividere in due.

E il servizio diventa parte del racconto. Il taglio dell’agnello davanti al cliente richiama una ristorazione nella quale sala e cucina lavorano insieme, mantenendo vivo un rituale che appartiene alla tradizione delle grandi maison francesi.

Dai formaggi alle crêpes Suzette, il finale resta profondamente francese

La carta dei dessert mantiene lo stesso livello di riconoscibilità gastronomica. Il baba al rum con agrumi e panna montata alla vaniglia, la ganache morbida al cioccolato Guanaja, il soufflé al pistacchio con amarene, le fragole con crema alla vaniglia e sorbetto al basilico e il “nuage” al limone di Mentone con Chartreuse verde mostrano una pasticceria costruita sui sapori classici francesi.

Un posto particolare spetta alle Crêpes Suzette flambé al Grand Marnier, proposte a 21 euro. Anche in questo caso la preparazione davanti al tavolo restituisce qualcosa che va oltre il dessert: il cliente assiste a un gesto di sala che appartiene alla memoria gastronomica europea.

I menu fissi, dal Voyageur al percorso completo del Train Bleu

Oltre alla carta, il ristorante propone formule differenti. Il Menu PLM – Paris Lyon Méditerranée, a 78 euro, consente di scegliere fra piatti come gravlax di trota, spugnole al vin jaune, merluzzo al vapore, supreme di pollame, formaggi e dessert. Le bevande sono escluse.

Il Menu du Voyageur, a 57 euro, è pensato anche per chi ha tempi più stretti: prevede cosciotto d’agnello con gratin dauphinois e millefoglie caramellato con crema alla vaniglia del Madagascar, serviti in 45 minuti.

Il percorso più completo è il Menu du Train Bleu, a 120 euro. Si parte dagli scampi arrosto, si passa al foie gras, al branzino, al sorbetto lime-basilico-gin e allo stinco di vitello confit, prima dei formaggi e del dessert al limone di Mentone. È disponibile anche un abbinamento di tre calici di vino a 42 euro.

Un ristorante che vale anche come esperienza parigina

Le Train Bleu è quindi uno di quegli indirizzi da valutare non soltanto per il piatto scelto, ma per l’insieme dell’esperienza. La collocazione dentro la Gare de Lyon, il patrimonio architettonico, il servizio di sala e una cucina che continua a utilizzare i riferimenti regionali francesi lo rendono diverso da un normale ristorante di stazione.

È aperto tutti i giorni: pranzo dalle 11.15 alle 14.30, cena dalle 19 alle 22.30, mentre il Lounge Bar resta operativo dalle 7.30 alle 22.30.

E per i nostri lettori romani e italiani in genere, dopo una bella giornata trascorsa nella Ville Lumiere, magari iniziata con la visita alla mostra Paolo Conte. Original all’Istituto Italiano di Cultura, una cena a Le Train Bleu può diventare il modo perfetto per chiudere la serata. Nel cuore della Gare de Lyon, circondati da sale Belle Époque, decorazioni dorate e soffitti dipinti, si vive un’esperienza che unisce storia, atmosfera e grande cucina francese. È uno di quei luoghi in cui la cena sembra far parte del viaggio stesso: una pausa elegante dopo una giornata dedicata all’arte, alla cultura e al fascino inconfondibile di Parigi.

Per chi visita Parigi e cerca un luogo nel quale storia, decorazione e gastronomia continuino a parlare la stessa lingua, Le Train Bleu resta uno degli indirizzi più riconoscibili della capitale.

Le Train Blue

 
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Cucina

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