In queste ultime settimane assistiamo nel nostro Paese ad uno scontro verbale sempre più aspro tra forze di maggioranza e di opposizione sui temi che riguardano maggiormente la qualità di vita dei cittadini: criminalità, sicurezza e migrazioni. Per i primi due il Governo ha approvato in Parlamento, a colpi di maggioranza, un decreto sicurezza che introduce nuovi tipi di reato e inasprisce le pene di quelli già in vigore.
L’opposizione, in particolare PD e M5S, rivolgono ad esso pesanti critiche, affermando che allo scopo di reprimere i reati sono sufficienti le norme già in vigore nel Codice Penale, purché vengano applicate in maniera efficiente. Quelle inserite nel decreto governativo avrebbero invece lo scopo di limitare la libertà di manifestazioni pubbliche cioè la libera e democratica espressione di dissenso da parte dei cittadini. Pertanto vanno respinte, essendo per ora state approvate solo dalla Camera dei Deputati; ci si prepara quindi alla battaglia in Senato.
Dal canto suo il Governo Meloni replica che l’applicazione giusta e severa delle leggi esistenti viene ostacolata dai Giudici di sinistra, rendendo così impossibile la repressione della criminalità e la difesa del cittadino. Questo stato di cose si manifesta platealmente nei vari talk show televisivi, dove esponenti politici delle parti contrapposte, ma anche noti giornalisti ed opinionisti si accapigliano in modo inverecondo. Volontà di riforme dell’attuale Governo: Magistratura e Premierato forte Legge elettorale proporzionale con liste precostituite.
Per applicare in modo più efficiente le leggi il governo, per mano del suo Ministro Nordio, sta riformando la Giustizia dando più valore al Giudice del tribunale rispetto al giudice inquirente(il GIP). Inoltre, vuole riformare la Magistratura con l’istituzione di un solo percorso di formazione gestito da funzionari governativi, al termine del 1 quale ogni magistrato deve scegliere tra la carriera giudicante e quella requirente. Tenendo conto poi del fatto che all’inizio dell’Anno Giudiziario il Governo indicherà i reati più importanti da perseguire, si può concludere che il magistrato sarà soggetto ad esso sia nella fase di formazione che in quella dell’esercizio della carriera.
Ergo la Magistratura, da ordine autonomo e indipendente, come scritto nella Costituzione, diverrà un organo totalmente soggetto al governo, quindi alla dipendenza dell’Esecutivo. Se a ciò si aggiunge che l’attuale governo Meloni vuole approvare la legge sul Premierato forte, in virtù della quale il Presidente del Consiglio in carica avrebbe più poteri del Presidente della Repubblica (addirittura quello di sciogliere le Camere!) , si può facilmente dedurre che il Potere Esecutivo avrà il dominio assoluto su tutti gli altri, cioè l’Esecutivo ed il Giudiziario.
Così la grande Rivoluzione Francese, che aveva realizzato gli ideali illuministi, è passata invano; da noi peraltro non è neppure apparsa. Legge elettorale proporzionale con liste precostituite. Se a tutto questo aggiungiamo la volontà del Governo di riscrivere la legge elettorale per garantire la stabilità di qualsiasi governo eletto, che così potrebbe far meglio l’interesse del Paese e dei suoi cittadini, a detta delle Destre, arriviamo alla volontà di manipolare e guidare il voto popolare, che rimaneva come l’ultima possibilità di espressione della volontà democratica.
Infatti, il disegno di legge, approvato dalla Camera lo scorso 15 luglio, prevede che la lista o coalizione che raggiunga il 42% dei voti prenda un premio di maggioranza, costituito da 70 seggi in più alla Camera e 35 al Senato. Tali seggi verrebbero presi da un listino nazionale bloccato, costituito da capilista e candidati scelti dai partiti e quindi sconosciuti agli elettori. Quindi, anche se la legge voluta dalla Meloni si propone come un ritorno al sistema proporzionale, in realtà si tratta di un bluff; il cittadino che 2 voterà dovrà in sostanza apporre una firma in bianco alla politica della lista o coalizione che risulterà vincente.
Non vanno in ferie le guerre che ci affliggono da anni, né la Politica seria, quella degli scontri per il predominio economico e politico tra gli Stati più importanti. L’intento del governo è quello di ottenere un’approvazione anche dal Senato, per riprendere poi il discorso a settembre, dopo le ferie estive. Ma se il nostro Parlamento andrà in vacanza, lo stesso non avverrà per le Guerre in corso da diversi anni nel Medio Oriente ed in Ucraina.
Guerre di cui noi, cioè il nostro Paese e l’Europa della Nato portiamo sulle spalle tutta la responsabilità, avendo accettato in pieno la politica degli USA e degli avventurieri come il Presidente Trump. Né va in ferie la Politica seria, cioè quella sostenuta dalla finanza internazionale, che vede gli scontri verbali e le manovre per ridisegnare gli equilibri mondiali tra USA, Federazione Russa e Cina.