Lazio-Inter 0-3, serata gelida all’Olimpico: pagelle biancocelesti e notte da dimenticare

Lazio-Inter 0-3 all’Olimpico: Lautaro, Sucic e Mkhitaryan firmano il tris. Rosso a Romagnoli, pagelle severe per Sarri
Di Simone Fabi
Maurizio Sarri a bordo campo
Maurizio Sarri a bordo campo

All’Olimpico la Lazio cade 0-3 contro l’Inter e lascia ai tifosi una sensazione pesante: gol di Lautaro Martinez dopo sei minuti, raddoppio di Sucic prima del riposo, espulsione di Romagnoli nella ripresa e rete finale di Mkhitaryan. Una serata nata male e finita peggio, proprio a pochi giorni dal nuovo incrocio con i nerazzurri in Coppa Italia.

Lazio-Inter, il film della gara: il primo colpo arriva subito

La partita comincia con l’Inter già dentro il clima della gara e la Lazio costretta a rincorrere quasi senza avere il tempo di assestarsi. Al 6’ Lautaro Martinez trova il varco giusto e batte Motta, gelando l’Olimpico. È una rete che cambia subito il tono del pomeriggio, perché toglie serenità alla manovra biancoceleste e permette ai nerazzurri di muoversi con maggiore agio.

La Lazio prova a rispondere, però lo fa con poca continuità. Cancellieri cerca qualche accelerazione, Pedro si abbassa per cucire gioco, Noslin resta spesso stretto nella morsa della difesa interista. Il pallone gira, eppure manca la giocata capace di spostare la partita. L’Inter, molto più concreta, attende il momento giusto e riparte con ordine.

Al 39’ arriva il secondo colpo. Sucic riceve al limite e disegna una conclusione precisa, potente, fuori dalla portata di Motta. Il 2-0 manda la Lazio all’intervallo con il volto di una squadra ferita e con poche certezze da portare nello spogliatoio. Il pubblico capisce che servirà una ripresa di tutt’altro spessore, fondata su ritmo, coraggio e lucidità.

Lazio bocciata all’Olimpico: il rosso a Romagnoli spegne la rimonta

Nel secondo tempo Sarri prova a cambiare. Dentro Isaksen, Patric e Provstgaard al 55’, poi Dia al posto di Pedro. L’idea è dare freschezza, aumentare la presenza davanti, sistemare una squadra che ha perso distanze e sicurezza. La partita, però, prende un’altra piega al 59’, quando Romagnoli viene espulso per un intervento duro.

Il rosso è il momento più pesante della serata biancoceleste. La Lazio resta in dieci, già sotto di due gol, contro un’Inter capace di tenere il possesso e di sfruttare ogni spazio. Da lì in poi diventa tutto più difficile: uscire palla al piede, pressare, riempire l’area, mantenere equilibrio dietro. La squadra non crolla emotivamente in modo plateale, però perde profondità e presenza.

Al 76’ Mkhitaryan firma il 3-0. L’azione nerazzurra scorre con troppa facilità, la difesa laziale non riesce a chiudere in tempo e il pallone finisce in rete. È il sigillo su una gara nella quale l’Inter ha mostrato più qualità, più compattezza e una migliore gestione dei momenti decisivi.

Pagelle Lazio, Motta salva il salvabile: difesa in affanno

Motta 5,5. Tre gol subiti non aiutano il giudizio, eppure il portiere evita che il passivo diventi più largo. Sul primo gol può poco, sul secondo vede partire una conclusione difficile, sul terzo resta esposto. Con i piedi alterna scelte semplici a qualche rinvio affrettato.

Marusic 5. La sua corsia diventa presto una zona di sofferenza. In fase offensiva non riesce a spingere con continuità, dietro fatica a contenere. La Lazio avrebbe bisogno di maggiore ampiezza sulla destra, lui non riesce a garantirla.

Gila 5. Vive una gara complicata, sempre chiamato a correggere movimenti altrui e a inseguire attaccanti bravi a scambiarsi posizione. Esce nella ripresa, quando Sarri cerca una soluzione diversa.

Romagnoli 4,5. Serata negativa, resa ancora più pesante dall’espulsione. Da leader difensivo avrebbe dovuto guidare il reparto nei momenti più difficili. Il cartellino rosso lascia la Lazio in inferiorità e cancella quasi ogni possibilità di rientrare in partita.

Pellegrini 5. Prova a salire, poi arretra sempre di più. L’Inter lo costringe a una gara di contenimento e lui non riesce a trovare continuità nella spinta. Qualche buona intenzione, poca resa.

Provstgaard 5,5. Entra con la partita già molto complicata. Prova a tenere la posizione e a non farsi trascinare fuori zona. Non commette errori clamorosi, però il contesto non gli consente di incidere.

Patric 5,5. Inserito per ridare equilibrio, porta un po’ di esperienza e senso della posizione. La Lazio in quel momento ha già perso fiducia e campo, il suo ingresso aiuta solo in parte.

Lazzari 5,5. Pochi minuti per mettere corsa sulla destra. Entra quando l’Inter ha ormai il controllo pieno della partita.

Centrocampo Lazio, poca qualità e pochi strappi

Rovella 5,5. È uno dei pochi a cercare ordine. Si abbassa, chiede palla, prova a far respirare la squadra. L’Inter lo pressa con intelligenza e gli chiude molte linee di passaggio. La sua gara resta dignitosa, senza diventare davvero incisiva.

Basic 5. Troppo lento nella giocata, poco presente nei contrasti. In una partita dal ritmo alto, la sua prova resta sotto tono. Non dà forza alla mediana e non accompagna con decisione l’azione offensiva.

Dele-Bashiru 5. Ha fisico, corsa e potenza, però non riesce a usarli nel modo giusto. Si vede a sprazzi, poi sparisce. Alla Lazio manca un centrocampista capace di portare palla e rompere la pressione nerazzurra. Lui non trova la chiave.

Sarri aveva bisogno di una mediana più aggressiva nel recupero palla e più pulita nella costruzione. Il centrocampo, invece, resta spesso schiacciato. La distanza con l’attacco si allunga, Noslin si isola, Pedro deve arretrare, Cancellieri riceve lontano dalla porta. Così la Lazio perde campo e idee.

Attacco biancoceleste senza graffi: Isaksen e Dia almeno ci provano

Cancellieri 5. Parte con voglia, poi viene assorbito dalla difesa interista. Gli manca l’ultimo guizzo, quello capace di creare superiorità e mettere l’Inter in apprensione. Esce presto nella ripresa.

Noslin 5. Lotta, corre, prova a dare profondità. Riceve pochissimo e non riesce mai a diventare un vero riferimento. Il problema non è solo suo: la squadra lo serve male e lo accompagna poco.

Pedro 5,5. Il più esperto del reparto prova a dare qualità. Si abbassa, cerca il passaggio corto, tenta di legare i compagni. La sua partita resta generosa, con pochi lampi negli ultimi metri. Quando esce, la Lazio perde un po’ di pulizia tecnica.

Isaksen 6. Entra con maggiore vivacità. Punta l’uomo, cerca campo aperto, dà almeno una scossa tecnica alla fascia. In una serata molto negativa, la sua sufficienza nasce dall’atteggiamento.

Dia 6. Prova a muoversi in profondità e a offrire una soluzione centrale. Entra con la Lazio già in dieci e sotto di due reti. Non può ribaltare la gara, però si nota per presenza e disponibilità.

Sarri davanti a un bivio immediato: la risposta serve già in Coppa Italia

Il 3-0 dell’Olimpico lascia una traccia evidente. Non è solo il risultato a preoccupare, è il modo in cui la Lazio ha incassato i momenti chiave: il gol dopo pochi minuti, il raddoppio prima dell’intervallo, il rosso nel secondo tempo, il terzo gol senza riuscire a chiudere la porta. Ogni episodio ha tolto qualcosa alla squadra.

La prossima gara contro l’Inter, in Coppa Italia, assume un peso enorme. La Lazio dovrà cambiare approccio, ritmo e attenzione difensiva. Servirà una squadra più compatta, meno fragile nei primi minuti e più pronta a reagire quando la partita prende una piega difficile.

La notte dell’Olimpico consegna pagelle dure e un messaggio chiaro: contro un’Inter così, ogni errore costa. Sarri dovrà scegliere uomini, assetto e tono emotivo con grande cura. Ai tifosi resta l’amarezza di un 3-0 netto. Alla Lazio resta la possibilità di trasformare questa caduta in una risposta immediata, davanti allo stesso pubblico e contro lo stesso avversario.

 
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