Il Premio Strega 2026 arriva a Parigi: all’Istituto Italiano di Cultura si legge, si discute e si fa il tifo

All’Istituto Italiano di Cultura di Parigi arrivano i dodici libri candidati al Premio Strega 2026: letture, confronto e passione italiana
Di Francesco Vergovich
Istituto Italiano Cultura Parigi, gemellaggio Roma-Parigi

I dodici libri candidati al Premio Strega 2026 sono arrivati all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Non è una semplice consegna di volumi, ma un piccolo rito collettivo: lo staff riunito in giardino, il sole, i libri sul tavolo e quella passione per la letteratura italiana contemporanea che diventa subito conversazione, scelta, confronto. Dopo il teatro dedicato a Leonardo da Vinci, l’Istituto diretto da Antonio Calbi conferma il proprio ruolo di casa culturale italiana nella capitale francese: un luogo dove la lingua, l’arte e i libri non vengono soltanto presentati, ma vissuti.

Premio Strega 2026 a Parigi, la dozzina entra nel giardino dell’Istituto Italiano di Cultura

Il racconto di Antonio Calbi ha il tono della festa, ma anche quello dell’attesa. “Adesso si legge. Si discute. Si confrontano idee e preferenze. E sì, si inizia anche a tifare”. In poche parole c’è lo spirito dello Strega: il premio letterario italiano più seguito, capace ogni anno di accendere curiosità, dibattito, adesioni, dissensi, passioni da lettori e da addetti ai lavori.

La dozzina del 2026 raccoglie autori e autrici molto diversi per percorso, generazione, stile e immaginario. Proprio questa varietà rende interessante l’arrivo dei libri a Parigi: un modo per portare fuori dai confini nazionali il presente della narrativa italiana, con le sue tensioni, le sue forme, le sue memorie e le sue domande.

I dodici libri candidati allo Strega 2026: nomi, romanzi e attese

La lista, in ordine alfabetico per autore, comprende Maria Attanasio con La rosa inversa, Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia, Teresa Ciabatti con Donnaregina, Mauro Covacich con Lina e il sasso, Michele Mari con I convitati di pietra, Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore, Alcide Pierantozzi con Lo sbilico, Bianca Pitzorno con La sonnambula, Christian Raimo con L’invenzione del colore, Elena Rui con Vedove di Camus, Nadeesha Uyangoda con Acqua sporca e Marco Vichi con Occhi di bambina. Il Premio Strega ha annunciato ufficialmente la dozzina il 1° aprile scorso, nell’anno dell’ottantesima edizione del riconoscimento.

È una selezione che mette insieme romanzo storico, racconto civile, memoria personale, invenzione letteraria, riflessione filosofica, narrazione familiare e sguardo sul presente. In questa pluralità si riconosce una delle ragioni della forza dello Strega: ogni libro diventa un ingresso diverso nella letteratura italiana di oggi, ogni autore porta con sé un pubblico, una storia editoriale, una promessa di discussione.

Antonio Calbi e il ruolo dell’Istituto: portare l’Italia letteraria nel cuore di Parigi

L’immagine dello staff riunito in giardino, con i libri della dozzina appena arrivati, racconta un’idea di cultura non burocratica, non distante, non chiusa nelle sale ufficiali. La letteratura diventa un gesto condiviso: si aprono i volumi, si comincia a leggere, si segnano preferenze, si immaginano confronti. E il tifo, in questo caso è il segno che i libri possono ancora creare appartenenza, curiosità, persino rivalità affettuose.

Per l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, la dozzina dello Strega rappresenta anche un’occasione per rafforzare il dialogo con lettori, studiosi, traduttori, editori, studenti e appassionati francesi. La narrativa italiana contemporanea arriva così in una capitale che da sempre dialoga con gli scrittori italiani, li accoglie, li legge, li traduce, li interroga.

Dalla grande arte di Leonardo alla narrativa contemporanea: Parigi guarda all’Italia

Da Leonardo da Vinci, protagonista della serata teatrale del 4 maggio, ai dodici libri del Premio Strega 2026, l’Istituto costruisce un racconto dell’Italia che tiene insieme patrimonio e presente. Da una parte il genio rinascimentale che continua a incarnare il legame profondo fra Italia e Francia; dall’altra la letteratura viva, quella che nasce ora, entra nelle librerie, divide i lettori, conquista giurie, accende conversazioni.

È una continuità importante, soprattutto nel 2026, anno dei 70 anni del gemellaggio fra Roma e Parigi. Se Leonardo rappresenta la radice storica e artistica di un rapporto secolare, lo Strega porta a Parigi la voce più attuale della cultura italiana: non un monumento da contemplare, ma un laboratorio di idee, stili e sensibilità.

In questa cornice, l’Istituto Italiano di Cultura non si limita a ospitare eventi. Diventa un osservatorio privilegiato della creatività italiana, un punto di incontro fra chi scrive, chi legge e chi traduce. I dodici libri dello Strega, arrivati in giardino come una piccola festa di carta, raccontano proprio questo: la letteratura italiana continua a viaggiare, a farsi ascoltare, a cercare lettori anche lontano da casa.

 
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Cultura

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