Golf car nel centro di Roma, Rocca annuncia una legge entro l’anno: “Regole e sanzioni chiare”

Il presidente Francesco Rocca annuncia un intervento entro la fine dell’anno per disciplinare un fenomeno diventato sempre più visibile nelle vie della Capitale
Di Redazione
Golf Car
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Le golf car nel centro storico di Roma finiranno presto dentro una legge regionale. Il presidente Francesco Rocca annuncia un intervento entro la fine dell’anno per disciplinare un fenomeno diventato sempre più visibile nelle vie della Capitale, dai percorsi turistici più frequentati alle zone dove la mobilità è già fragile.

Golf car nel centro storico: la stretta nasce dalla pressione sulle strade di Roma

La Capitale si prepara a mettere ordine su un tema che negli ultimi mesi ha acceso malumori, segnalazioni e discussioni. Le golf car, spesso utilizzate per tour turistici, sono entrate nel paesaggio quotidiano del centro storico: mezzi piccoli, elettrici o comunque leggeri, capaci di infilarsi in strade strette e aree di grande passaggio, ma anche di creare intralcio quando circolano senza un perimetro chiaro.

Rocca parla di una questione da disciplinare “al più presto” e riconosce la fondatezza delle proteste dei cittadini. Il nodo non è la semplice presenza di mezzi alternativi. Il problema è la mancanza di regole nette in un contesto urbano dove ogni corsia, ogni incrocio e ogni sosta impropria possono produrre effetti immediati. Nel centro di Roma convivono residenti, taxi, bus, pedoni, turisti, veicoli di servizio, forze dell’ordine, mezzi di soccorso e attività economiche. Aggiungere flussi non governati significa complicare una mobilità già sottoposta a forti pressioni.

La Regione Lazio vuole approvare una legge ad hoc entro dicembre. Sarà un testo breve, pensato per fissare la cornice generale. Poi Roma Capitale dovrà intervenire con i regolamenti attuativi, stabilendo come applicare la disciplina nel dettaglio. Questo passaggio è decisivo: una norma regionale può indicare il perimetro, ma solo il Comune può tradurre quel perimetro nella vita concreta dei rioni, delle piazze e delle strade più sensibili.

Perché Roma non può copiare Firenze: centro direzionale, turismo e mobilità

Rocca chiarisce un punto politico e amministrativo: Roma non può adottare un modello fotocopia di Firenze. La Capitale ha dimensioni, funzioni e flussi molto diversi. Il suo centro storico non è solo una grande area monumentale. È anche un centro direzionale, con sedi istituzionali, uffici, studi professionali, alberghi, scuole, abitazioni e attività commerciali. In molte strade il turismo si sovrappone alla vita ordinaria della città.

Questa differenza impone una disciplina costruita su misura. Un divieto generalizzato rischierebbe di cancellare anche servizi utili, specialmente per anziani e persone con mobilità ridotta. Una liberalizzazione senza paletti aggraverebbe ingorghi, rischi e conflitti. La via indicata dal presidente della Regione è quella delle regole chiare: percorsi definiti, sanzioni leggibili, responsabilità precise.

L’immagine scelta da Rocca è forte: le golf car come “botticelle degli anni 2000”. La formula intercetta un cambiamento evidente nel modo di vivere la città turistica. Il trasporto panoramico non passa più soltanto da carrozze, bus scoperti o taxi. Ora include veicoli piccoli, spesso percepiti come meno invasivi, ma capaci di produrre problemi quando diventano numerosi e si muovono senza limiti. A Roma, dove i flussi turistici raggiungono numeri enormi e il centro storico è fragile, anche un mezzo leggero può diventare un fattore di rischio.

Riunione con assessori e operatori: cosa entra nella nuova disciplina

La prossima settimana è previsto un confronto con gli assessori Ghera e Patanè, le agenzie turistiche e i tour operator. La Regione vuole ascoltare gli addetti ai lavori prima di chiudere il testo. L’impostazione annunciata non è punitiva verso un intero settore, ma punta a separare le attività sostenibili da quelle incompatibili con la sicurezza e la circolazione.

Sul tavolo possono finire diversi aspetti: tracciati autorizzati, limiti alle zone di accesso, requisiti per i mezzi, obblighi per chi guida, regole per i passeggeri, eventuali orari, modalità di controllo e sanzioni. La differenza la farà la precisione. In una città come Roma, una regola vaga diventa presto inefficace. Una regola semplice, verificabile e applicata con continuità può ridurre gli abusi senza cancellare i servizi realmente utili.

La Regione rivendica il proprio ruolo di cornice legislativa. Roma Capitale dovrà invece entrare nel dettaglio operativo. È qui che si giocherà buona parte della partita. Non tutte le strade del centro hanno lo stesso livello di rischio. Non tutte le aree possono sostenere lo stesso numero di veicoli. Non tutti i tour hanno lo stesso impatto. Una disciplina efficace dovrà riconoscere queste differenze, senza trasformarle in scappatoie.

Sicurezza, ingorghi e decoro: i rischi che spingono verso la legge

Rocca non limita il tema agli ingorghi. Le golf car, spiega, possono diventare un pericolo. Il riferimento è alla sicurezza delle persone, in particolare nei tratti dove la convivenza fra pedoni e veicoli è già complicata. Roma ha strade antiche, pavimentazioni irregolari, marciapiedi stretti, cantieri, aree pedonali discontinue e attraversamenti molto frequentati. In questo quadro, la circolazione di mezzi turistici senza un assetto definito può aumentare i rischi.

C’è poi il tema del decoro urbano. Nel centro storico, l’uso commerciale dello spazio pubblico è sempre più sensibile. I residenti chiedono che la città non venga piegata soltanto alle esigenze del turismo. Gli operatori chiedono regole che consentano di lavorare senza incertezza. I visitatori cercano servizi comodi, soprattutto quando devono muoversi con bambini, persone anziane o difficoltà motorie. La legge dovrà tenere insieme queste esigenze, senza lasciare che il più veloce o il più spregiudicato occupi lo spazio disponibile.

La presenza crescente di veicoli simili a piccoli trenini da otto persone segnala un salto di scala. Non si tratta più di episodi isolati o mezzi sporadici. Il fenomeno ha assunto una dimensione tale da richiedere una risposta istituzionale. Rocca racconta di averle notate per la prima volta a Villa Borghese circa un anno e mezzo fa, da golfista e con sorpresa. Da allora il numero è aumentato, fino a rendere il tema non più rinviabile.

Cosa cambia per Roma se la legge arriva entro dicembre

Se il percorso annunciato sarà rispettato, entro dicembre Roma potrà avere una legge regionale dedicata alle golf car. Per i cittadini significherà attendersi regole più leggibili e strumenti per segnalare violazioni. Per gli operatori significherà lavorare dentro un quadro più stabile. Per il Comune significherà assumersi la responsabilità dei regolamenti attuativi, con scelte concrete su percorsi, limiti e controlli.

La novità più rilevante riguarda le sanzioni. Rocca le indica come parte essenziale della disciplina. Senza multe reali e controlli riconoscibili, anche la migliore norma resterebbe debole. Con sanzioni chiare, invece, il mercato potrebbe riorganizzarsi in tempi rapidi, lasciando spazio solo a chi rispetta le condizioni stabilite.

Il centro storico di Roma vive una fase di forte pressione, anche in vista di grandi flussi turistici e appuntamenti che aumentano la domanda di mobilità breve. Le golf car intercettano una richiesta reale, ma la domanda non basta a giustificare ogni utilizzo. La legge annunciata da Rocca prova a spostare il tema dal fastidio quotidiano alla gestione amministrativa. Non più proteste isolate, ma un sistema di regole capace di dire dove questi mezzi possono stare, quando possono circolare e cosa succede a chi supera i limiti.

La partita adesso passa dal confronto con operatori e amministratori. Roma dovrà trovare un equilibrio pratico: consentire servizi utili, proteggere chi cammina, evitare nuovi imbottigliamenti, rispettare i residenti e preservare le aree più delicate della città. La promessa politica è chiara: entro l’anno le golf car non dovranno più muoversi in una zona grigia.

 
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