Roma prepara una trasformazione profonda del suo centro archeologico. Non riguarda soltanto via dei Fori Imperiali, destinata a diventare un grande boulevard con molto più spazio per pedoni e biciclette. Il progetto punta soprattutto a ricucire in un unico sistema luoghi che oggi vengono spesso attraversati, visitati e percepiti separatamente: i Fori Imperiali, il Colosseo, il Foro di Augusto, i Mercati di Traiano, il Circo Massimo, San Teodoro e il Campidoglio.
È questa la prospettiva del CArMe, il Centro Archeologico Monumentale, il grande programma di riqualificazione presentato dal sindaco Roberto Gualtieri, che comprende più di 80 interventi per un investimento complessivo di 191 milioni di euro. Secondo quanto annunciato dal Campidoglio, una parte consistente dell’intero piano dovrebbe essere completata fra febbraio e marzo 2027.
Via dei Fori Imperiali diventa un boulevard
Il cambiamento più immediatamente visibile riguarderà via dei Fori Imperiali. L’asse che collega piazza Venezia al Colosseo manterrà due corsie centrali destinate al trasporto pubblico, mentre il resto dello spazio sarà sempre più orientato alla mobilità pedonale e ciclabile.
La nuova pavimentazione eliminerà la tradizionale distinzione fra carreggiata e marciapiedi laterali, creando la percezione di un’unica grande superficie urbana. Nelle intenzioni dell’amministrazione, la strada dovrà assumere l’aspetto di un boulevard monumentale più che di un asse destinato al traffico.
La prospettiva di una completa eliminazione dei veicoli resta invece legata al futuro assetto del trasporto pubblico. Gualtieri ha indicato come possibile momento di svolta l’apertura della stazione della Metro C a piazza Venezia, prevista nell’orizzonte 2032-2033: soltanto allora potrà essere valutata una pedonalizzazione integrale di via dei Fori Imperiali.
Non una strada, ma un grande anello nella Roma antica
Il punto più rilevante del progetto è però un altro. La nuova passeggiata archeologica viene pensata come un grande anello ciclopedonale capace di mettere in relazione Fori Imperiali, Colosseo, Circo Massimo, San Teodoro e Campidoglio.
Significa cambiare il modo stesso di frequentare questa parte di Roma. Non più una successione di siti raggiunti separatamente, con strade e dislivelli che interrompono continuamente l’esperienza della visita, ma un sistema più continuo, nel quale archeologia e spazio pubblico tornano a dialogare.
La trasformazione interessa quindi non soltanto i turisti, ma anche chi vive quotidianamente il centro della città. L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è rendere l’area archeologica centrale uno spazio pubblico attraversabile e fruibile, non esclusivamente una concentrazione di monumenti da osservare dall’esterno.
Il Foro di Augusto entra nel nuovo percorso
Uno degli aspetti più significativi riguarda il Foro di Augusto, oggi meno immediatamente accessibile rispetto ad altri grandi complessi dell’area.
Il progetto di Roma Capitale prevede il completamento del percorso di visita alla quota archeologica attraverso passerelle pedonali che interesseranno Foro della Pace, Foro di Nerva, Foro di Augusto e Foro di Traiano.
È un intervento che amplia il percorso già realizzato negli anni precedenti nel Foro di Traiano e nel Foro di Cesare e permette di estendere la continuità della visita a zone che finora non disponevano dello stesso sistema di collegamento.
Il Foro di Augusto cessa quindi di essere un episodio separato all’interno del paesaggio dei Fori e viene inserito in una rete di percorsi che punta a rendere leggibile l’intero sviluppo monumentale della Roma imperiale.
Una passerella collegherà i Fori ai Mercati di Traiano
Particolarmente interessante è il collegamento con i Mercati di Traiano. La progettazione ufficiale prevede che la passerella attraversi le aree archeologiche e raggiunga l’emiciclo orientale dei Mercati, collegandosi agli spazi del complesso monumentale. È previsto inoltre un nuovo ascensore per migliorare i collegamenti verticali fra l’area archeologica e il Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano.
Non si tratta dunque soltanto di aggiungere un camminamento. L’obiettivo è consentire una visita più continua dal livello dei Fori verso i Mercati di Traiano, superando uno dei problemi storici di quest’area: la presenza di diversi livelli archeologici e urbani difficili da raccordare.
La passerella è progettata anche per garantire una maggiore accessibilità, con piattaforme elevatrici, aree di sosta e strumenti informativi destinati anche alle persone con disabilità.
Fori, Mercati di Traiano e Colosseo sempre meno separati
La portata del progetto diventa evidente proprio osservando questi collegamenti nel loro insieme.
Il Colosseo rappresenta uno dei poli principali del nuovo percorso, via dei Fori Imperiali ne diventa il grande asse pedonale, mentre Foro di Augusto, Foro di Nerva, Foro della Pace e Foro di Traiano vengono progressivamente collegati attraverso passerelle alla quota archeologica. I Mercati di Traiano entrano nello stesso sistema grazie ai nuovi collegamenti verticali.
È un cambio di impostazione importante. La questione non riguarda soltanto la conservazione dei monumenti, ma la possibilità di leggere la città antica come un insieme continuo.
Una persona potrà muoversi lungo un sistema di percorsi che rende più evidente la relazione storica e spaziale fra edifici, piazze, templi, fori e grandi assi monumentali.
San Gregorio, San Teodoro e via dei Cerchi: una trasformazione già visibile
Una parte del progetto è già stata realizzata. Via di San Gregorio è stata trasformata in una promenade ciclopedonale in asse con l’Arco di Costantino, mentre i lavori risultano conclusi anche in via di San Teodoro, precedentemente utilizzata in larga parte come parcheggio e oggi sistemata con alberi, sedute e una nuova piazzetta.
È stata completata anche via dei Cerchi. Da gennaio 2027 è prevista inoltre la rimozione del muretto che separa la strada dal Circo Massimo, per ristabilire un rapporto più diretto con il Palatino. Nello stesso periodo dovrebbero essere liberate dalle automobili e riqualificate la salita e la discesa verso piazza del Campidoglio.
Sono interventi diversi per dimensioni e funzione, ma appartengono alla stessa impostazione: ridurre gli elementi che interrompono la continuità fra le aree monumentali e rendere il percorso archeologico più leggibile.
Il vero cambiamento sarà nel modo di attraversare Roma
Via dei Fori Imperiali resterà probabilmente l’immagine più evidente della trasformazione, perché il passaggio da grande arteria urbana a boulevard prevalentemente pedonale modifica uno dei panorami più riconoscibili della Capitale.
Ma la novità più rilevante sta probabilmente altrove.
Quando il sistema sarà completato, il visitatore non avrà più davanti soltanto una serie di monumenti celebri collocati nello stesso quadrante della città. Potrà seguire un percorso che li mette in relazione: Colosseo, Fori Imperiali, Foro di Augusto, Foro di Nerva, Foro della Pace, Foro di Traiano, Mercati di Traiano, Campidoglio, San Teodoro e Circo Massimo entreranno progressivamente in una trama urbana più continua.
Il CArMe prova così a intervenire su uno dei paradossi di Roma: possedere uno dei complessi archeologici più straordinari al mondo e averlo a lungo vissuto anche come una somma di recinti, strade, quote differenti e percorsi interrotti.
La trasformazione prevista entro il 2027 punta a cambiare proprio questo rapporto. Meno cesure, più collegamenti e un grande itinerario capace di far percepire il centro archeologico non come una sequenza di singoli siti, ma come un unico enorme paesaggio della Roma antica.