La Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro ETS ha compiuto 27 anni e porta con sé un bilancio fatto di numeri, volti e percorsi di dignità: 2.900 volontari formati, 8.100 persone orientate verso i servizi, 16.300 persone e rispettive famiglie sostenute nel campo della salute mentale. Nata giuridicamente il 21 giugno 1999, continua a raccogliere l’eredità morale di don Luigi Di Liegro, trasformando l’impegno sociale in presenza quotidiana accanto a chi vive una condizione di fragilità psichica.
Salute mentale nel Lazio, perché l’impegno della Fondazione Di Liegro resta decisivo
Il compleanno della Fondazione non è solo una data da ricordare. È il segno di un lavoro che, anno dopo anno, ha assunto un peso sempre maggiore in una società nella quale il disagio psichico non riguarda più una minoranza invisibile, ma un fenomeno ampio, diffuso, spesso intrecciato con solitudine, precarietà, isolamento relazionale e disuguaglianze sociali.
Le stime indicano una persona su otto colpita da disturbi psichici. Nel Lazio, i dati del 2020 parlano di 10,6 assistiti ogni 1.000 abitanti nei Dipartimenti di Salute Mentale. Sono numeri che aiutano a capire la dimensione del bisogno, ma non bastano da soli a raccontare la fatica di chi cerca ascolto, orientamento, continuità, strumenti per non sentirsi lasciato ai margini.
Luigina Di Liegro, segretario della Fondazione, richiama proprio questo aspetto: la salute mentale richiede risposte concrete, capaci di accompagnare le persone nella vita reale. Non solo cura, quindi, ma relazione. Non solo presa in carico sanitaria, ma recupero di autonomia, identità sociale, fiducia nelle proprie capacità e possibilità di partecipare.
Volontari formati e famiglie sostenute: i numeri di una rete nata per non lasciare soli
Il patrimonio costruito dalla Fondazione Di Liegro si misura anche nella forza del volontariato. I 2.900 volontari formati rappresentano una risorsa preziosa, perché portano nei percorsi di sostegno una presenza umana, costante, preparata. Il loro ruolo non sostituisce quello dei professionisti, ma affianca le persone e facilita il contatto con i servizi, con le attività, con una quotidianità meno chiusa e meno pesante.
L’orientamento verso i servizi ha raggiunto 8.100 persone. Un dato importante, perché spesso chi vive un disagio psichico, o chi ha un familiare in difficoltà, non sa da dove cominciare. Capire a chi rivolgersi, quale percorso attivare, come muoversi nelle strutture territoriali può diventare un passaggio complicato. La Fondazione interviene proprio in questo spazio: ascolta, indirizza, accompagna, aiuta a trasformare la domanda di aiuto in un percorso possibile.
Ancora più ampio è il numero delle persone e delle famiglie sostenute: 16.300. Dietro questa cifra ci sono storie molto diverse, accomunate dalla necessità di non affrontare la malattia mentale in solitudine. La Fondazione lavora con una visione precisa: mettere al centro la persona nella sua interezza, non ridurla al disturbo, non schiacciarla sulla diagnosi, non separarla dal contesto affettivo e sociale nel quale vive.
Il ponte con le Asl romane e il valore dei percorsi creativi
La Fondazione Di Liegro opera anche come collegamento fra le aziende sanitarie locali e il tessuto sociale. Il rapporto con realtà come ASL Roma 1, ASL Roma 2 e ASL Roma 3 consente di costruire percorsi capaci di affiancare il lavoro sanitario con attività di inclusione, espressione personale e socialità.
In questo quadro assumono un valore particolare i laboratori e le iniziative dedicate ad arte, musica, fotografia, letteratura, pittura, teatro e scrittura. Non sono attività accessorie. Sono strumenti che aiutano le persone a ritrovare voce, presenza, desiderio di comunicare. La creatività diventa un modo per riaprire una finestra su sé stessi, per scoprire abilità rimaste nascoste, per contrastare la perdita di autostima che spesso accompagna il disagio psichico.
La musicoterapia e le attività artistiche permettono di far emergere energie personali che la malattia può comprimere. Una fotografia, un testo scritto, una prova teatrale, un brano musicale possono diventare passaggi concreti di riconoscimento. Non perché cancellino la sofferenza, ma perché aiutano a restituire valore alla persona, alle sue capacità, al suo modo di stare con gli altri.
Dignità, autonomia e partecipazione: il cuore del lavoro quotidiano
Il lavoro sulla salute mentale, nella visione della Fondazione, non si esaurisce nell’idea di guarigione intesa in senso stretto. Significa ritrovare speranza, riconoscere abilità e limiti, impegnarsi nella vita attiva, recuperare autonomia personale, identità sociale, senso e scopo della propria esistenza.
La parola che attraversa tutto questo percorso è dignità. Dignità vuol dire essere guardati come persone prima ancora che come pazienti. Vuol dire poter partecipare, essere ascoltati, avere occasioni per esprimersi, mantenere legami, sentirsi parte di un contesto vivo. Per questo inclusione e partecipazione diventano strumenti centrali: aiutano a combattere isolamento, ritiro, vergogna, perdita di fiducia.
L’individuo resta al centro, ma mai isolato. La Fondazione lavora sull’incontro, sulla relazione, sulla possibilità di conoscere e farsi conoscere. È in questo spazio che il volontariato assume un ruolo forte: non semplice assistenza, ma presenza che sostiene, incoraggia, accompagna e riconosce.
Il sostegno ai familiari e i gruppi di auto aiuto
Un capitolo essenziale riguarda le famiglie. Quando un disturbo psichico entra nella vita domestica, cambia equilibri, tempi, paure, responsabilità. Spesso i familiari si sentono soli, impreparati, schiacciati dal peso della gestione quotidiana. Anche per loro serve ascolto. Anche per loro serve un luogo nel quale parlare senza sentirsi giudicati.
Nella Fondazione Di Liegro sono nati gruppi di auto aiuto pensati proprio per i familiari. Sono spazi di condivisione nei quali il confronto con chi vive esperienze simili aiuta a riconoscere le proprie fatiche e a trovare nuove risorse. La forza del gruppo sta nella possibilità di rispecchiarsi negli altri, comprendere che il proprio dolore non è un destino privato e che la relazione può diventare una forma concreta di sostegno.
Accanto ai familiari ci sono professionisti come psichiatri e psicologi, chiamati a facilitare la comunicazione e a leggere ciò che emerge durante gli incontri. Il risultato è un lavoro delicato, costruito con competenza e umanità, dove il sapere tecnico incontra l’esperienza diretta di chi ogni giorno convive con la malattia mentale in casa.
A 27 anni dalla nascita, la Fondazione Di Liegro resta un presidio civile e sociale nel Lazio. I suoi numeri raccontano la portata dell’impegno, ma il significato più profondo sta nella scelta di continuare a stare accanto alle persone, alle famiglie, ai volontari, ai servizi territoriali. In un tempo in cui la salute mentale chiede attenzione, ascolto e continuità, quel lavoro quotidiano indica una strada precisa: nessuno può essere definito solo dalla propria fragilità.