Fiumicino e Ciampino, sciopero sicurezza al 75%: Fast-Confsal chiede confronto ad AdR

Sciopero sicurezza a Fiumicino e Ciampino: adesione al 75%. FAST-Confsal chiede ad AdR Security un confronto su turni e carichi di lavoro
Di Simone Fabi
Aereo, aeroporto, pexels, ahmedmuntasir
Aereo, aeroporto, pexels, ahmedmuntasir

Lo sciopero degli addetti ai controlli di sicurezza negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino ha registrato domenica 5 luglio un’adesione intorno al 75% del personale in turno. Una percentuale alta, maturata in uno dei settori più delicati dello scalo: quello dei varchi d’imbarco, dove attenzione, lucidità e organizzazione incidono ogni giorno sulla sicurezza dei passeggeri.

Sciopero negli aeroporti di Roma: perché i controlli sicurezza sono finiti al centro della protesta

La mobilitazione ha riguardato i dipendenti di Aeroporti di Roma Security, impegnati nelle attività di controllo presso gli scali di Fiumicino e Ciampino. Il dato dell’adesione restituisce il peso di un malessere che da tempo attraversa il personale addetto alla sicurezza aeroportuale, chiamato a operare in un contesto ad alta pressione, con turnazioni giudicate sempre più pesanti e carichi di lavoro in crescita.

La protesta non nasce da un episodio isolato. Al centro della vertenza ci sono l’organizzazione dei turni, la sostenibilità dei ritmi e la necessità di mantenere standard elevati in un servizio che non ammette cali di concentrazione. Chi lavora ai varchi deve controllare bagagli, passeggeri, procedure, flussi e possibili anomalie con continuità, spesso in fasce orarie molto affollate e nei momenti di maggiore intensità degli scali romani.

Per FAST-Confsal, la questione non riguarda soltanto il rapporto di lavoro. Riguarda anche la qualità del servizio offerto a chi viaggia. Un addetto sottoposto a condizioni eccessivamente usuranti rischia di affrontare il turno con minore tenuta fisica e mentale. In un aeroporto, questo elemento non può essere trattato come un dettaglio organizzativo: i controlli di sicurezza richiedono attenzione costante, prontezza e capacità di gestione del pubblico anche nelle giornate più complesse.

Fiumicino e Ciampino, il nodo dei turni e dei carichi di lavoro

Fiumicino e Ciampino rappresentano due porte d’accesso fondamentali per Roma e per il Lazio. Il primo è il principale scalo italiano per traffico internazionale, il secondo resta un punto di riferimento per numerosi collegamenti a corto e medio raggio. In entrambi gli aeroporti, il personale della sicurezza lavora dentro una macchina operativa che deve funzionare con precisione: passeggeri in partenza, famiglie, turisti, lavoratori, gruppi organizzati, voli in coincidenza, picchi stagionali e fasce orarie ad alta densità.

In questo quadro, la gestione delle turnazioni diventa decisiva. Quando i turni sono percepiti come troppo gravosi, il disagio si accumula. La sicurezza aeroportuale non è un servizio ordinario: richiede formazione, responsabilità, controllo emotivo e capacità di intervenire con rapidità. Ogni varco è un punto sensibile, ogni controllo è parte di una procedura più ampia, ogni rallentamento può avere effetti su imbarchi, code e puntualità.

La richiesta sindacale punta dunque a riportare la vertenza su un tavolo operativo, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete. FAST-Confsal chiede ad AdR Security l’apertura immediata di un confronto, rivendicando il proprio ruolo di organizzazione maggiormente rappresentativa all’interno della società. Il messaggio politico-sindacale è netto: non si può discutere del futuro del servizio scegliendo interlocutori ritenuti più comodi e lasciando fuori chi oggi raccoglie una parte rilevante del consenso dei lavoratori.

FAST-Confsal chiede ad AdR Security un tavolo immediato

La posizione del sindacato mette in primo piano un tema di rappresentanza. Il confronto con l’azienda, per FAST-Confsal, deve coinvolgere chi ha il peso reale nei luoghi di lavoro e conosce da vicino le criticità vissute dal personale. La richiesta non si limita a una generica apertura al dialogo: punta a un tavolo capace di affrontare turni, carichi, condizioni operative e prospettive organizzative prima che il malcontento produca nuove mobilitazioni.

Nel messaggio sindacale emerge anche il richiamo al principio per cui un’azienda non può limitarsi a individuare gli interlocutori più graditi quando deve affrontare questioni che riguardano una parte ampia del personale. Il riferimento alla pronuncia della Corte Costituzionale dell’ottobre scorso viene usato per rafforzare la richiesta di un confronto fondato sulla rappresentatività effettiva e non su equilibri decisi dall’alto.

L’obiettivo dichiarato è evitare un irrigidimento della vertenza. La forte adesione allo sciopero del 5 luglio viene letta come un segnale da non sottovalutare. In assenza di risposte, FAST-Confsal non esclude ulteriori iniziative, con possibili ripercussioni sul lavoro degli addetti e sulla normale gestione dei flussi aeroportuali. Il punto centrale resta uno: prevenire nuovi disagi intervenendo sulle cause che hanno portato il personale alla protesta.

Sicurezza aeroportuale e passeggeri: perché la vertenza riguarda anche chi vola

La sicurezza negli aeroporti non è visibile soltanto quando si formano code o rallentamenti. È una funzione quotidiana, fatta di procedure rigorose e presenza continua. Per questo la vertenza degli addetti ai controlli non può essere archiviata come un problema interno. Quando un servizio così sensibile segnala tensione, l’interesse pubblico è evidente.

Chi parte da Fiumicino o da Ciampino vede il varco come un passaggio obbligato prima dell’imbarco. Per chi lavora dietro quel varco, invece, ogni turno comporta responsabilità elevate: verifiche, attenzione ai dettagli, gestione dei tempi, rapporto con migliaia di persone e rispetto di protocolli stringenti. Se l’organizzazione del lavoro non regge, il rischio è che la pressione si scarichi su lavoratori e passeggeri.

La mobilitazione del 5 luglio consegna quindi ad AdR Security un dato chiaro: una quota consistente del personale chiede risposte. Ora la partita si sposta sul terreno del confronto. Il sindacato chiede soluzioni e tempi certi, mentre negli scali romani resta aperto il tema di come garantire un servizio sicuro, efficiente e sostenibile per chi opera ogni giorno nei controlli e per chi attraversa gli aeroporti della Capitale.

 
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