Il ritorno in Champions League dopo 7 lunghi anni è complicato per la Roma, che per un tempo interpreta bene la partita poi ha dei momenti di difficoltà.
L’approccio giusto, concedendo qualcosa
Come accaduto in ogni partita di questo inizio di stagione, la Roma inizia la partita con l’idea di controllare la partita, anche in Champions League, anche in un catino infuocato come quello di Istanbul. Il Fenerbahçe sceglie di giocare di rimessa e i giallorossi non si sottraggono approcciando bene il match anche concedendo qualcosina. Dopo i primi minuti la quadra sembra trovata e prima del vantaggio di Cristante arrivano occasioni e alla fine dopo i primi 45 minuti è in vantaggio facendo la partita che voleva.
Inizio ripresa difficile: in Europa è un altro livello
Tuttavia il controllo della partita svanisce all’intervallo. Così come con l’Atalanta, la Roma subisce gol dopo pochissimi minuti del secondo tempo in una situazione di difesa schierata e un’uscita sbagliata. Poco dopo rischia il sorpasso ma rimane in piedi grazie a Svilar e dopo 10/15 minuti di difficoltà prova a riprendere in mano la partita con possesso e palleggio, ma con molta meno efficacia. Crea dei potenziali pericoli con le combinazioni tra gli argentini e Malen, ma sempre abbastanza lontano dalla porta e con meno continuità.
Qui si sente la differenza in campo europeo e un adattamento che non è scontato ma necessario per salire di livello. Poi da calcio piazzato il piccolo colpo di fortuna con il colpo di testa di Aké che per pochi centimetri non si insacca sotto la traversa. Dalla trasferta turca la Roma ha imparato molto, per un pareggio che alla fine potrà risultare prezioso.