L’estrazione dentale è un intervento che, al primo impatto, può spaventare. Come accade spesso quando si parla di salute, partire con in mano le giuste informazioni aiuta ad approcciarsi con serenità alla situazione. Per questo motivo è importante sapere come gestire correttamente il post operatorio.
Estrazione dentale: cosa sapere prima di operarsi
Dopo un intervento di estrazione dentale è normale percepire fastidio o dolore una volta terminato l’effetto dell’anestetico.
Si tratta di una conseguenza fisiologica del coinvolgimento dei tessuti parodontali durante la procedura.
Per affrontare il decorso con maggior consapevolezza, è utile conoscere anche le innovazioni che, negli ultimi anni, hanno contribuito a rendere l’intervento meno traumatico. Ci siamo confrontati sull’argomento con il Dottor Fabio Cozzolino, titolare dello Studio Dentistico Cozzolino e tra i principali divulgatori italiani in ambito odontoiatrico: “Con l’utilizzo delle leve al posto delle pinze (EWF) si riesce ad eseguire un’estrazione in modo sicuro ed in tempi rapidi. Le leve applicando la forza in un solo punto, spingono il dente nella direzione di minore resistenza riducendo i rischi di frattura radicolare e i tempi dell’estrazione, che spesso dura pochi secondi. La pinza invece costringe l’elemento ad andare nella direzione imposta aumentando così i rischi di frattura della radice“.
Parlando di operazioni come l’estrazione dente del giudizio, che spesso causano preoccupazione al pensiero dell’importante coinvolgimento dei tessuti, l’esperto sottolinea come oggi l’odontoiatra disponga di strumenti che rendono l’atto chirurgico più rapido e meglio tollerato dal paziente.
Le regole da seguire
Dopo l’intervento bisogna assumere solo i farmaci prescritti dallo specialista. A seconda del quadro clinico del paziente, l’odontoiatra può consigliare antibiotici, antidolorifici o entrambi.
Il fai da te è da bandire. Indispensabile è confrontarsi con lo specialista anche in merito all’utilizzo del collutorio migliore. Il gold standard durante il percorso di guarigione dopo un’estrazione dentale è quello a base di clorexidina 0,2%.
Pure in questo caso è opportuno seguire con precisione le indicazioni del medico, che prevedono quasi sempre di introdurlo 24 ore dopo la procedura e di continuare per una settimana.
Il corretto utilizzo del ghiaccio, alleato naturale contro il dolore, è un altro tema a cui fare attenzione. Per apprezzarne davvero l’effetto non bisogna applicarlo direttamente sulla ferita ma sulla guancia, sempre avvolto in un panno per prevenire le ustioni da freddo.
Cosa mangiare dopo un’estrazione dentale?
Dopo un’estrazione dentale è consigliabile seguire una dieta semiliquida e consumare alimenti a temperatura fredda.
Molti pazienti sono erroneamente convinti che sia utile digiunare per evitare di sollecitare l’area trattata.
Si può mangiare senza problemi, a patto di scegliere con attenzione gli alimenti. Tra i cibi consigliati più spesso troviamo lo yogurt senza zuccheri aggiunti, i formaggi molli come lo stracchino, i frullati e i centrifugati di frutta.
I cibi caldi vanno evitati perché aumentano il rischio di rottura dei coaguli e di sanguinamento.
Come gestire l’attività fisica
Nelle 48-72 ore successive a un intervento di estrazione dentale è bene astenersi dall’attività sportiva intensa e non fare sforzi fisici importanti. Seguire questa precauzione aiuta a ridurre il rischio di sanguinamento e di peggioramento del gonfiore e dell’infiammazione.