Enrica Bonaccorti è morta a Roma, ultimo saluto sabato in piazza del Popolo

Enrica Bonaccorti è morta a Roma a 76 anni. Camera ardente in clinica, funerali sabato 14 marzo alla Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo
Di Alessandra Monti
Enrica Bonaccorti
Enrica Bonaccorti

Roma oggi si è fermata per una notizia che sa di televisione, ricordi e vita quotidiana. Enrica Bonaccorti è morta nella clinica Ars Medica, nella zona di Ponte Milvio, il quartiere in cui viveva. Aveva 76 anni e da mesi parlava della sua battaglia contro un tumore al pancreas. Sabato 14 marzo la città le renderà omaggio nella Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo, dove da sempre Roma accompagna i suoi volti più amati.

Ponte Milvio, la clinica e quel legame con la Roma vissuta ogni giorno

C’è un dettaglio che rende questa notizia ancora più romana: Bonaccorti si è spenta in un luogo vicino alla sua quotidianità, nel quadrante di Ponte Milvio, non in una città lontana o in un buen retiro appartato. È come se l’ultimo tratto della sua storia fosse rimasto dentro lo scenario che negli anni aveva scelto come casa. La camera ardente, secondo quanto comunicato oggi, sarà allestita proprio nella clinica in cui è morta e accompagnerà familiari e amici fino a sabato a mezzogiorno, prima del funerale delle 15 in piazza del Popolo. Per chi vuole ricordarla, il percorso dell’addio è già chiaro, quasi disegnato su una mappa di Roma Nord e del centro storico.

Il volto familiare della tv che entrava nelle case senza alzare i toni

Per tanti romani, e non solo, Enrica Bonaccorti non era semplicemente una conduttrice. Era uno di quei volti che ti facevano compagnia senza invaderti. In anni in cui la televisione generalista costruiva davvero abitudini, orari e frasi di casa, lei riusciva a stare al centro dello schermo con una naturalezza che sembrava semplice ma semplice non era affatto. “Italia sera”, “Pronto, chi gioca?”, poi “Non è la Rai”: programmi diversi, pubblici diversi, fasce diverse. Eppure lei restava riconoscibile sempre, con quella cadenza misurata, l’ironia netta, la capacità di non recitare una parte.

Dalla Rai alla radio, una carriera più ricca del solo piccolo schermo

Il punto è che Bonaccorti non apparteneva soltanto alla nostalgia televisiva. Dietro il personaggio popolare c’era un percorso lungo, articolato, fatto anche di scrittura, radio e teatro. Per Domenico Modugno aveva scritto “La lontananza”, elemento che ricorda quanto fosse forte il suo rapporto con la parola prima ancora che con l’immagine. Negli anni successivi ha continuato a lavorare in radio, a scrivere per giornali e a tornare in tv con apparizioni che non sapevano di rimessa in scena. Chi la seguiva avvertiva una coerenza rara: non cercava di rincorrere il tempo, cercava semmai di attraversarlo restando sé stessa.

Il racconto della malattia e quel coraggio senza enfasi

Negli ultimi mesi il suo volto appariva più fragile, ma il modo di raccontarsi era rimasto lo stesso. Aveva parlato del tumore al pancreas senza costruire attorno alla malattia un racconto melodrammatico. Aveva detto di sentirsi sostenuta dall’affetto ricevuto e aveva mostrato una sincerità che in tv non è così frequente. Anche per questo la sua morte ha prodotto una reazione immediata sui media e sui social, con messaggi di cordoglio da parte di colleghi, amici e personaggi del mondo dello spettacolo. Non era soltanto l’omaggio a una celebrità. Era il saluto a una presenza percepita come autentica.

L’ultimo saluto di Roma e una memoria che resta viva

Sabato, nella basilica di Santa Maria in Montesanto, arriveranno persone molto diverse: addetti ai lavori, amici, volti dello spettacolo, telespettatori che forse non l’hanno mai incontrata ma l’hanno sentita vicina per anni. È questo il tratto più interessante della sua parabola: aver occupato uno spazio popolare senza diventare una figura distante. Roma la saluterà in un luogo simbolico, la Chiesa degli Artisti, come si fa con chi ha lasciato una traccia nel racconto pubblico del Paese. E forse il modo migliore per ricordarla è proprio questo: non soltanto come una protagonista del passato, ma come una professionista che ha dato tono, misura e intelligenza a una televisione che parlava davvero alle persone.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista