Ogni tanto giova ribadire che l’attuale crisi dell’energia è causata in larga parte dalla Ue. La quale però persevera a spacciare omeopaticamente per cura quella che in realtà è la malattia – la genuflessione ai dogmi del peggior ambientalismo affermazionista. E conseguentemente sa solo propinare mele avvelenate (verdi, ça va sans dire), come la bozza di Regolamento della Commissione Europea sulle bollette recentemente visionata dall’ANSA.

Il piano di Bruxelles contro il caro energia
Tale strategia, parte del piano Accelerate Eu, prevede anzitutto che i Paesi membri alleggeriscano le tariffe tassando l’elettricità «in modo più favorevole del gas naturale». Ma anche, come riporta Rai News, riformando gli oneri di rete, che coprono i costi di trasporto, distribuzione e gestione dei rilevatori. Nonché, aggiunge Sky TG24, incentivando l’uso di “contatori intelligenti”, capaci di staccare la corrente quando si consuma troppo nelle fasce orarie di punta (si ipotizza 8:00-19:00).

Quest’ultima misura in particolare sa molto di lockdown energetico, uno degli ultimi feticci dell’attuale Unione Euro-sovietica. La cui impostazione, in generale, è chiaramente orientata a sostenere ancora la perniciosissima transizione ecologica, cosa che però potrebbe generare un’interessante eterogenesi dei fini. Potrebbe infatti favorire il nucleare come strumento complementare alle rinnovabili (che, ricordiamo, non possono essere stoccate), per scongiurare rischi di blackout come quello iberico dell’aprile 2025.

L’euro-mela avvelenata
Nel frattempo, come riferisce La Stampa, Palazzo Berlaymont ha risposto positivamente alla richiesta italiana di derogare al Patto di Stabilità per combattere il caro energia. Tuttavia, parafrasando Virgilio, timeo Europaeos et dona ferentes, e infatti Bruxelles ha limitato questa maggiore flessibilità allo 0,3% del Pil e agli investimenti improntati all’eco-catastrofismo. E pure qui nessuna sorpresa, visto che è la stessa ratio dei miliardi del Next Generation Eu elargiti con l’obbligo di destinarne un terzo alle follie green.

Semmai tutto ciò è sconcertante, e non solo perché, come RomaIT ha più volte spiegato, le politiche climatiche sono inutili se va bene, dannose se va male. Ma anche perché, scrive Il Sole 24 Ore, il Belpaese è l’unico tra i Ventisette ad aver mantenuto la spesa primaria sotto il tetto fissato dagli euro-burocrati. Laddove, per dire, la Francia e la Germania hanno sforato, rispettivamente, di 36,5 e 68,3 miliardi di euro.

Questo, naturalmente, certifica altresì che siamo l’unico Stato così ingenuo (per usare un eufemismo) da rispettare i limiti comunitari mentre gli altri si fanno gli affari propri. Se solo avessimo un Governo sovranista ed euro-ostile capace di mettere in riga i mandarini del Vecchio Continente…



