Sviluppato dalla statunitense Gilead Sciences

Ebola, in Africa si testa un possibile farmaco contro il virus

Il trial clinico valuterà l’efficacia della profilassi post-esposizione con obeldesivir contro la variante Bundibugyo: l’OMS l’ha lanciato in Repubblica Democratica del Congo e Uganda
Di Mirko Ciminiello
Operatori sanitari si preparano a un intervento sul campo contro l’ebola in Repubblica Democratica del Congo
Operatori sanitari si preparano a un intervento sul campo contro l’ebola in Repubblica Democratica del Congo (© Vincent Tremeau - World Bank / Flickr)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità preme sull’acceleratore contro l’epidemia di ebola scoppiata in Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Ha infatti lanciato il primo trial clinico su un possibile nuovo farmaco, chiamato obeldesivir e sviluppato dalla statunitense Gilead Sciences. Di cui s’intende valutare l’efficacia nel contrasto alla locale variante Bundibugyo, in regime di profilassi post-esposizione (PEP).

Operatori sanitari si preparano a un intervento sul campo contro l’ebola in Repubblica Democratica del Congo
Operatori sanitari si preparano a un intervento sul campo contro l’ebola in Repubblica Democratica del Congo (© Vincent Tremeau – World Bank / Flickr)

Ad annunciarlo è stato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale della stessa World Health Organization, presentando EBO-PEP. Il protocollo sperimentale che, come riporta la Reuters, punta a reclutare un migliaio di volontari che hanno avuto recenti contatti ad alto rischio senza sviluppare sintomi. E che, aggiunge Medical Xpress, saranno monitorati quotidianamente per tre settimane, con un follow-up finale dopo 42 giorni.

Primi test su un possibile farmaco contro l’ebola

I test sono stati avviati nell’Ituri, la provincia situata nel nord-est della RDC da cui, scrive France 24, proviene oltre il 90% delle infezioni rilevate. Sono coordinati dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Biomedica di Kinshasa e dall’ANRS Maladies infectieuses émergentes, col sostegno delle organizzazioni umanitarie ALIMA e Medici Senza Frontiere.

Cartellone con i numeri da contattare contro i casi sospetti di ebola in Repubblica Democratica del Congo
Cartellone con i numeri da contattare contro i casi sospetti di ebola in Repubblica Democratica del Congo (© Vincent Tremeau – World Bank / Flickr)

Il progetto è finanziato, tra l’altro, dall’Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa CDC, l’agenzia di salute pubblica dell’Unione Africana). Il cui D.G., il medico congolese Jean Kaseya, ha spiegato al Corsera che l’ebola, paradossalmente, potrebbe trasformarsi in un’opportunità. L’emergenza, infatti, può stimolare maggiori investimenti nella ricerca, nella costruzione di sistemi sanitari più forti, nella produzione locale di medicinali e vaccini.

Jean Kaseya
Jean Kaseya (© Vlad Vanderkelen – Belgian Presidency of the Council of the European Union / Wikimedia Commons)

Questi sviluppi permetterebbero al Continente Nero di non dover più dipendere da aiuti internazionali, conseguendo così una quantomai propizia «sovranità sanitaria». D’altronde, come il numero uno dell’OMS ha perspicacemente intuito, «ogni svolta comincia con la speranza».

 
CATEGORIA

Salute e Benessere

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista