Emma Bonino è morta a 78 anni. La storica esponente radicale, protagonista per oltre mezzo secolo della politica italiana ed europea, era stata ricoverata nei giorni scorsi a Roma dopo una grave crisi respiratoria. Soltanto ieri aveva lasciato la terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito per essere trasferita in una struttura privata, mentre il quadro clinico continuava a essere definito delicato. Con la sua morte scompare una delle figure politiche italiane più conosciute anche fuori dai confini nazionali, legata alle battaglie radicali di Marco Pannella, ai diritti civili, all’Europa e a numerose campagne internazionali.
Il ricovero a Roma dopo la crisi respiratoria
Bonino era stata soccorsa nella sua abitazione romana e trasportata in codice rosso al Santo Spirito per il peggioramento dei problemi respiratori. I medici avevano disposto il ricovero in terapia intensiva per controllare i parametri cardiocircolatori e respiratori. Nei giorni successivi le condizioni erano rimaste stabili ma delicate.
Giovedì 10 settembre era arrivata la decisione del trasferimento in una struttura privata, concordata dopo un consulto fra il medico curante Claudio Santini e gli specialisti del Santo Spirito. La famiglia aveva chiesto il massimo riserbo sul luogo scelto per proseguire l’assistenza.
Bonino aveva già affrontato negli anni precedenti seri problemi di salute. Nel 2015 aveva reso pubblico di avere un microcitoma polmonare, sottoponendosi alle cure senza abbandonare l’attività politica. Nel 2023 aveva annunciato la guarigione dopo otto anni.
Emma Bonino, dalla militanza radicale al ministero degli Esteri
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino entrò nel Partito Radicale negli anni Settanta e venne eletta per la prima volta alla Camera nel 1976, a 28 anni. Da quel momento la sua biografia politica si è intrecciata con alcune delle principali battaglie civili italiane e con la storia del radicalismo guidato da Marco Pannella.
Fu più volte deputata, senatrice e parlamentare europea. Dal 2008 al 2013 ricoprì l’incarico di vicepresidente del Senato. Nel secondo governo Prodi fu ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee, mentre dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014 fu ministra degli Affari esteri nel governo presieduto da Enrico Letta.
Una parte importante della sua attività si svolse nelle istituzioni europee. Fu eletta al Parlamento europeo già nel 1979 e negli anni Novanta entrò nella Commissione europea, occupandosi, fra l’altro, di aiuti umanitari, politica dei consumatori e pesca. Il suo impegno internazionale la portò inoltre a sostenere l’istituzione della Corte penale internazionale, la moratoria mondiale sulla pena di morte e le campagne contro le mutilazioni genitali femminili.
Le battaglie sui diritti civili e il lungo sodalizio con Marco Pannella
Il nome di Emma Bonino rimane soprattutto associato alla storia dei Radicali italiani. Aborto, divorzio, referendum, disobbedienza civile, diritti delle donne, condizioni dei detenuti, pena di morte, libertà individuali ed eutanasia hanno segnato decenni della sua attività pubblica.
Con Marco Pannella condivise un lunghissimo percorso politico, pur con fasi di distanza e divergenze. Bonino apparteneva a una generazione politica che portò questioni fino ad allora considerate marginali o impronunciabili direttamente dentro il Parlamento e nel confronto pubblico italiano.
Il suo europeismo fu altrettanto netto. Bonino ha continuato sino agli ultimi anni a sostenere la necessità di una maggiore integrazione politica europea, tornando più volte sull’idea degli Stati Uniti d’Europa. Dal 2024 al 2025 aveva ricoperto anche la presidenza di +Europa.
Roma, la città nella quale aveva scelto di vivere
Roma ha accompagnato una parte enorme della vita pubblica e privata di Emma Bonino. Qui si trovavano le istituzioni nelle quali ha lavorato, la sede storica dell’universo radicale di via di Torre Argentina e la casa nella quale viveva da molti anni.
Ed è a Roma che, negli ultimi giorni, si era concentrata l’attenzione sulle sue condizioni di salute, dal soccorso nella sua abitazione al ricovero al Santo Spirito.
La sua scomparsa chiude una stagione lunghissima della politica radicale italiana. Il giudizio sulle singole battaglie che Bonino ha condotto ha diviso e continuerà a dividere opinione pubblica e politica. Più difficile è discutere il peso avuto da Emma Bonino nella vita istituzionale italiana ed europea: oltre cinquant’anni di presenza politica, parlamentare e internazionale ne hanno fatto una delle personalità italiane più riconoscibili della sua generazione.