Martedì 28 luglio un volo charter organizzato dall’Italia è partito alla volta di Lagos con 32 cittadini nigeriani espulsi da quattro Paesi dell’Unione europea. Diciotto provenivano dall’Italia, mentre gli altri erano stati accompagnati da Cipro, Irlanda e Polonia nell’ambito di un’operazione coordinata con Frontex.
Il volo per Lagos partito da Trieste e completato a Fiumicino
La prima fase dell’operazione si è svolta all’aeroporto di Trieste, dove sono stati imbarcati nove cittadini nigeriani trattenuti nel Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Il charter ha poi raggiunto Roma-Fiumicino, scalo scelto per completare l’imbarco dei restanti 23 passeggeri destinatari dei provvedimenti di espulsione.
A Fiumicino sono saliti a bordo gli stranieri provenienti dai CPR di Bari, Brindisi, Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, e Roma. Nello stesso aeroporto sono confluiti anche i gruppi accompagnati dagli altri Paesi partecipanti: sette persone espulse da Cipro, sei dall’Irlanda e una dalla Polonia. La composizione finale del volo ha quindi riunito 18 rimpatri disposti dall’Italia e 14 eseguiti dagli altri Stati membri.
Ogni passeggero è stato affidato a personale specializzato incaricato della scorta. Questo tipo di trasferimento richiede una pianificazione precisa, perché deve coordinare strutture di trattenimento collocate in regioni diverse, spostamenti verso gli aeroporti, verifiche documentali, misure di sicurezza e tempi di consegna alle autorità del Paese di destinazione.
Chi erano i 32 cittadini nigeriani espulsi
I cittadini rimpatriati risultavano gravati da pregiudizi di polizia e precedenti penali legati agli stupefacenti e ai reati contro il patrimonio. Il ricorso al charter con scorta consente di riunire in un’unica operazione persone già destinatarie di provvedimenti di allontanamento, riducendo la frammentazione dei trasferimenti e concentrando le procedure in una missione condivisa.
La partenza da Trieste e il successivo scalo nella Capitale mostrano il ruolo assunto dai grandi aeroporti nel sistema dei rimpatri. Gradisca d’Isonzo ha fornito il primo gruppo di nove persone, mentre Fiumicino ha funzionato come punto di raccolta per i CPR del Centro-Sud e per i contingenti europei. Il risultato è stato un collegamento diretto verso Lagos, con una regia italiana e la partecipazione operativa di altri tre Paesi UE.
Identificazione consolare e documenti per il rientro in Nigeria
Una fase determinante riguarda l’accertamento dell’identità e della cittadinanza. La collaborazione con l’Ambasciata della Nigeria a Roma permette di svolgere interviste consolari nelle carceri e nei centri di trattenimento, così da verificare le generalità delle persone sottoposte a espulsione e predisporre la documentazione necessaria al viaggio.
Senza il riconoscimento del cittadino da parte del Paese di origine, l’esecuzione del rimpatrio può subire rallentamenti. Le interviste effettuate direttamente nelle strutture riducono i passaggi logistici e consentono di avviare le pratiche prima della data fissata per il charter. La cooperazione diplomatica incide quindi sulla possibilità di trasformare il provvedimento amministrativo o giudiziario in un allontanamento effettivo.
Cinque charter nel 2026 e 182 rimpatri verso la Nigeria
Con il volo del 28 luglio salgono a cinque le operazioni charter organizzate dall’Italia verso la Nigeria dall’inizio del 2026. I cittadini nigeriani rimpatriati nel corso di queste missioni sono complessivamente 182. Il confronto con il 2025 evidenzia un’attività più intensa: lo scorso anno furono realizzati sei voli, con 153 persone allontanate.
Alla fine di luglio 2026 è già stato superato di 29 unità il totale dei rimpatri effettuati durante l’intero anno precedente, pur con un’operazione in meno. Il dato indica charter mediamente più capienti e una maggiore capacità di aggregare nello stesso viaggio espulsioni disposte da più territori e da diversi Stati europei.
Il modello adottato punta sulla condivisione dei costi, delle scorte e delle procedure. L’Italia mantiene la responsabilità organizzativa del volo, mentre gli altri Paesi trasferiscono i propri cittadini espulsi nell’aeroporto concordato. Frontex svolge la funzione di coordinamento nella cornice europea, rendendo possibile una missione comune verso la stessa destinazione.
Il ruolo dei CPR nella macchina dei rimpatri
I CPR coinvolti nell’operazione coprono un’area geografica ampia: Gradisca d’Isonzo al Nord-Est, Bari e Brindisi in Puglia, Palazzo San Gervasio in Basilicata e Roma nel Lazio. Sono strutture destinate al trattenimento degli stranieri che devono essere rimpatriati e che non possono essere immediatamente accompagnati alla frontiera.
La riuscita del volo dipende dalla sincronizzazione di ogni passaggio: disponibilità dei posti, identificazione consolare, documenti di viaggio, trasferimento protetto, presenza degli accompagnatori e autorizzazioni aeroportuali. Il charter per Lagos ha riunito tutti questi elementi in una sola giornata, portando a esecuzione 32 provvedimenti e aggiornando il bilancio annuale delle operazioni italiane verso la Nigeria.