Como, bambina di 10 anni si tuffa nel lago e non riemerge: continuano le ricerche

Secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco, la bambina si trovava insieme ai genitori nell'area verde che costeggia il lungolago quando ha deciso di entrare in acqua
Di Fabio Vergovich
vigili del fuoco sommozzatori
Vigili del Fuoco, squadra Sommozzatori

Una giornata trascorsa al parco con la famiglia si è trasformata in un’emergenza nel centro di Como. Una bambina di 10 anni risulta dispersa dopo essersi tuffata nel lago nei pressi del Tempio Voltiano senza più tornare in superficie. L’allarme è stato lanciato immediatamente e ha dato il via a un’imponente operazione di ricerca che coinvolge numerosi operatori specializzati, impegnati in acqua con l’obiettivo di individuare la piccola nel minor tempo possibile.

Soccorsi mobilitati sul lago di Como dopo la scomparsa della bambina

Secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco, la bambina si trovava insieme ai genitori nell’area verde che costeggia il lungolago quando ha deciso di entrare in acqua. Dopo il tuffo non è più stata vista riemergere, facendo scattare la richiesta di intervento ai servizi di emergenza.

Le ricerche si concentrano nello specchio d’acqua antistante il Tempio Voltiano, uno dei punti più conosciuti del lungolago cittadino. In superficie operano un’imbarcazione dei vigili del fuoco e una della Guardia di Finanza, impegnate nel coordinamento delle verifiche e nell’assistenza ai sommozzatori.

Per rafforzare il dispositivo sono arrivati anche gli specialisti del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco provenienti da Torino. Il loro impiego permette di ampliare le attività sott’acqua, dove le operazioni richiedono particolare attenzione a causa delle caratteristiche del fondale e della visibilità ridotta.

L’area del Tempio Voltiano è soggetta al divieto di balneazione

Il luogo nel quale è avvenuto l’episodio è interessato da un divieto di balneazione. Si tratta di una prescrizione introdotta per motivi di sicurezza, legata alle condizioni del lago in quel tratto del lungolago e alla presenza di fattori che possono aumentare il rischio per chi entra in acqua.

Il lago di Como richiama ogni anno migliaia di persone, soprattutto durante la stagione estiva, quando le temperature elevate spingono residenti e visitatori ad avvicinarsi alle rive. Non tutti i punti, però, sono idonei alla balneazione. La profondità che aumenta rapidamente, la temperatura dell’acqua e le correnti presenti in alcuni tratti possono creare situazioni di pericolo anche a breve distanza dalla riva.

Per questo motivo il rispetto della segnaletica rappresenta un elemento fondamentale nella prevenzione degli incidenti. Le limitazioni presenti lungo il lago non costituiscono una semplice indicazione, ma rispondono a precise esigenze di tutela della sicurezza pubblica.

Le operazioni proseguono senza interruzioni

Secondo quanto comunicato dai vigili del fuoco, le squadre continueranno a operare fino a quando le condizioni di luce permetteranno ai sommozzatori di lavorare in sicurezza. Parallelamente viene valutata l’organizzazione delle attività per le ore successive, così da garantire la maggiore continuità possibile alle ricerche.

Le immersioni vengono effettuate seguendo procedure rigorose, con continui collegamenti fra il personale in acqua e quello presente sulle imbarcazioni. Ogni settore individuato viene ispezionato con estrema precisione per escludere progressivamente le diverse aree interessate dall’intervento.

L’intera zona del lungolago è rimasta presidiata per consentire ai mezzi di emergenza di operare senza ostacoli, mentre l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione delle ricerche. Con il trascorrere delle ore cresce l’attesa per eventuali sviluppi, mentre tutte le risorse disponibili continuano a essere impiegate nella speranza di individuare la bambina dispersa.

 
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