Contrordine, compagni green!

Clima, l’apocalisse può attendere: parola (a denti stretti) dell’Onu

L’IPCC ritira gli scenari più catastrofisti, ammettendo che non erano verosimili: mentre l’OMS, non si sa a che titolo, vorrebbe rendere il climate change emergenza sanitaria globale
Di Mirko Ciminiello
Ambiente, ambientalisti e clima, Fake news dell’ambientalismo
Fake news dell’ambientalismo (immagine dalla pagina Facebook “Collectif des climato-réalistes”)

Ogni tanto anche il clima viene al pettine di una narrazione in voga ormai da troppo tempo. E talvolta capita pure che a rompere l’allarmismo nel paniere sia la più importante (ancorché declinante) istituzione del pianeta, l’Onu. Per quanto, nel caso specifico, ai manutengoli dell’ambientalismo affermazionista globale abbia portato un insperato quanto improvvido soccorso un diverso ente internazionale.

Ambiente, ambientalisti e clima, Fake news dell’ambientalismo
Fake news dell’ambientalismo (immagine dalla pagina Facebook “Collectif des climato-réalistes”)

Clima, l’apocalisse può attendere

Si tratta dell’OMS, e in modo particolare, come riporta l’ANSA, del suo Ufficio regionale per l’Europa. Il quale, non si sa a quale titolo, ha raccomandato di dichiarare il climate change una «emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale».

Logo dell’OMS, medicina
Logo dell’OMS (immagine dalla pagina Facebook dell’Organizzazione Mondiale della Sanità)

Tempismo perfetto perché, solo pochi giorni prima, il Presidente statunitense Donald Trump trutthava gongolante una notizia che altrimenti sarebbe passata sotto l’assordante silenzio dei media mainstream. «Il principale Comitato sul clima delle Nazioni Unite ha appena ammesso che le sue stesse proiezioni (RCP8.5) erano SBAGLIATE! SBAGLIATE! SBAGLIATE!». E, visto che su di esse si basano tutte le attuali, folli politiche a tinte verdi, va da sé che si tratta di una retromarcia particolarmente significativa.

Più precisamente, come spiega l’American Enterprise Institute, la decisione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change risale a qualche settimana fa, però non era stata “pubblicizzata”. Inoltre, essa riguarda i tre scenari più estremi (oltre a RCP8.5, anche SSP5-8.5 e SSP3-7.0, dove le sigle stanno per Representative Concentration Pathways e Shared Socioeconomic Pathways). I quali, aggiunge il New York Post, sono stati ritirati dopo che proprio l’IPCC ha stabilito che non erano verosimili.

Logo dell’IPCC. Clima
Logo dell’IPCC (immagine dal profilo Facebook dell’Intergovernmental Panel on Climate Change)

Insomma, dopo aver tanto gridato “Al lupo! Al lupo!”, viene fuori che l’apocalisse può attendere. Un po’ come quando la cassandra svedese dell’eco-catastrofismo aveva aggiornato l’orologio della fine del mondo per mancata estinzione di massa nei termini prescritti. Contrordine, compagni green!, avrebbe probabilmente esclamato il grande Giovannino Guareschi.

 
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Scienze

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