ClicBus riparte da Massimina: Atac e BIS rilanciano il bus a chiamata nelle periferie di Roma

Partito il nuovo servizio gestito da Bus International Service con mezzi ibridi e accessibili. Entro giugno l’estensione in altri sette quadranti periferici della Capitale
Di Redazione
ClicBus

È ripartito ufficialmente il servizio ClicBus nelle periferie occidentali della Capitale. Dal 6 maggio il trasporto pubblico a chiamata di Atac è tornato operativo nelle zone di Massimina, Casal Lumbroso, Monachina e Villa Troili con una nuova gestione affidata a Bus International Service (BIS), società che si è aggiudicata tutti i lotti della gara bandita dalla municipalizzata romana per il servizio sperimentale destinato ai quartieri meno serviti dal trasporto pubblico tradizionale.

ClicBus a Roma è di nuovo in moto

Il nuovo debutto segna una fase di consolidamento del progetto nato nel 2024 come sperimentazione nella periferia ovest della città. Dopo oltre un anno di attività gestita da Autoservizi Riccitelli, Atac ha deciso di trasformare il servizio in una componente strutturale della rete urbana, puntando su una progressiva estensione in altri quadranti periferici della città.

Secondo quanto comunicato da Atac attraverso la nuova pagina informativa dedicata al servizio, entro il mese di giugno il ClicBus verrà attivato anche nelle aree di Trigoria, Castello della Cecchignola-Fonte Meravigliosa, Falcognana-Paglian Casale-Santa Palomba, Cerquette, Cinquina-Casal Monastero, San Vittorino-Corcolle e Valle Borghesiana. Una rete che punta a coprire territori caratterizzati da una bassa densità abitativa e da collegamenti spesso poco frequenti o scarsamente competitivi rispetto all’auto privata.

ClicBus: mezzi nuovi ibridi e inclusivi

Il passaggio di gestione a BIS rappresenta anche un cambio sul fronte dei mezzi impiegati. I nuovi veicoli introdotti dal 6 maggio sono infatti minibus ibridi completamente accessibili alle persone con mobilità ridotta. Una scelta che si inserisce nel percorso di rinnovo della flotta periferica e che punta a migliorare sia l’impatto ambientale sia l’accessibilità del servizio.

Il funzionamento del ClicBus resta basato sul modello del trasporto “on demand”. A differenza delle linee tradizionali, il servizio non segue un percorso fisso né orari prestabiliti: gli utenti possono prenotare il viaggio tramite app oppure attraverso il call center dedicato, indicando punto di partenza e destinazione. Il sistema elabora quindi il tragitto ottimale in base alle richieste ricevute, consentendo spostamenti diretti senza cambi intermedi.

Le nuove app per informarsi su ClicBus

Atac ha contestualmente lanciato anche una nuova piattaforma digitale e una nuova applicazione ufficiale “ClicBus Atac”, disponibile per smartphone Android, iPhone e tramite web app. Le prenotazioni possono essere effettuate ogni giorno dalle 5 alle 23:30, mentre il servizio opera dalle 5:30 fino a mezzanotte. Resta inoltre disponibile il numero telefonico 06 46954444, attivo nei giorni feriali dalle 9 alle 19.
La partenza del servizio negli altri quadranti cittadini, inizialmente prevista per la primavera, è però slittata all’estate.

Una decisione che, secondo quanto emerso nelle comunicazioni legate al progetto, sarebbe legata alla necessità di accompagnare gradualmente gli utenti verso il nuovo modello di mobilità, introducendo modifiche e adattamenti operativi durante la fase di avvio.

L’estensione del ClicBus comporterà inoltre una revisione di alcune linee bus tradizionali oggi presenti nelle aree interessate. Alcuni collegamenti potrebbero essere soppressi o modificati per concentrare risorse sulla rete portante e sul nuovo servizio a chiamata. Una scelta che punta a razionalizzare il trasporto nelle periferie, ma che potrebbe aprire anche un confronto con i residenti sulle modalità di sostituzione delle linee tradizionali.

Il progetto rappresenta uno dei principali tentativi di Roma di sperimentare forme di trasporto flessibile già diffuse in altre grandi città europee. Nelle aree periferiche caratterizzate da domanda debole e dispersione urbanistica, il modello a chiamata viene considerato da Atac una possibile alternativa ai bus tradizionali a bassa frequentazione, spesso penalizzati da costi elevati e tempi di percorrenza poco competitivi.

Resta ora da capire se il servizio riuscirà a consolidarsi anche nelle nuove aree previste entro l’estate. La risposta degli utenti di Massimina, dove la sperimentazione aveva registrato risultati considerati positivi dall’amministrazione, sarà uno degli indicatori principali per valutare il futuro del progetto.

Andrea Castano – Odissea Quotidiana

 
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