Cimiteri di Roma, salme nelle cassette ossario prima della completa mineralizzazione: 7 dipendenti Ama licenziati

I controlli condotti da Ama nei cimiteri Flaminio e Maccarese, hanno prodotto conseguenze durissime sul piano disciplinare
Di Alessandra Monti
Cimitero Flaminio, Chiesa di S. Michele Arcangelo
Cimitero Flaminio, Chiesa di S. Michele Arcangelo

Un’operazione sulla salma effettuata quando il corpo non aveva ancora completato il processo di mineralizzazione, con il trasferimento dei resti in una cassetta ossario. È uno degli elementi emersi dai controlli condotti da Ama nei cimiteri Flaminio e Maccarese, controlli che hanno prodotto conseguenze durissime sul piano disciplinare.

L’azienda ha infatti disposto sette licenziamenti e quattro sospensioni dal servizio nei confronti di dipendenti appartenenti ad alcune squadre di operatori cimiteriali.

E ora la documentazione raccolta durante gli accertamenti finirà anche davanti alla magistratura.

Le irregolarità riscontrate nei cimiteri Flaminio e Maccarese

Secondo quanto reso noto da Ama, le verifiche interne avrebbero evidenziato in alcuni casi la riduzione di salme in cassette ossario prima che fosse completamente terminata la mineralizzazione.

Si tratta di un passaggio tutt’altro che formale.

Con il trascorrere del tempo, il corpo sepolto attraversa un processo di decomposizione che porta progressivamente alla scomparsa dei tessuti. Solo quando tale processo è completato possono essere raccolti i resti ossei e collocati nella cassetta destinata all’ossario.

Qualora, invece, la salma non risulti ancora mineralizzata, la procedura da seguire è differente e comporta specifiche operazioni cimiteriali.

Lo spazio liberato e il risparmio per le famiglie

La riduzione dei resti non ha soltanto una conseguenza materiale. Trasferire le ossa in una piccola cassetta consente infatti di liberare lo spazio precedentemente occupato dalla sepoltura.

Per la famiglia può significare anche evitare il costo del mantenimento della sistemazione originaria.

È proprio questo uno degli aspetti che rende particolarmente importante il rigoroso rispetto delle procedure: il momento in cui la riduzione può essere effettuata non può dipendere da valutazioni discrezionali degli operatori.

Ama ha quindi avviato procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori coinvolti, arrivando a conclusioni differenti sulla base delle responsabilità attribuite a ciascuno.

Licenziati sette lavoratori, quattro sospesi

Per sette dipendenti la decisione è stata quella più severa: licenziamento.

Altri quattro lavoratori sono stati invece sospesi dal servizio.

La vicenda investe un ambito nel quale il rispetto delle regole assume un valore particolarmente sensibile. Le operazioni cimiteriali riguardano direttamente i defunti e le loro famiglie e richiedono procedure precise, tracciabili e rispettose delle condizioni previste.

Gli atti finiscono alla magistratura

La fase interna ad Ama non rappresenterà però la conclusione degli accertamenti.

L’azienda ha comunicato la propria intenzione di trasmettere gli atti all’Autorità giudiziaria e al sindaco, secondo quanto previsto dal Regolamento di Polizia Mortuaria.

Saranno quindi gli organismi competenti a stabilire se, oltre alle violazioni disciplinari già contestate ai dipendenti, possano emergere ulteriori responsabilità.

Per Ama il primo passaggio è già stato compiuto con undici provvedimenti complessivi. Per quanto accaduto nei cimiteri Flaminio e Maccarese, però, la vicenda potrebbe essere soltanto all’inizio.

 
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