L’Unione europea si sta preparando a scrivere ulteriori pagine oscure della sua storia: attaccando frontalmente le libertà personali di centinaia di milioni di cittadini, nei prossimi mesi il Consiglio europeo si esprimerà sul Chat Control, meccanismo di sorveglianza di massa che permette alle autorità sovranazionali di scansionare in maniera permanente i messaggi, le foto e i file di tutti i cittadini spiando direttamente i telefoni cellulari degli utenti, senza che questa misura dal chiaro sapore orwelliano costituisca un reato.
Un primo, pericolosissimo passo in questa oscura direzione è avvenuto lo scorso 2 luglio: presso il succitato Consiglio d’Europa a Strasburgo, il governo italiano ha infatti votato a favore di una proroga al Chat Control 1.0 fino al 3 aprile 2028: questa norma, introdotta con la motivazione di individuare materiale pedopornografico, consente a grandi aziende private come Google e Meta di scansionare tutte le email ed i messaggi privati inviati sulle loro piattaforme da milioni e milioni di utenti.
Il Chat Control 2.0, su cui il Consiglio sarà chiamato ad esprimersi dopo la fine dell’estate, è invece ancora pià ambizioso, controverso ed oscuro: innanzitutto, il controllo delle chat diverrebbe non più temporaneo ma permanente ed obbligatorio ed interesserebbe anche piattaforme come Signal, Telegram e Whatsapp, non incluse nella prima versione della normativa.
C’è tuttavia un aspetto ancora più allarmante: la scansione dei messaggi verrebbe effettuata prima ancora che i messaggi vengano inviati, permettendo il controllo non solo dei testi effettivamente trasmessi, ma anche di quelli rimasti latenti e quelli successivamente revisionati.
Contrariamente a quanto affermano i sostenitori della legge, questa non è una misura varata ad hoc per individuare e punire i criminali, che infatti operano su reti chiuse o sul dark web e che pertanto non saranno affatto colpiti dal Chat Control 2.0. Piuttosto, la normativa intende in maniera deliberata colpire i cittadini comuni.
Va dunque configurandosi il più esteso sistema di controllo delle comunicazioni private mai concepito in una democrazia: quest’operazione, distopica e liberticida, aprirebbe le porte alla sorveglianza di massa e alla creazione di un regime di psicopolizia di orwelliana memoria atto a reprimere qualsiasi contenuto sgradito al potere.
Pertanto, l’associazione capitolina Pro Vita & Famiglia ha messo a punto una petizione con cui si chiede al Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti non solo di adoperarsi affinché il Governo italiano, a partire dai Ministri della Giustizia e dell’Interno, assuma una posizione completamente contraria al Chat Control ma anche di impegnare la delegazione italiana in UE a opporsi al Chat Control nei negoziati dei prossimi mesi con le altre delegazioni e ad organizzare, con l’ausilio di altri Paesi, un fronte politico capace di impedire la maggioranza qualificata necessaria ad approvare la misura.
Se la battaglia per il Chat Control è appena iniziata, l’invasività della normativa fa comprendere in maniera cristallina quanto le oscure oligarchie abbiano ormai esplicitamente svelato i propri obiettivi e la propria agenda eversiva rispetto alle fondamenta della nostra civiltà: tutto ciò è reso possibile anche dall’ormai pluriennale mancanza di un legittimo Pontefice regnante e dalla susseguente usurpazione del papato da parte degli stessi potentati neognostici che dominano l’Unione europea.
La lodevole battaglia per la tutela della vita, della famiglia e delle libertà fondamentali portata convintamente e lodevolmente avanti da Pro Vita & Famiglia, tuttavia, senza un legittimo pontefice a sedere sul trono petrino sarà progressivamente sempre più difficile, in quanto priva del potere di contenimento del pontefice, i potentati oscuri potranno spingersi sempre più avanti e i bastioni fondamentali per la difesa della civiltà occidentale saranno sempre più difficili da difendere: in questa lugubre prospettiva, si potranno ottenere solo poche e sporadiche vittorie tattiche, per poi essere inesorabilmente travolti da un punto di vista strategico.
Pertanto, la battaglia tattica di Pro Vita & Famiglia necessita di acquisire con la massima urgenza una prospettiva più ampia, saldandosi alla “battaglia delle battaglie” per il ripristino della legittima successione petrina dopo gli antipapati di Bergoglio prima e di Prevost poi. Con un autentico successore di Benedetto XVI, infatti, il Papato e la Chiesa si imporrebbero nuovamente come il principale fattore di stabilità istituzionale, morale e culturale dell’Occidente, guidando le basi per una rinascita della nostra civiltà.
Davide De Vincentiis